Dieci anni dopo Torino 2006

COSA È RIMASTO DI UNA GRANDE FESTA DELLO SPORT CHE HA FATTO CONOSCERE IL PIEMONTE IN TUTTO IL MONDO

di Gianni Gennaro

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Dieci anni fa, di questi tempi, a Torino e nelle valli alpine circostanti si avvertivano un’effervescenza e una vivacità forse mai riscon-trate prima: mancavano pochi giorni all’inizio delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali 2006 e si stavano ultimando i preparativi per quella che si sarebbe poi rivelata una grande festa dello sport e un immenso successo promozionale per la città e per l’intero Piemonte.
A Sergio Chiamparino, oggi presidente della Regione e allora sindaco di Torino, brillano gli occhi quando ricorda quel periodo: “Avverto ancora l’emozione di aver vissuto un’esperienza straordinaria, iniziata con il ritiro della bandiera a cinque cerchi a Salt Lake City e culminata con la sua consegna agli organizzatori di Vancouver 2010. Mi rimangono la soddisfazione e l’orgoglio per aver contribuito a realizzare un evento che ha comportato un salto di qualità nella percezione a livello internazionale di Torino e del Piemonte e che ha lasciato alla città e al territorio una cospicua eredità”.
“I vari palazzetti del capoluogo — puntualizza Chiamparino — sono stati da subito impiegati per grandi eventi, concerti, convention e manifestazioni sportive. Il Villaggio olimpico è per metà adibito ad abitazioni ed è sede dell’Arpa; l’altra metà dovrà essere ristrutturata e la sua vicinanza con il grattacielo della Regione e il nuovo Parco della Salute e della Scienza ne farà una collocazione ambita. Forzando l’indebitamento della città al limite consentito si sono potuti effettuare importanti investimenti a livello culturale e costruire la linea 1 della metropolitana, che si attendeva da decenni e che senza le Olimpiadi probabilmente non sarebbe mai stata realizzata. Mi rendo conto che la gestione degli impianti montani ha comportato invece alcuni problemi”.
Ma il presidente non dimentica quella che definisce “l’eredità immateriale: è sotto gli occhi di tutti che il turismo a Torino e in Piemonte è cresciuto proprio grazie al nuovo posizionamento internazionale dovuto alle Olimpiadi, che hanno consentito di far conoscere e apprezzare le eccellenze storiche, culturali e paesaggistiche di tutto il territorio”.

