il Piemonte è al top

I MIGLIORI CAMPI DA GOLF ITALIANI SI TROVANO SUL NOSTRO TERRITORIO, DALLE 18 BUCHE PIÙ ALTE D’EUROPA DI SESTRIERE AGLI INCANTEVOLI PANORAMI DELLE LANGHE E DEL LAGO MAGGIORE

di Carlo Lomonte

Il Piemonte sembra disegnato apposta per gli appassionati di golf, con i suoi dodici circoli con diciotto buche, alcuni dei quali fra i migliori d’Italia, numerosi campi a nove buche per i principianti e ben cinque a trentasei buche. Sport da vivere nel verde e nella natura, in un paesaggio sempre diverso e affascinante, il golf è una delle carte che il Piemonte vuole giocare per valorizzare la propria immagine turistica. In tutta la regione si trovano locali, club, associazioni e soprattutto campi che attirano praticanti da ogni parte del pianeta.

Giocare in questi circoli, progettati da architetti di fama internazionale, permette di coniugare la passione per le diciotto buche con scenari panoramici davvero suggestivi. Campi da golf riconosciuti come opere naturali, realizzati nel rispetto della morfologia della natura. I campi piemontesi offrono percorsi tecnicamente avanzati, ideali sia per i neofiti sia per i più esperti. I giocatori possono così misurare la propria abilità a contatto diretto con la natura: lungo i laghi più belli della regione, sulle pendici di dolci colline, ai piedi delle montagne o vicino a splendide abbazie barocche e possono inoltre contare su una ricettività alberghiera di alto livello e numerose attività di contorno.

Nelle più recenti classifiche che annualmente decretano i migliori campi da golf italiani, il podio risulta interamente occupato da strutture piemontesi.

In questa regione si sono svolti dal 1925 a oggi ben tredici Open d’Italia. Si va dagli oltre 2.000 metri di Sestriere, con le “diciotto buche più alte d’Europa”, poste sulle piste che hanno visto lo svolgersi delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, agli incantevoli panorami del lago Maggiore, fino a Torino, dove i percorsi di golf sono immersi nei magnifici parchi sabaudi, sovrastati dalle verdi colline, da dove si possono ammirare storici castelli e monasteri e impervie montagne. Senza dimenticare i percorsi situati tra i magnifici vigneti dell’Astigiano e i profumati frutteti del Cuneese, mentre nell’Alessandrino, nel Biellese, nel Novarese, nel Vercellese e fin su, nel Verbano Cusio Ossola, si possono annoverare tra i più bei campi d’Italia.

Più in dettaglio, la provincia di Torino ospita tra parchi, colline e valli montane ben diciotto campi, fra cui il Circolo Golf Torino, uno dei primi club di golf in Italia, nato nel 1924 nei pressi di Mirafiori, trasferito nel primo dopoguerra nel parco della Maddalena, sulle colline torinesi, e approdato infine all’interno dell’immenso parco della Mandria nel 1957. Ricavati nei secolari boschi si sviluppano due percorsi, ciascuno di diciotto buche particolarmente tecniche, ricche di ostacoli d’acqua, che i giocatori condividono con cervi e aironi e hanno visto lo svolgersi di un memorabile Open d’Italia nel 1999. Il Circolo Golf Torino è considerato uno dei più bei campi d’Italia con il contiguo Royal Park Golf & Country Club, percorso noto come “I Roveri”, trentasei buche immerse anch’esse nel parco della Mandria e sede dal 2009 al 2012 dell’Open d’Italia.

Anche il Cuneese è ricco d’opportunità per dare sfogo alla passione di tutti i golfisti, dove il gioco si unisce alla spettacolarità della natura, che è parte integrante dei campi con la presenza di ruscelli, verdi vallate incontaminate, pendii erbosi, cui si aggiungono le prelibatezze della cucina piemontese unita a pregiati vini come il Barolo e il Barbaresco conosciuti in tutto il mondo. In questo territorio incantevole sorge il Golf club Boves, che si estende lungo l’alveo del torrente Gesso e percorre tutto il lato orientale della città di Boves. Nasce da un progetto dell’architetto canadese Graham Cooke, che ha disegnato un campo di diciotto buche nel rispetto di tutte le caratteristiche naturali della zona, che si distingue per le lievi ondulazioni del terreno e per il tipico sottobosco fluviale.

