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Alba, monumento alla Liberazione

Alba, Beppe Fenoglio e la guerra partigiana

“I ventitrè giorni della città di Alba” è una delle opere più eloquenti dello scrittore langarolo

Mario Bocchio

Su fogli poco “letterari” — i registri di conto del padre macellaio -, Beppe Fenoglio scrisse nel 1946 il suo primo racconto “resistenziale”, ritrovato quasi trent’anni dopo la morte dell’autore. “Appunti partigiani 1944–1945” è stato pubblicato nel 1994, a cura di Lorenzo Mondo. Protagonista è il partigiano Beppe che, insieme ai due amici, Cervellino e Piccàrd, si trova a vivere episodi di drammatica realtà, tra processi ed esecuzioni sommarie, ripiegamenti nella boscaglia e improvvise avanzate, cadaveri e desolazione, nei giorni in cui, tra il novembre e il Natale del 1944, i tedeschi rastrellano le colline delle Langhe con crudele determinazione. Un racconto incompiuto ma intenso dove, con uno stile già maturo e toccante, Fenoglio descrive la ferocia dei nazisti e dei fascisti, le sofferenze della popolazione e il coraggio dei partigiani, l’odio e la voglia di vendetta che la guerra scatena nell’uomo.

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Beppe Fenoglio e le sue colline

Al liceo classico “Govone” di Alba, Fenoglio ebbe la fortuna di essere allievo di due illustri insegnanti che divennero importanti punti di riferimento nei suoi studi e per la sua vita: Pietro Chiodi, professore di filosofia, e Leonardo Cocito, professore di italiano . Entrambi antifascisti, furono attivamente coinvolti nella guerra partigiana e furono in grado di trasmettere al giovane Fenoglio importanti valori umani e filosofici. Questi valori si trovano tra le righe dei suoi scritti, basati sul rispetto e sulla solidarietà. Nonostante il suo coerente laicismo, Beppe Fenoglio ha anche mantenuto una profonda amicizia, durata una vita, con il teologo e filosofo padre Natale Bussi.

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Tragici episodi della guerra di liberazione

Con l’8 settembre 1943, data dell’armistizio di Pietro Badoglio con il conseguente scioglimento dell’esercito italiano, Fenoglio scelse, come Chiodi e Cocito , di spostarsi verso le colline dell’Alta Langa, per unirsi a uno dei gruppi partigiani che si formarono in quel periodo. Lì si unì prima a un gruppo garibaldino e poi a una brigata badogliana, partecipando così attivamente alla Resistenza. Il 10 ottobre 1944, fu con le forze che liberarono Alba, che fu occupata fino al 2 novembre. Questa esperienza finì con uno dei suoi racconti più famosi:

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Appunti partigiani 1944–1945

Fenoglio trascorse il seguente difficile e lungo inverno in un terribile isolamento, a Cascina della Langa. Nel suo ultimo periodo partigiano, marzo-maggio 1945, fu ufficiale di collegamento nella missione britannica che operava nel Monferrato, nel Vercellese e in Lomellina. Dopo la liberazione, tornò alla vita civile, ma l’esperienza partigiana segnò la sua vita e ispirò molti dei suoi romanzi e racconti.

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Beppe Fenoglio al lavoro

La storia del titolo parla dei giorni in cui le truppe partigiane detennero la capitale delle Langhe nell’autunno del 1944, prima che le truppe fasciste, con una spiccata superiorità numerica e potenza di fuoco, la prendessero d’assalto e la riprendessero. È scritto più come un racconto giornalistico che letterario, È abbastanza moderno nello stile e nel tono e, se in effetti è una saggio, può reggere il meglio del giornalismo contemporaneo. È uno scritto eccezionale. Tutte le altre storie sembrano essere una finzione, anche se sicuramente attingono alle esperienze del Fenoglio che è cresciuto e che ha vissuto nelle Langhe e combattuto come partigian. Ma nel racconto dei ventitré giorni, Fenoglio evita risolutamente il fascino della guerra o la trasformazione degli uomini comuni in eroi mitologici. La guerra di Fenoglio è fatta di paura e falsa spavalderia, fame e freddo, armamenti terribilmente inadeguati, piccola crudeltà e esecuzioni spietate, pioggia e fango.

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Partigiani in collina

l primo episodio narra della conquista partigiana di Alba, avvenuta il 10 ottobre 1944. Privi degli aiuti alleati, i partigiani resistettero poche settimane prima di cedere nuovamente la città all’esercito della Repubblica sociale italiana il 2 novembre successivo, dopo appunto 23 giorni. L’opera comprende dodici racconti: sei di vita partigiana e sei di ambiente contadino.

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I ventitrè giorni della città di Alba

Le vicende si susseguono rapide: Fenoglio registra gli avvenimenti quasi con distacco, fermandosi solo, di tanto in tanto, a colorire una descrizione, a definire un carattere o un rapporto umano.

‘I ventitré giorni della città di Alba’ (Italo Calvino)

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Alba, il giorno della Liberazione

(dalle note del libro , sempre di Fenoglio).

ha scritto Fenoglio.

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Carri armati americani nelle vie di Alba

(Beppe Fenoglio, , Ed. Einaudi)

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