Gli impianti sportivi

Per lo svolgimento dei Giochi vennero realizzati o ristrutturati diversi impianti: a Torino l’Oval per il pattinaggio di velocità, il Pa-lavela per il pattinaggio artistico, il Palasport per l’hockey su ghiaccio e lo Stadio Olimpico per le cerimonie di apertura e chiusu-ra, a Pinerolo lo Stadio del ghiaccio per il curling, a Cesana le piste per bob, slittino e skeleton, a Bardonecchia quella per lo snowboard, a Pragelato la pista per lo sci di fondo e salto con gli sci, mentre Sestriere e Sansicario ospitarono lo sci alpino. Ad essi si affiancarono i villaggi olimpici di Torino, Bardonecchia, Pragelato e Sestriere. Vennero realizzate anche diverse “opere connesse”, ovvero infrastrutture necessarie allo svolgimento dei Giochi su indicazione degli enti locali e del Comitato organiz-zatore con l’obiettivo primario di qualificare l’offerta turistico-sportiva dei comprensori sciistici, come le seggiovie di Cesana, Claviere, Prali e Chiomonte, il centro sportivo di Giaveno e il parco urbano di Pinerolo.
Dopo le gare le maggiori criticità si registrarono in montagna, a causa dei costi di gestione elevati e dello scarso utilizzo di alcune strutture, come la pista di bob, il cui impianto di refrigerazione è stato svuotato e messo in sicurezza nell’autunno 2012, e i trampolini per il salto con gli sci.
Ma è proprio per amministrare il patrimonio mobiliare e immobiliare delle Olimpiadi che Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino, ora Città metropolitana, e Coni costituirono la Fondazione 20 marzo 2006 (la data è quella successiva alla fine delle Para-limpiadi), nota anche come Torino 2006 Olympic Park — Top, nella quale furono poi inseriti anche i Comuni olimpici e che è attual-mente presieduta dal sindaco di Sestriere Valter Marin.
Il 5 ottobre dello stesso anno venne costituita la società Parcolimpico srl, attualmente partecipata per il 90% da Set Up e per il 10% dalla Fondazione, alla quale è stata affidata la gestione dei siti olimpici mediante l’organizzazione di attività ed eventi di natura sportiva, culturale e sociale. Un esempio su tutti, i numerosi concerti di grandi artisti internazionali che si sono succeduti a Torino in questi anni.
Con l’entrata in vigore della legge n. 65/2012 alla Fondazione è stato affidato il compito di utilizzare le risorse rimaste per la rea-lizzazione degli impianti per opere di manutenzione straordinaria e la riqualificazione degli stessi, con particolare riguardo all’efficientamento energetico, in accordo con il commissario liquidatore dell’Agenzia Torino 2006 e i Comuni interessati. L’esecuzione dei lavori viene invece demandata a Scr Piemonte, la società di committenza della Regione. Il primo stralcio, ammontante a 33 milioni di euro, ha consentito di avviare il rinnovo degli impianti energetici dei Palaghiaccio di Torino, Pinerolo e Torre Pellice, dove il ricorso alle energie rinnovabili permetterà di dimezzare i costi di gestione, la costruzione di una centrali-na idroelettrica a Prali per favorire l’innevamento artificiale, la riqualificazione degli stadi di freestyle e di biathlon, la messa in sicurezza delle piste di Chiomonte, il ripristino della pista Orsiera a Sestriere, la sostituzione di numerosi generatori di neve con materiale di nuova generazione che ne aumentano del 30% il rendimento.
Gli stanziamenti della legge hanno generato anche importanti investimenti dei gestori privati, come gli 11 milioni della Sestrieres S.p.A. per la riqualificazione del comprensorio della Via Lattea e i 4 milioni della Colomion S.p.A. per il miglioramento del com-prensorio di Bardonecchia.
Con gli 8 milioni di disponibilità finanziaria del 2015 sono stati decisi ulteriori interventi a Bardonecchia, nella Via Lattea ed a To-rino.
La Fondazione ha inoltre deliberato l’avvio di uno studio di fattibilità per la riqualificazione della pista da bob di Cesana e del tram-polino e della pista di fondo di Pragelato.

Un programma per tutto il Piemonte

Per estendere la ricaduta economica e d’immagine dei Giochi a tutto il territorio venne elaborato il Programma regionale delle infrastrutture sportive e turistiche Piemonte 2006, con lo scopo di realizzare interventi capaci di promuovere e strutturare turisti-camente e sportivamente anche le aree non olimpiche con particolare attenzione ai comprensori sciistici. Oltre 100 le opere fi-nanziate: il lungo elenco comprende, tra gli altri, l’impianto polivalente di Novara, la piscina scoperta di Arona, l’approvvigionamento idrico di Orta San Giulio e Pella, seggiovie e nuovi impianti a Limone Piemonte, Entracque, Frabosa So-prana e Sottana e nelle valli del Canavese, la ristrutturazione dell’ex Enofila ad Asti, la sistemazione della viabilità intorno al Colle Don Bosco, la riqualificazione del sistema escursionistico biellese e del piazzale d’accesso al Santuario di Oropa, la mes-sa in sicurezza delle strade che portano alla stazione sciistica di Bielmonte, la riqualificazione del comprensorio Domobianca con impianti di risalita, postazioni per l’innevamento artificiale e interventi sulle piste, il recupero del monastero di Santa Chiara a Vercelli e dell’abbazia di Lucedio a Trino Vercellese.
http://www.torinolympicpark.org/
http://www.parcolimpicotorino.it/

Quando l’arco alpino diventa la “Galassia bianca”
OLTRE MILLE CHILOMETRI DI TRACCIATI IN CUI È POSSIBILE SCIARE PER GIORNI E GIORNI SENZA MAI RIPASSARE NELLO STESSO PUNTO, CON PISTE DA DISCESA E DI FONDO CHE PRESENTANO DIVERSE DIFFICOLTÀ

di Mario Bocchio e Carlo Lomonte

Il Piemonte è una regione circondata dalle Alpi, caratterizzata da paesaggi di montagna per un terzo del suo territorio. In in-verno l’arco alpino si trasforma nella cosiddetta “Galassia bianca”: un grande sistema dedicato agli amanti degli sport della neve, in grado di offrire agli appassionati oltre mille chilometri di tracciati — in cui è possibile sciare per giorni e giorni senza mai ripassare nello stesso punto, con piste da discesa e di fondo di diverse difficoltà — servite da strutture ricettive d’avanguardia. Proviamo a comporre il puzzle di alcuni dei principali comprensori sciistici.