Nel territorio di Biella sono presenti quattro tra i più importanti campi piemontesi, tra i quali il Golf Le Betulle, che presenta un tracciato impegnativo sul quale si sono cimentati la maggior parte dei campioni di fama mondiale.

Una menzione particolare merita il Circolo Golf Castelconturbia, nel Novarese, definitivamente rinato nel 1984 ma risalente — forse primo in Italia — al 1898. Percorso di ventisette buche considerato tra i dieci più belli d’Italia, scelto nel 1991 e nel 1998 come sede degli Open d’Italia. Nell’Alessandrino troviamo invece la splendida terrazza della club house del Golf club Margara, da dove si ammirano le trentasei buche distribuite tra piante e laghetti delle prime colline del Monferrato e gli incantevoli campi dei circoli Golf club Colline del Gavi, Golf club Serravalle, Golf La Serra di Valenza, Golf Acqui Terme e Golf Club Valcurone.

Per chi ama praticare il golf in quota — infine — d’estate la rinomata località sciistica di Sestriere offre la possibilità di giocare sul campo a diciotto buche più alto d’Europa, nato nel 1932 e sede degli Open d’Italia del 1936, che videro vincitore il campione Henry Cotton. n

www.ferdergolfpiemonte.it

In buca con la scuola

Federgolf Piemonte, Ufficio scolastico regionale, i Comitati regionali Coni e Comitato italiano paralimpico hanno deciso di costruire una rete sostenibile di scuole e circoli di golf e realizzare un percorso di apprendimento per competenze trasversali. È la nuova sfida del progetto scuola “Golf piemontese”. Promuovere uno stile di vita attivo e la cultura sportiva attraverso il golf come attività per tutti, divertente e svolta in ambiente naturale.

Un’occasione per vivere le proprie emozioni insieme agli altri, costruendo abilità e comportamenti trasferibili con successo nella vita quotidiana. Il movimento golfistico creato all’interno delle scuole porrà le basi per la continuità della pratica presso i circoli di golf disponibili grazie all’impegno di docenti e professionisti formati per il target scolastico.

La pratica golfistica sarà inserita nel Piano dell’offerta formativa delle scuole, all’interno dell’ambito specifico “educazione fisica e sportiva” (corpo e relazione con spazio e tempo, gioco, sport, fair play, salute e benessere) con collegamenti interdisciplinari che renderanno il progetto una proposta educativa di qualità sempre più integrata nel contesto scolastico.

Info: Comitato regionale Piemonte Fig, via Bruno 191–10134 Torino; tel. 011 317 15 05

crpiemonte@federgolf.it

Glossario del Golf

Acqua Occasionale Qualsiasi ristagno temporaneo di acqua sul campo di golf, visibile prima o dopo che il giocatore abbia preso posizione e non si trovi all’interno di un ostacolo d’acqua.

Address La posizione definitiva del giocatore davanti alla palla prima di colpirla.

Albatros Una buca conclusa con 3 colpi sotto il par.

Back-Spin Effetto rotatorio all’indietro dato alla palla.

Bounce È l’angolo compreso tra la tangente della suola del bastone e il terreno

Bunker Ostacolo di sabbia ideato per rendere il gioco più difficile.

Caddy Master Responsabile dei caddy. Spesso si occupa anche del deposito delle sacche e dei golf car.

Chip Colpo basso a correre giocato da bordo green.

Club Face Parte della testa del bastone che colpisce la palla.

Clubhead Testa del bastone, parte terminale che colpisce la palla.

Club House L’edificio che ospita uffici e spogliatoi del campo.

Dimple Sono le fossette che caratterizzano la superficie esterna delle palle dagolf. Hanno un effetto aerodinamico sul suo volo.

Dog Leg Buca che presenta una curva molto angolata lungo il suo tracciato.

Doppio Bogey Una buca conclusa con due colpi in più del par.

Draw È un colpo intenzionale in cui la palla vola con una curva leggera da destra verso sinistra (non più di 5 metri).

Drop Palla che viene presa in mano e lasciata cadere tenendo il braccio teso parallelo al terreno.

Eagle Una buca conclusa con due colpi in meno del par.

Fade Palla che parte dritta e finisce il suo volo con una leggera curva a destra.

Fade-Slice Palla picchiata con un “fade” eccessivo che si trasforma alla fine del volo in “slice”.

Fairway Parte del tracciato tra il tee e il green con erba rasata.

Follow-Through Movimento che braccia, corpo e bastone fanno dopo l’impatto con la palla.

