Erytrosuchus, rettile (rendering Fabio Mannucci)

Eccezionali impronte di enormi lucertoloni, antenati dei dinosauri, portano alla ribalta l’altopiano della Gardetta, in Val Maira. E il Consiglio regionale propone di creare un geoparco di valore europeo

di Pino Riconosciuto

Una sorta di coccodrillone lungo più di cinque metri, insieme a dei lucertoloni sui tre metri, passeggiavano sotto il sole lungo la spiaggia marina della Gardetta. Sì, proprio lì, sull’altopiano oltre i duemila metri della Val Maira che ospita tra l’altro l’omonimo rifugio, adagiato ai piedi della Rocca la Meja. Non è un film, è una straordinaria realtà ricostruita dagli studiosi e risalente a 250 milioni di anni fa. Poco prima dei dinosauri. …


Le guglie del Duomo di Milano

A monte della frazione di Candoglia, nel comune di Mergozzo, sulla sinistra del fiume Toce e proprio all’imboccatura della Val d’Ossola, si trovano le cave da cui proviene il marmo del Duomo di Milano

di Marco Travaglini

Fu Gian Galeazzo Visconti, fondatore della “Veneranda Fabbrica del Duomo”, a decidere di sostituire il mattone, originariamente pensato per la costruzione del Duomo, con il marmo. Una scelta motivata dalla sua cristallina bellezza, appena screziata di rosa, unita alla grande resistenza. Il 24 ottobre 1387 Gian Galeazzo cedette in uso le cave di Candoglia e concesse il trasporto gratuito dei marmi fino a Milano attraverso le strade d’acqua.


Colletto

Narbona, nell’alta Valle Grana,è il simbolo della sfida dell’uomo alla montagna per le enormi difficoltà a vivere a 1530 metri su un costone irto e difficile da coltivare. Venne abbandonata solo nel 1962. Vi proponiamo un itinerario per arrivarci

di Pino Riconosciuto

Solo dei fuggiaschi potevano pensare di costruire una borgata così in alto, in una posizione così ardita. Gente che non aveva nulla da perdere, che doveva a tutti i costi lasciarsi il mondo alle spalle. Su Narbona sono cresciute le leggende su chi l’abbia fondata: briganti che sfuggivano alla legge, Catari perseguitati dalla Chiesa, addirittura disertori spagnoli. L’ipotesi più accreditata è che fuggissero alle pestilenze che tra il 1500 e il 1600 flagellarono quelle valli, decimando gli abitanti. Certo è che, nonostante l’enorme difficoltà a vivere in quel luogo, Narbona a modo suo prosperò fino a raggiungere…


“La malora” di Beppe Fenoglio

“La malora” di Beppe Fenoglio, romanzo breve o se si preferisce racconto lungo

di Mario Bocchio

Pubblicato per la prima volta nel 1954 nella collana «I gettoni», La malora è certamente l’opera dello scrittore albese Beppe Fenoglio in cui la tematica della vita contadina sulle Langhe campeggia in tutta pienezza, sia nei motivi che nei luoghi, pur non essendo nuova all’autore, poiché già trattata in Un giorno di fuoco e nella seconda parte de I ventitré giorni della città di Alba.


La cripta

Meno note delle fondazioni maschili, le abbazie femminili diffuse in Piemonte ebbero al tempo grande potere e ricchezze grazie a lasciti e donazioni

di Cristiano Bussola

Rimane ben poco delle costruzioni in quanto, dopo il Concilio di Trento, furono soppresse sia per motivi politico-religiosi sia per il comportamento inappropriato di alcune monache. Le giovani donne di famiglie aristocratiche che qui confluivano — si dice a metà tra storia e gossip d’epoca — non osservassero le regole di clausura e conducessero una vita dissoluta.

