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MALCÈSINE (VR) — Aratro simmetrico di legno e ferro (pǐöf) con timone a due stanghe per la trazione di un solo animale (28–5–1928 — fot. n.355)

Il progetto ALI: un Atlante per viaggiare tra le Lingue Italiane

Storia e presente dell’Atlante Linguistico Italiano

di Michela Del Savio

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Il logo attuale dell’Atlante Linguistico Italiano

Che cos’è un atlante linguistico?

Quando si pensa genericamente ad un atlante la mente corre verso l’immagine di una raccolta di carte geografiche; l’atlante linguistico presuppone che su queste carte non siano marcati solo i riferimenti geografici, ma anzi che essi siano ridotti allo stretto necessario in favore dell’inserimento sulle carte di informazioni di tipo linguistico, soprattutto lessicale (quindi inerenti alle parole).

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Porzione della carta ALI n.820, “fratello-sorella”, volume VIII
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Primo logo dell’ALI

Il patrimonio linguistico

Il patrimonio posseduto dall’ALI ammonta a oltre 5 milioni di schede dialettali (si tratta di schedine in cartone su cui viene registrata la parola e marcato il punto d’inchiesta in cui la voce è stata raccolta) e circa 10.000 fotografie etnografiche di altissimo valore documentario. Sono stati pubblicati ad oggi 8 volumi di carte (il nono è in corso di edizione), che possono essere consultate dagli utenti presso l’Istituto dell’ALI e la Biblioteca Nazionale di Torino.

Storia delle inchieste

Il primo raccoglitore di inchieste per l’Atlante fu Ugo Pellis. Il 29 ottobre 1925 a Belvedere d’Aquileia Pellis iniziò le inchieste vere e proprie, utilizzando un esteso questionario alla cui redazione aveva contribuito in larga misura.

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Ugo Pellis
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Esempio di immagine tratta dal questionario

ALEPO — Atlante Linguistico e Etnografico del Piemonte Orientale

Il Piemonte non ricevette in questo progetto uno sguardo privilegiato, poiché oggetto d’indagine fu l’intera Penisola, ma la presenza torinese di Bartoli, di Terracini e poi di Genre, fece sì che nascesse presso l’Università una scuola geolinguistica importante, che si costituì nel tempo grazie alla presenza di C. Grassi, T. Telmon, G. Berruto, L. Massobrio, S. Canobbio. Da un’idea di Genre fu ideato l’ATPM (Atlante Toponomastico del Piemonte Montano), e da un progetto di alcuni allievi di Grassi (Telmon e Canobbio) nacque l’ALEPO(Atlante Linguistico e Etnografico del Piemonte Orientale); l’elaborazione teorica e metodologica che l’esperienza dell’ALI aveva portato con sé permise dunque l’indirizzarsi delle ricerche anche verso una dimensione regionale, nel quadro di una temperie culturale in cui l’ente pubblico (nello specifico la Regione Piemonte con il progetto Alpi e cultura) si rese partner importante, sensibile alla conservazione e alla valorizzazione di questi materiali linguistici ed etnografici.

L’ALI oggi

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Carta PALP, “fratello”

Approfondimenti

Le fotografie di Ugo Pellis sono consultabili in formato digitale sul sito della Società Filologica Friulana — Fondo Fotografico Pellis: una realtà che comprende oltre 7.000 negativi, su lastra e pellicola, opera di Pellis tra il 1925 e il 1942.

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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