Gara 4 Palle/Four-Ball Una partita in cui due giocatori, facendo parte della stessa squadra, utilizzano un unico score sul quale viene segnato il miglior risultato delle due palle giocate.

Green Piazzola di erba rasatissima, dove è posta la buca.

Grip La parte del bastone che si impugna.

Handicap Numero di colpi abbuonati ai giocatori al termine di un giro sulle 18 buche. Consente di far giocare alla pari giocatori di diversa abilità.

Hook Palla che viene colpita con la faccia del bastone chiusa, terminando la sua traiettoria a sinistra.

Hole in One Buca conclusa con un solo colpo.

Kick point È il punto di flessione dello shaft detto anche Bend Point.

Lie Il punto del terreno dove si trova la palla.

Loft È l’apertura della faccia del bastone. Il loft è espresso in gradi: maggiore è il numero e più il bastone genera una traiettoria alta e corta.

Match Play Formula di gara che assegna la vittoria a chi vince più buche.

Medal Formula di gara che assegna la vittoria a chi conclude il giro in meno colpi.

Pitch Colpo che fa alzare molto la palla fermandola rapidamente a contatto con la superficie del green. Indica anche il segno lasciato dalla palla sul green. È buona educazione, come indica l’etichetta del golf, riparare sempre i pitch sui green con gli appositi “alza-pitch”.

Pull-Hook Palla colpita con un pull eccessivo che finisce con un “hook” prolungato in volo.

Pull-Slice Come nel pull, la palla comincia a girare a sinistra all’inizio del volo per poi finire a destra.

Putter Un tipo di bastone da golf che viene utilizzato per far rotolare la palla.

Putting Green Luogo dove si pratica il putt.

Release Scatto o movimento che si produce liberamente dopo l’impatto con la palla.

Rough Terreno intorno al fairway, caratterizzato da erba più alta. Rende il gioco più difficoltoso.

Scratch Giocatore con handicap zero.

Shaft È la canna dei bastoni (ferri, legni, putt) in acciaio o grafite.

Shot Il colpo alla pallina.

Side-Spin Movimento rotatorio laterale, sia verso destra sia verso sinistra, dato alla palla.

Slice Palla che viene colpita con la faccia del bastone aperta, terminando la sua traiettoria a destra

Spin Movimento rotatorio che viene dato alla palla.

Stance Posizione delle gambe, delle braccia e del corpo davanti alla palla.

Straight Palla colpita diritta.

Sweetspot Il punto ideale e perfetto d’impatto della faccia della testa del bastone con la palla.

Taglio La selezione che viene fatta nei tornei dopo le prime due giornate.

Tee Piazzola di partenza della buca, ma anche il supporto in legno o plastica sul quale si pone la pallina per il primo colpo.

Top È un colpo sbagliato, indica quando la palla viene colpita dalla testa del bastone nella parte inferiore della sua circonferenza producendo un colpo basso e poco controllabile.

Top-Spin Movimento rotatorio in avanti dato alla palla.

Wedge È una tipologia di ferro corto adatto per colpi di approccio solitamente sotto i 100 metri e per l’uscita dal bunker. Hanno uno shaft più corto e un accentuato loft e vengono indicati con delle lettere (P, W, S, L).

Nato tra le mazze ma golfista per scelta

intervista a Emanuele Bolognesi

È nato a Roma e questo, probabilmente, fa sì che abbia la battuta sempre pronta. Emanuele Bolognesi praticamente neonato, è stato portato a Torino dove ha imparato a giocare a golf: gli piace ridere, sdrammatizzare e prendere la vita con serenità. Se giocate con lui il divertimento è garantito, a prescindere da come sarà il vostro swing quel giorno.

Essere figlio di un golfista non è garanzia di immediato avvicinamento a mazze e palline, il piccolo Emanuele ha iniziato a giocare all’età di dieci anni al Golf club La Mandria. Suo padre Ovidio, professionista tra i più noti in Italia, lo portava con sé durante i tornei ma non l’ha mai costretto a tirare una sola pallina.

Come ha cominciato?

Non credo esista una regola che permetta ai genitori di un golfista di coinvolgere i figli: un figlio può vedere il genitore fare qualcosa con passione e avere piacere di passare del tempo con lui. Così è accaduto a me: a 14 anni ho deciso che nella mia vita avrei voluto giocare a golf. Presa la decisione mio padre, che era anche il mio maestro, mi ha insegnato che nel golf, così come nella vita, ci vuole molta disciplina per raggiungere dei traguardi.