Resta poco della medioevale ricca Abbazia di San Pietro di Lenta, le cui suore furono trasferite nel 1573 a Vercelli, tranne la piccola cripta rimaneggiata nel XVIII secolo. Resti più importanti dell’Abbazia di Sant’Anastasio di Asti, già esistente nel 792…


Una veduta di Balme

La cittadina della Val d’Ala entra nel circuito de I villaggi degli alpinisti. Un passaggio importante per il turismo locale, sempre improntato all’amore per la montagna e al rispetto per la natura e l’ambiente. Come ci ricorda La Montanara, composta proprio al Pian della Mussa

di Pino Riconosciuto

Là su per le montagne

Tra boschi e valli d’or

Tra l’aspre rupi echeggia

Un cantico d’amor

E’ da Balme, per la precisione dal pian della Mussa, che per la prima volta nel 1927 echeggiarono le parole de “La Montanara”. E’ proprio su quel pianoro che chiude la Val D’Ala che in quell’anno Toni Ortelli, alpinista e maestro di coro, affascinato dall’incantevole scenario alpino che lo circondava, compose il celebre canto.


L’imbarcadero di Luino

In due libri divertenti, “Le avventure di Pierino “ di Piero Chiara e “Il paese dei mezaràt” di Dario Fo, oltre a narrare le gesta degli autori in tenerissima età, alquanto discoli e irrequieti, viene offerta al lettore una straordinaria panoramica su persone e luoghi che s’affacciano sulla “sponda magra” del lago Maggiore

di Marco Travaglini

Nel primo, il protagonista che combina guai tra le bancarelle del mercato di Luino (a cui Pierino poteva partecipare per l’intera giornata perché “la direzione scolastica aveva stabilito la vacanza settimanale al mercoledì, invece che al giovedì come in tutt’Italia, forse più per comodo degli insegnanti che degli scolari”) è il piccolo Chiara che, saltando da un’avventura all’altra, pestifero e inarrestabile, si aggira come un monello per le strade di Luino finché i grandi non si stancano della sua vivacità e lo mandano in collegio.


Annibale

Da quale valico piemontese Il condottiero cartaginese superò le Alpi con il suo esercito nel 218 a.c.? Molte le ipotesi susseguitesi negli anni. Un libro di Massimo Centini le analizza e propone il suo percorso di archeo-trekking

di Pino Riconosciuto

Potrebbe essere un giallo. Atipico, perché finora destinato a rimanere senza colpevole certo. Ma di sospetti ce ne sono tanti, e qualcuno lo è più degli altri. Questo almeno a leggere “Sulle orme di Annibale”, di Massimo Centini. Un testo scaturito da intensi studi preparatori e da una spedizione avvenuta sulle Alpi nel 1985, “Annibale 85”, che tentava di trovare una soluzione al dilemma che per secoli ha appassionato storici e ricercatori: da dove è passato Annibale nel 218 a.c. quando, partito a maggio dalla Spagna con un esercito forte di 90 mila fanti, dodicimila cavalieri e…


Piero Chiara al porto di Luino

Trentacinque anni fa, il 31 dicembre del 1986, si spegneva a Varese Piero Chiara, uno dei più grandi scrittori italiani

di Marco Travaglini

Nato a Luino, sulla sponda “magra” del lago Maggiore, la domenica di Pasqua del 1913 (era, per la precisione, il 23 marzo) da Eugenio, siciliano immigrato al nord come impiegato delle Regie Dogane, e Virginia Maffei, originaria di Comnago di Lesa, sulla sponda piemontese del Verbano, Chiara ha rappresentato meglio di chiunque altro la provincia e l’ambiente lacustre, ambientandovi le sue storie più belle e famose, da “Il piatto piange” a “La spartizione”, da “I giovedì della signora Giulia” a “La stanza del Vescovo”. …


Camilla Faà Di Bruno (Casale Monferrato 1599- Ferrara 1662)

Denominata “La Bella Ardizzina” per la sua avvenenza, Camilla, figlia di Ardizzino conte Di Bruno nell’astigiano, fu protagonista di una avvincente e infelice storia d’amore

di Cristiano Bussola

Nel 1616 Ferdinando Gonzaga, innamorato di lei, organizzò un finto matrimonio in segreto nella cappella ducale di Mantova e le diede il titolo di Marchesa di Mombaruzzo oltre ad una nutrita rendita. Dall’unione nacque Giacinto che nel 1630 morì di peste facendo sfumare la sua successione al Ducato voluta dalla Spagna per impedire che passasse ai Gonzaga Nevers.

L’anno dopo, nel 1617, Ferdinando fu costretto per motivi politici a sposare Caterina sorella del Granduca di Toscana Cosimo II. Caterina pretese l’annullamento del precedente matrimonio, che in effetti non era valido per difetto di forma, e volle che…

Crpiemonte

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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