Il comprensorio “Vialattea”

“Vialattea” è un comprensorio sciistico internazionale formato da cinque località piemontesi — Sestriere, Sauze d’Oulx, Sansicario, Cesana e Claviere — e dalla francese Montgenèvre. Sono a disposizione più di 200 piste, tutte collegate sci ai piedi, per un’estensione lineare di oltre 400 chilometri, in buona parte coperte da innevamento artificiale. Si spazia dai 1.350 metri d’altitudine di Cesana ai 2.800 della cima Motta, che offre una vista stupenda su tutte le montagne circostanti permettendo allo sciatore d’assaporare la vastità e la bellezza del comprensorio.
“Vialattea” è sinonimo di grandi spazi, distese di neve illuminate dal sole, piste panoramiche che uniscono caratteristici villaggi di baite occitane con moderni Comuni dotati di tutti i comfort. La vastità e la varietà del comprensorio riescono a soddisfare sia gli sciatori più esigenti, grazie alle piste lunghe e impegnative, sia chi si avvicina per la prima volta al mondo dello sci.
A Sestriere si scia anche di notte sulla pista illuminata “Giovanni Alberto Agnelli”, proprio dove si sfidano i grandi campioni di Coppa del Mondo. Mentre per i più spericolati, appassionati dello snowboard e dello ski-cross, è disponibile uno snowpark si-tuato al Colle in zona centralissima. Dopo aver organizzato innumerevoli eventi sportivi a carattere internazionale, la Coppa del Mondo di Sci (già a partire dal 1967), la Coppa del Mondo di Snowboard e i Campionati mondiali di Sci alpino del ’97, il com-prensorio “Vialattea” è stato il fulcro dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Nei prossimi sei anni sono previsti sul terri-torio investimenti per 22 milioni di euro, frutto di un accordo con la Regione, che contribuirà con un 50% di conferimenti attinti dal “tesoretto” del post olimpico. Verranno costruiti nuovi impianti d’innevamento, rinnovate seggiovie e perfezionate piste.
Durante la conferenza stampa di presentazione della stagione sciistica 2015–2016, il presidente della Sestriere S.p.A. Gio-vanni Brasso ha evidenziato come il continuo innalzamento delle temperature e lo slittamento in avanti dell’arrivo del clima freddo abbiano condizionato l’inizio delle ultime stagioni sciistiche. Per questo è auspicabile intraprendere a livello politico con le istituzioni nazionali e regionali una trattativa per introdurre nei calendari scolastici la settimana festiva di Carnevale. Un prolungamento delle festività che avviene già in Veneto, in Trentino e addirittura — per quattro settimane a rotazione — in Francia, Belgio, Lussemburgo, Austria e Inghilterra.
La grande novità della stagione 2015–2016 è lo skipass mani libere, una tecnologia già conosciuta dagli abbonati stagionali, che ha richiesto la sostituzione della tornelleria dell’intero comprensorio per permettere a chi compra il biglietto giornaliero di tenerlo in tasca senza doverlo inserire nel lettore della seggiovia.
Dal punto di vista sportivo, anche quest’anno sulle piste del comprensorio si svolgeranno numerose competizioni e iniziative sportive. Tra le più significative, le tradizionali gare dell’Uovo d’Oro, il sabato di Pasqua, aperte a “pulcini” e “children”, che nella scorsa stagione ha visto oltre 1.500 iscritti provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei come Francia, Svizzera, Spagna, Ungheria, Bulgaria e Slovenia.
www.vialattea.it