Da dilettante entra in Nazionale Juniores e vince il Campionato nazionale medal nel 1982, i Campionati europei a squadre e individuale e successivamente il Campionato mondiale dilettanti. Nel 1985 passa professionista e dal 1988 al 1998 gravita tra European e Challenge Tour con due top ten nelle money list del challenge (1990 e 1995)…

Per me giocare sul Tour era la realizzazione di un sogno, soprattutto perché potevo ammirare da vicino i miei idoli. Ai miei tempi il golf era un gioco molto più legato al feeling rispetto che alla potenza, come oggi. Giocare a golf per professione è duro: hai necessità di essere innanzitutto fisicamente perfetto. Chi vuole intraprendere la carriera da giocatore deve aver ben chiaro che bisogna pagare un prezzo alto. I fusi orari, i continui spostamenti in hotel e le condizioni atmosferiche ti portano a invecchiare velocemente. Inoltre, l’Alps tour è un circuito che in molti casi non dà compensi significativi, con i premi che vinci ti paghi a malapena le spese. Per chi ci vuole provare consiglio di puntare al Challenge come trampolino verso il tour maggiore senza illudersi che saranno tutte rose e fiori. (mb)

La guida della Regione a oltre 60 campi

Si intitola “Piemonte terra di golf” la guida che la Regione ha recentemente realizzato in collaborazione con FederGolf Piemonte, Ceipiemonte e Touring Editore.

L’obiettivo è far conoscere agli appassionati che quello tra Piemonte e golf è un connubio consolidato grazie ad un’offerta di oltre 60 campi che in grado si soddisfare ogni esigenza grazie alle diverse caratteristiche tecniche.

Inoltre, essendo incastonati in paesaggi altamente scenografici, permettono di vivere un’esperienza turistica a tutto tondo con l’abbinamento della pratica sportiva alla visita a luoghi ricchi di cultura, arte e storia ed alla scoperta di un’enogastronomia tra le più apprezzate al mondo.

www.regione.piemonte.it/turismo/cms/images/stories/pubblicazioni/GuidaGolf_Italiano.pdf

Dalle origini scozzesi

alle Olimpiadi di Rio

UNA DISCIPLINA NON PIÙ D’ELITE, NELLA QUALE ANCHE IL PIEMONTE HA GRANDI CAMPIONI COME I FRATELLI MOLINARI

di Mario Bocchio

Il baby fenomeno del golf italiano e internazionale Matteo Manassero trionfò sul green del Maybank Malaysian Open appena due giorni prima di diventare maggiorenne. Era il 2011.

Quell’impresa fu importante perché confermò la grande ascesa di questo sport nel nostro paese, sia per qualità di talenti di livello internazionale sia per numero di appassionati. Anche i non addetti ai lavori hanno sentito nominare Costantino Rocca, considerato il più grande golfista italiano di tutti i tempi, con cinque vittorie nell’European Tour (ottenute tra il 1993 e il 1999) e lo storico secondo posto al British Open del 1995, in cui fu sconfitto dallo statunitense John Daly sull’Old Course di St. Andrews, in Scozia, il “tempio” mondiale del golf. Il colpo dalla strada sulla settantunesima buca e il lunghissimo putt imbucato sull’ultima buca sono ancora oggi ricordati dagli appassionati di tutto il mondo.

Il gioco di Manassero, veronese di Negrar, non è potente come quello dei suoi colleghi più illustri, tuttavia è dotato di grande precisione nei colpi al green e di una eccellente strategia di gioco.

È grazie a lui e ai fratelli torinesi Edoardo e Francesco Molinari (vincitori nel 2009 in Cina della Coppa del mondo) che il golf italiano ha acquisito una grande popolarità, che non si è mai trasformata in pressione psicologica sugli sportivi professionisti come avviene in altre discipline.

