Il Cras di Benezzo e la cerva Minerva (foto Lifegate)

A Bernezzo, nel Cuneese, è operativo il Centro di recupero

di Mario Bocchio

C’era una cerbiatta che venne salvata da piccola per poi vivere dodici anni nel Centro recupero animali selvatici (Cras) di Bernezzo, nel Cuneese. Remigio Luciano è il gestore, lo hanno definito un eroe contemporaneo: lui sta dalla parte degli animali, lui salva e accudisce esemplari selvatici di ogni taglia e specie: dalle volpi ai cervi, passando per rapaci di ogni specie e dimensione. So più di mille i salvataggi portati a termine ogni anno.


Il santuario a strapiombo sulla rupe

Madonna del Sasso, meno di quattrocento abitanti sparsi in quattro frazioni sulle alture che sovrastano la sponda occidentale del lago d’Orta e confinano con la Valsesia

di Marco Travaglini

Costituitosi nel 1928 per Regio decreto che unificava le municipalità di Artò e Boleto, prese il nome dal Santuario della Madonna del Sasso che sorge su uno sperone di granito bianco che ricorda il durissimo lavoro degli scalpellini che scavarono e lavorarono questa roccia durissima dai primi decenni dell’ottocento alla seconda metà del secolo scorso, coinvolgendo le vicissitudini di numerose famiglie del posto.


La parete verticale di El Capitan

Nel 1972 gli arrampicatori un po’ hippy del californiano Yosemite park trovano gli emuli nella piemontese valle d’Orco

di Pino Riconosciuto

Con “Il Nuovo Mattino” di Gian Piero Motti il vento di cambiamento investe l’alpinismo eroico e romantico piemontese. Non più la vetta come unico obiettivo, ma il piacere dell’arrampicata come motivo d’essere. Un cambiamento che inciderà profondamente nell’alpinismo piemontese, al di là della tragica fine del fondatore. Gian Piero Motti era nato nel 1946 ed era un alpinista sui generis: molto bravo tecnicamente, aveva scalato vette importanti, portandosi ai massimi livelli dello sport della fine degli anni 60. Da allievo era diventato istruttore nella mitica scuola di roccia Gervasutti, per le sue imprese era stato chiamato nel…


Il podio del campionato italiano Junior 2021 con Zich sul gradino più alto

Il giovanissimo talento veste i colori dell’Ice Club Torino asd, storica società fondata da Franco Masoero nel 1971 e oggi guidata dalla figlia Claudia

di Marco Travaglini

È il torinese Raffaele Zich, 14 anni, il nuovo campione italiano di pattinaggio artistico maschile. Il giovanissimo talento veste i colori dell’Ice Club Torino asd, storica società fondata da Franco Masoero nel 1971 e oggi guidata dalla figlia Claudia.


L’Abbazia di Vezzolano

L’Abbazia di Santa Maria di Vezzolano, situata tra boschi e i prati del comune astigiano di Albugnano è uno dei più importanti monumenti religiosi del Piemonte

di Cristiano Bussola

Esercita grande fascino non solo come splendido esempio di unione tra romanico e gotico ma anche per alcune “stranezze” che pongono interrogativi. La curiosità rivolta ad una delle fasce con i bassorilievi del pontile che rappresentano solo trentacinque profeti (mentre secondo il vangelo di san Matteo, dovrebbero essere quaranta), viene soddisfatta dagli studiosi concordi nel pensare che il fregio fosse più ampio e appartenuto ad un Jubè di una chiesa maggiore poi qui trasferito. Da notare che i cinque profeti mancanti però sono dipinti e affrescati sui pilastri laterali.

Tradizione vuole che la chiesa sia stata commissionata…


Le origni della Polizia di Sstato

Nel 1814 il Regno di Sardegna, con le Regie Patenti del 13 luglio, crea la “Direzione del Buon Governo”

di Mario Bocchio

Nel 1814 il Regno di Sardegna, con le Regie Patenti del 13 luglio, crea la “Direzione del Buon Governo” Si tratta di un’unica amministrazione, con potestà di polizia, amministrative e giudiziarie delegate ai Governatori e ai Comandanti militari, affiancata dai Carabinieri Reali, anch’essi allora istituiti, come strumento esecutivo di tale indirizzo. Il tutto è sotto la regia politica del Ministero della Guerra e della Marina, che dal 1847 viene definitivamente affidata al Ministero dell’Interno con la Direzione di Polizia.


Cavalli Mérens al pascolo in Val Maira (foto Roberto Beltramo)

Nella seconda metà degli anni ’70 è stato introdotto nelle vallate alpine della provincia di Cuneo

di Mario Bocchio

Il cavallo ariégeois è originario del dipartimento dell’Ariège nei Pirenei francesi. Meglio conosciuto in Francia come “cheval de Mérens” (dal nome di un comune dell’alta Ariège al confine con Andorra), nella seconda metà degli anni ’70 è stato introdotto nelle vallate alpine della provincia di Cuneo e particolarmente diffuso in tutto il nord Italia dove sono presenti nuclei di allevamento.


Pane, Amore e Fantasia

Legro è una piccola frazione di Orta San Giulio

di Marco Travaglini

A differenza del capoluogo, che s’affaccia sul lago che ne porta il nome e sull’omonima isola, Legro è a monte, all’inizio della strada che sale verso Miasino e Ameno, in corrispondenza della stazione ferroviaria. Dal 1998 è diventata un’interessante meta turistica grazie a dei bellissimi affreschi che ne colorano il centro storico.


Una tipica casa Walser

Arrivano in Valsesia nel 1200, su invito dei monaci benedettini, e colonizzano molte parti del territorio, lasciando vestigia e tradizioni riscontrabili ancora adesso. Ce ne parla un esperto, lo scrittore Paolo Crosa Lenz

di Pino Riconosciuto

Si chiamano Walser, una contrazione del tedesco Walliser, a indicare i vallesani, gli abitanti del cantone vallese. Sono i protagonisti di una diaspora che a cavallo del medioevo li ha portati a colonizzare numerosi territori dell’arco alpino in Italia, Svizzera, Austria e Francia. Forse la sovrappopolazione nel cantone, forse le condizioni climatiche favorevoli (si parla del periodo del medioevo caldo che rendeva praticabili i valichi di alta quota e appetibili i grandi alpeggi), forse gli inviti rivolti loro da signori e ecclesiastici che avevano bisogno di manodopera per le loro terre, forse un insieme di questi motivi…


Cappella Bricherasio a Fubine

Nel Monferrato alessandrino si intrecciano storia e arte

di Cristiano Bussola

A Fubine, nell’Alessandrino, nella cripta della Cappella Bricherasio si intrecciano storia e arte tra fine 800 primo 900 grazie al bellissimo monumento funebre dedicato al conte Emanuele Cacherano di Bricherasio ( Torino 1869- Agliè 1904). Questi dopo la carriera militare intuì l’importanza dello sviluppo dell’ industria motoristica diventando promotore dell’Automobile Club e firmatario dell’atto costitutivo della Fiat.

Morto misteriosamente nel castello di Agliè fu sepolto nella cappella gentilizia della famiglia, che gli fece erigere a perenne ricordo la splendida scultura di Leonardo Bistolfi, massimo scultore simbolista italiano, la cui poetica è sostenuta dall’idea che dalla morte nasce…

Crpiemonte

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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