A Bardonecchia lo sci è tradizione

Posta al confine con la Francia, a 1.312 metri di altitudine, Bardonecchia si presenta agli appassionati di montagna e di sport invernali come una moderna stazione dotata di ogni comfort. Scelta come sede di tutte le gare olimpiche di snowboard di To-rino 2006, vanta un comprensorio di alto livello, non solo per questa disciplina, ma anche per il carving, lo sci alpino e il fon-do.
Mentre gli snowboarder possono concedersi il brivido di una giornata all’esclusivo Snowpark situato alla base degli impianti di Melezet, piste sempre perfettamente preparate, anche grazie all’efficiente rete d’innevamento programmato, offrono suggestivi tracciati e ottime possibilità per il fondo, come l’impegnativo anello di Pian del Colle.
L’area sciabile di Bardonecchia è composta da due comprensori con caratteristiche diverse ma complementari. Il primo comprende gli impianti del Colomion, Les Arnauds e di Melezet. Caratterizzato da piste ampie e tracciate in prevalenza nel bosco, racchiude una fitta ragnatela di percorsi che, partendo dal centro del paese — Campo Smith, a poco più di 1.300 metri — raggiunge i vasti plateau fuoribosco del Vallon Cros, a 2.400 metri di quota. Dalla cima del Colomion parte la pista 1, una delle più impegnative di tutto il comprensorio di Bardonecchia. Il secondo racchiude gli impianti dello Jafferau e tocca la pun-ta massima d’altitudine raggiungendo i 2.800 metri d’altezza. Qui, in un ambiente naturale con vista ineguagliabile sulle mon-tagne circostanti, si scia prevalentemente fuoribosco, con infinite possibilità d’itinerari fuoripista anche in primavera. Com-plessivamente il comprensorio offre 23 impianti di risalita in grado di trasportare più di 30.000 persone all’ora, 100 chilometri di piste da discesa, 38 dei quali innevati da un impianto artificiale che conta più di 120 cannoni ad automatismo integrale.
In tutto l’arco alpino Bardonecchia si distingue per la sua lunga tradizione legata al mondo dello sci e degli sport invernali. La conca della cittadina si rivelò infatti, sin dall’inizio del XX secolo, un terreno ideale per il nuovo sport. Nel 1909 furono orga-nizzati i primi Campionati italiani di sci e venne costruito il grande trampolino Smith, che deve il nome ai fratelli norvegesi Ha-rald e Trigwe Smith, che saltarono rispettivamente 43 e 40 metri, primato mondiale per l’epoca. Nei prossimi anni sono pre-visti importanti investimenti nell’intero comprensorio grazie alla sinergia che si è venuta a creare tra il Comune di Bardonec-chia e la società d’impianti di risalita Colomion. Nello specifico, il rinnovamento dell’area sciabile passerà attraverso due im-portanti aree d’investimento: l’area del Melezet e quella dello Jafferau. Per il Melezet si tratta di un investimento privato di ol-tre 8 milioni di euro, che prevede per i prossimi anni la realizzazione di nuovi impianti e il rifacimento di piste. Ma già per la stagione 2015–2016 ci sono importanti trasformazioni, come la realizzazione di due nuovi collegamenti tra le aree del Colo-mion e Les Arnauds.
www.bardonecchiaski.com