Edoardo, per gli amici Dodo, è nato nel 1981. La consacrazione ai livelli più alti del golf è avvenuta nel 2010 quando a Loch Lomond ha vinto lo Scottish Open superando nel finale il nordirlandese Darren Clarke. In quell’occasione l’European Tour decise di creare le partenze dell’ultimo round a tre giocatori anziché a due, come d’abitudine. Questo per permettere ai fratelli Molinari di effettuare insieme l’ultimo giro di gara essendo Edoardo leader e Francesco terzo. Dotato di una buona abilità sul green, Edoardo ha nel gioco corto e nei colpi di recupero la sua forza maggiore. È passato al professionismo nel 2006, subito dopo aver trionfato nel Us Amateur Championship 2005 diventando il primo giocatore europeo ad aggiudicarsi il prestigioso torneo americano dal 1911. Suo fratello Francesco, detto Chicco, più giovane di un anno, dal 1° al 4 ottobre 2010 ha fatto parte del team europeo che ha conquistato la Ryder Cup al Celtic Manor in Galles. Dal 28 al 30 settembre 2012 figura nuovamente nel team continentale che ha conquistato la Ryder Cup al Medinah Country Club vicino a Chicago. Il suo pareggio finale contro la “leggenda nera” Tiger Woods ha permesso all’Europa di raggiungere i 14,5 punti e vincere la competizione. In caso Francesco avesse perso il match, la squadra Europea avrebbe pareggiato ma avrebbe mantenuto lo stesso la coppa avendo vinto l’edizione precedente. Ma certamente il suo miglior risultato resta l’Open de España. Cento anni dopo la sua prima edizione, proprio Francesco si è aggiudicato nel 2012 il Reale Seguros Open de España, rimontando nell’ultima giornata dalla quarta posizione con un giro in 65 (7 sotto il par), il migliore del torneo. Con questa vittoria è diventato il secondo golfista italiano per numero di vittorie sullo European Tour, a due lunghezze da Costantino Rocca a quota cinque.

Prima dei fratelli Molinari, il Piemonte era assurto agli onori delle cronache golfistiche internazionali soprattutto grazie a Emanuele “Peppo” Canonica di Moncalieri. Ha vinto l’Italian National Juniors Championship nel 1990 e fece parte della squadra italiana che si aggiudicò la medaglia d’oro allo European Youths’ Championship dello stesso anno. È diventato professionista nel 1991.

Dopo aver giocato in diverse manifestazioni del Challenge Tour si qualificò allo European Tour nel 1994 e nel 1995. Nel 2005 ha vinto per la prima volta un torneo dello European Tour, il Johnnie Walker Championship. Quattro anni dopo è stato il caddie di José María Olazábal nel torneo The Masters.

È la natura stessa del golf a mantenere le tensioni della gara in un ambito “civile”. Questo gioco prevede infatti un comportamento rispettoso degli altri giocatori durante il corso dell’intera partita, in accordo con alcune regole di etichetta che accompagnano quelle prettamente sportive. Una grave infrazione dell’etichetta può comportare, a discrezione del comitato, addirittura la squalifica. Le regole comprendono, ad esempio, il massimo silenzio ogni volta che qualunque giocatore si accinge ad effettuare il tiro, durante il quale i compagni di gioco dovrebbero restare fuori dal campo visivo di chi tira. Altre norme includono l’attenzione a non proiettare ombre sulla linea di tiro di un giocatore sul putting green, riparare i danni fatti al campo (come zolle alzate o buchi formati dall’atterraggio della palla sul green) e cercare di non mettere alcuna pressione ai giocatori che precedono, evitando di tirare quando essi sono ancora all’interno della propria portata di tiro. Una prova non facile per i temperamenti latini, abituati a contesti sportivi ben più “calorosi”. Non a caso il golf è uno sport di origine scozzese, nato in forma primitiva nel tardo Medioevo. Le prime regole scritte vengono però stese solamente nel 1744, in occasione della fondazione a Edimburgo della Company of Gentlemen Golfers.

Dieci anni più tardi anche l’associazione dei golfisti di St. Andrews (ora chiamata Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews) decide di redigere una serie di norme per i giocatori esterni che intendono prendere parte alle loro gare. Basate in buona parte sulle precedenti regole emesse dai golfisti di Edimburgo, nel maggio 1754 nacquero così le famose tredici regole del golf, che ancora oggi costituiscono la base dei moderni regolamenti osservati in tutte le gare, professionistiche e amatoriali. Negli ultimi anni — in Europa e in molti paesi del mondo — si è anche diffuso, in maniera più o meno informale, il cosiddetto “Urban golf”, che consiste nel giocare partite estemporanee su percorsi improvvisati in piena città. Derivato dal golf classico, prevede che singoli giocatori o squadre colpiscano una pallina da tennis verso una buca identificata da elementi urbani come paletti, segnali stradali e tombini chiusi.

Ma è alle prossime Olimpiadi che il golf guarda da protagonista. È stato infatti stabilito che sia disciplina olimpica a partire proprio dai Giochi di Rio de Janeiro 2016.

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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