“Neveazzurra” è una community

Al comprensorio “Neveazzurra”, nel Verbano Cusio Ossola, sono legate le storiche località di Macugnaga, ai piedi del maesto-so Monte Rosa, e del Mottarone, che hanno costituito la cosiddetta “etichetta buona” soprattutto a partire dagli anni Sessanta, quando si contrapponevano in particolare alle inconfondibili torri cilindriche, progettate dall’ingegnere Vittorio Bonadé Bottino ed erette in otto mesi nell’inaspettatamente lontano 1932, icona di Sestriere e delle Alpi italiane.
Una dozzina di stazioni con skipass unico caratterizzano un territorio confinante con la Svizzera, dove è possibile immergersi in incomparabili scenari con vista sui laghi come Pian di sole, oppure respirare un rapporto diretto con la natura come in Valle An-trona.
“Bisogna sempre più fare rete — concordano Andrea Malagoni, responsabile di San Domenico Ski, e Roberta Rolandi di ‘Do-mobianca’ — per essere competitivi e soprattutto per riuscire a intercettare le nuove esigenze dell’utenza. Insomma, per essere all’altezza dei tempi. Dall’altra parte del confine iniziano a temerci, tanto che sono iniziate collaborazioni interalpine che hanno ad esempio portato la località di Grächen, nel Vallese a entrare a far parte del progetto ‘Neveazzurra’”.
Il Distretto turistico dei Laghi fa da collante, ha addirittura creato una propria community virtuale dedicata alla montagna e agli sport invernali.
“Bisogna offrire il prodotto montagna in tutte le sue accezioni — spiega il consigliere delegato Oreste Pastore -. Ci sono centocin-quanta chilometri di piste sempre praticabili grazie a sistemi di innevamento programmato, stazioni sciistiche che offrono una cin-quantina d’impianti di risalita dai 1.000 ai 3.000 metri e numerose altre opportunità per praticare i più svariati sport invernali: sci al-pinismo, sci di fondo, fuoripista, sci alpino, piste illuminate, ciaspole, snow park e pattinaggio. Ma la vera battaglia si gioca soprat-tutto d’estate, quando dobbiamo essere capaci di far vivere le località sciistiche con un turismo alternativo, utile per la totale valo-rizzazione del territorio”.
“Domobianca” rappresenta poi una realtà del tutto particolare, come dire portare la città su una ventina di chilometri di pi-ste innevate: è infatti a soli 15 minuti dal centro di Domodossola.
“Contiamo molto sulle presenze durante la settimana. Siamo poi specializzati nello sci notturno, su una pista lunga quasi quattro chilometri, interamente illuminata a giorno, servita da due impianti seggioviari che portano fino ai 1.700 metri dell’Alpe Casalavera. La nostra è una delle piste illuminate più lunghe d’Europa”, conclude Rolandi.
Gianluca Barp ci ricorda le ampie possibilità anche per gli appassionati dello sci di fondo con lunghi itinerari armoniosamente inseriti in ambienti di straordinaria bellezza: Formazza, Santa Maria Maggiore, Trasquera, Macugnaga, Antronapiana e Alpe Devero offrono piste curate e adatte ad ogni grado di perizia tecnica.
“A Riale, piccola frazione walser di Formazza a 1.725 metri, poco sopra lo splendido spettacolo offerto dalle cascate del Toce, gli anelli sono due — conclude -. Uno di questi permette di muovere i primi passi, e di imparare l’abc dello sci di fondo. L’altro anello, di media difficoltà, 309 metri di dislivello, è quello che si estende per oltre 7 chilometri. Da sempre Riale ospita le mag-giori nazionali europee della specialità durante la preparazione e diverse gare a livello nazionale e internazionale”.
La Valsesia è collegata sci ai piedi con la Valle d’Ayas e la Valle di Gressoney, nel comprensorio sciistico Monterosa Ski. La lo-calità sciistica di Alagna si trova all’estremità del formidabile comprensorio sciistico e propone discese mozzafiato sui pendii del massiccio del Rosa. Nella sua area sciistica l’appassionato di sci alpino trova sette belle piste, servite da sei impianti di risalita. Alagna è, soprattutto, il paradiso dello sci fuori pista.
www.distrettolaghi.it/it/neveazzurra
www.monterosa-ski.com

Alpi del Sud, Limone e Mondolè

Prato Nevoso si rivolge soprattutto a giovani, Artesina alle famiglie e Frabosa Soprana rappresenta la tradizione. Stiamo par-lando dei tre attori del “Mondolè Ski”, nelle Alpi Marittime del Cuneese, a un’ora di auto da Savona e meno di due da Genova.
Massimo Rulfi, presidente di “Frabosa Ski 2000”, e Paolo Palmieri, amministratore di “Artesina Ski”, snocciolano i dati, che parlano di circa 400mila primi ingressi nella stagione scorsa, un numero che è di certo figlio di un inverno poco nevoso. Da sempre da queste parti usufruiscono di un’utenza pendolare variegata, dai liguri ai cuneesi di prossimità sino agli astigiani e al basso Torinese.
“Certo che sì, c’è la concorrenza con la Val Susa e con Limone Piemonte, ma ci stiamo espandendo nel mercato inglese e ab-biamo incominciato a servire anche la Polonia e la Toscana per quanto riguarda le settimane bianche. Anche i francesi hanno iniziato a conoscerci — concordano Rulfi e Palmieri -. Più di quella generale, noi siamo vittime della cosiddetta crisi metereolo-gica. Abbiamo come punto di riferimento la legge regionale n. 2 del 2009, ‘Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo in attuazione della normativa nazionale vigente ed interventi a sostegno della garanzia delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili, dell’impiantistica di risalita e dell’offerta turistica’, che ci permette in parte di fare fronte alle spese di gestione degli impianti di risalita e di messa in sicurezza delle piste, ma è inutile negarlo, in Piemonte noi impiantisti patiamo la sperequazione dei fondi con le Regioni e le Province a statuto speciale”.
“Mondolé Ski” è il bacino sciabile più ampio della provincia di Cuneo e fattura la metà del volume d’affari della “Granda” in questo settore, mentre l’altra metà e appannaggio praticamente di Limone Piemonte. Il comprensorio offre oltre 130 chi-lometri di piste da discesa (compreso un anello di sci di fondo) per sciatori di ogni livello con oltre 31 impianti di risalita tra seggiovie, skilift e tappeti, uno snowpark con half pipe e piste riservate per gli appassionati di snowboard, l’impianto not-turno di Prato Nevoso aperto quattro sere a settimana dalle 20 alle 23, e tre aree giochi sulla neve riservate ai bambini con gonfiabili e campi scuola.
“In tutta l’area funziona il sistema ‘mani libere’, che permette di sciare senza timbrare mai lo skipass. Un chip contenuto nella key card ‘ordina’ ai tornelli degli impianti di aprirsi automaticamente all’arrivo degli sciatori”, fa presente Rulfi.
Limone, nell’area del Colle di Tenda, è la più importante località sciistica del basso Piemonte e del Cuneese. Da molti considera-ta la perla delle Alpi marittime, è dotata di 80 chilometri di piste. La quota di sviluppo degli impianti va dai 1.050 ai 2.100 metri e gode di un innevamento naturale durante l’intera stagione invernale. I nuovi impianti di risalita sono stati realizzati in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Fiore all’occhiello della stazione è la telecabina a otto posti intitolata a Severino Bottero, allenatore limonese scomparso nel 2006.
www.riservabianca.it
www.mondole.it

Un’offerta turistica in costante crescita

Il sistema dello sci piemontese mantiene e sostiene un indotto economico significativo tale da incidere anche sul Pil re-gionale e sulle entrate erariali. È il dato più significativo che emerge dallo studio sul “sistema neve Piemonte” commissio-nato da Arpiet (Associazione regionale delle imprese esercenti trasporto a fune in concessione) e Unione industriale di Torino e condotta dal gruppo di lavoro formato dal dipartimento di Management dell’Università Torino, Unioncamere e Ires Piemonte.
“Esaminando i dati sull’occupazione emerge che oltre ai circa 3.000 maestri di sci si può stimare che per ciascuno dei 1.200 addetti agli impianti almeno altre 10 persone vengano impiegate in attività turistiche dirette. In merito al patrimonio immobiliare, nelle stazioni sciistiche piemontesi sono state costruite nel corso degli anni oltre 190.000 unità abitative (760.000 posti letto) destinate a seconde case. Inoltre per la relazione innevamento programmato-ambiente le aziende che gestiscono impianti di risalita mantengono e sostengono un’economia turistica sana, vitale e in costante incremento. Emerge infine il ruolo ormai fondamentale dell’innevamento programmato quale garante dell’efficienza e della durata della stagione sciistica, sottolinea Pietro Blengini, vicepresidente piemontese della Fisi, la Federazione italiana degli sport in-vernali. n

Una valanga di talenti
SONO OLTRE OTTOMILA I TESSERATI PIEMONTESI ALLA FISI E UNA VENTINA GLI ATLETI SELEZIONATI PER FAR PARTE DELLE NAZIONALI E DELLE SQUADRE GIOVANILI NELLE VARIE DISCIPLINE INVERNALI

Vedere Marta Bassino, i fratelli Francesca e Matteo Marsaglia, Mattia Casse e Giovanni Borsotti gareggiare in Coppa del Mondo riscalda i cuori di tutti i piemontesi appassionati di sci. Sono loro le “punte di diamante” del movimen-to sportivo del Comitato Alpi Occidentali della Federazione italiana sport invernali (Fisi). In tutte le province piemontesi sono oltre ottomila i tesserati alla Fisi, per la maggior parte agonisti, mentre sono una ventina gli atleti selezionati per fare parte delle squadre nazionali e delle selezioni giovanili delle varie discipline.
“I risultati dei giovanissimi e dei campioni già affermati sono il frutto del lavoro dei tecnici e di quello degli Sci Club — sotto-linea il presidente del Comitato Alpi Occidentali Pietro Marocco — ma, soprattutto, sono il risultato dell’entusiasmo delle famiglie, che sostengono con notevoli sacrifici l’attività dei giovani”.
Nella stagione 2014-‘15 Nicolò Cerbo ha vinto la classifica generale e quella di velocità del Grand Prix Italia Giovani di sci alpino, conquistandosi l’ingresso nel gruppo Coppa Europa della Nazionale. Quello delle Alpi Occidentali è risultato il secondo miglior Comitato regionale nel Grand Prix. Oltre a Cerbo — come fatto notare dal responsabile della comunica-zione della Fisi piemontese Michele Fassinotti — nel gruppo degli “osservati’ della Nazionale ci sono Sebastiano An-dreis, Paolo Padello, Alberto Blengini, Mirko Vallory, Lorenzo Teglia e Andrea Squassino. Padello è stato il migliore “aspirante” nello slalom dei Campionati italiani Giovani, mentre Matteo Franzoso è uno degli “aspiranti” invitati ai raduni in vista dei Giochi mondiali della Gioventù a Lillehammer (N). Anche Carola Gardano, Lucrezia Lorenzi e Carlotta Sa-racco sono in lizza per partecipare alle gare norvegesi. Nei Campionati italiani “aspiranti” medaglie sono arrivate da Blengini, Andreis e Vallory. Lucrezia Lorenzi è campionessa italiana “aspiranti”, Carola Gardano ha vinto medaglie e conquistato podi e Carlotta Saracco ha chiuso con una lunga serie di trionfi nazionali (Trofeo Topolino, Pinocchio sugli Sci, Campionati italiani) e internazionali (Longines Future Ski Challenge in Val d’Isere) la propria carriera tra le “allieve” e ora darà battaglia tra le “aspiranti”.
In Coppa Europa Valentina Cillara Rossi è stata l’italiana più continua in gigante, mentre in discesa e super-g Alessia Ti-mon si è più volte inserita nelle prime trenta ed è giunta terza nella discesa dei Campionati italiani Giovani. Nelle categorie “allievi” e “ragazzi” l’Equipe Limone ha vinto per la quarta volta il prestigioso Memorial Fosson e Matteo Franzoso ha vinto il gigante del Trofeo Sette Nazioni ad Oberjoch (D). Sul podio sono salite anche Serena Viviani e Carlotta Saracco.
Alessia Percudani e la Saracco hanno dominato ex-aequo il super-g dei Campionati italiani “allievi” e la Saracco ha vin-to anche il gigante. Sul podio sono saliti anche Matteo e Michele Franzoso, Gaia Blangero, Roberto Destefanis e Francesco Colombi. Ancora Matteo Franzoso ha vinto il super-g de “La Scara” in Val d’Isere, con la Saracco seconda in slalom e Davide Damanti terzo nello slalom “ragazzi”.
La squadra regionale di sci nordico ha in Daniele Serra il proprio atleta di punta, stabilmente inserito nei ranghi della Na-zionale Under 20, protagonista in Coppa Italia e ora anche in Coppa Europa. Di buon auspicio sono i piazzamenti nazio-nali nei primi dieci degli Under 18 Lorenzo Romano, Loris Vallauri e Massimiliano Perino. Nella Nazionale di biathlon il Piemonte vanta Pietro Dutto nel gruppo di Coppa del Mondo, Luca Ghiglione e Rachele Fanesi nella squadra B. Ghi-glione ha anche vinto la Coppa Italia Juniores. Nella Nazionale Senior di sci alpinismo militano il pinerolese Filippo Ba-razzuol e il valsusino Matteo Eydallin, protagonista della Coppa del Mondo e delle grandi classiche, mentre nel gruppo Juniores è inserito Erik Pettavino. Il gruppo dei giovanissimi snowboarder ogni anno fa incetta di medaglie nei Campio-nati italiani, mentre il monregalese Giovanni Mulassano, dopo anni di militanza nella Nazionale di skeleton, si sta rein-ventando come bobbista. Anche quest’anno, dunque, le soddisfazioni non mancheranno. (mb) http://bit.ly/1O1onDh

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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