Il rito antico delle fiere

LA STORIA DEL PIEMONTE S’INTRECCIA CON L’EVOLUZIONE DI FIERE FAMOSE, MENTRE NEI RICORDI DI MOLTI, ALMENO UNA VOLTA, C’È STATA UNA GIORNATA INDIMENTICABILE PASSATA TRA LE BANCARELLE

di Mirella Calvano

Image for post
Image for post

Cosa abbiamo comprato “alla fiera dell’est per tre soldi”? Ci ricordiamo ancora come si gioca al “mercante in fiera”, oppure, “alla fine della fiera”, ce ne siamo dimenticati? E chi sa dove si tiene “la fiera delle vanità”?

La storia del Vecchio Continente s’intreccia con l’evoluzione di fiere famose e importanti, mentre nei ricordi di molti c’è stata, almeno una volta, una giornata indimenticabile trascorsa in fiera, in un’expo (ad esempio la mitica “Italia 61” di Torino), in qualche piccola sagra di paese rimasta nel cuore per le bancarelle colorate, l’acquisto di oggetti speciali, a volte improbabili, e la sensazione di… vedere il mondo per la prima volta!

Le fiere sono proprio questo: una finestra che si apre su uno spaccato della società con tutto ciò che può essere messo in vetrina d’innovativo, curioso e affascinante. Il successo di tale vetrina sarà decretato dal numero di visitatori, dall’affollamento e dalla coda.

A passeggio tra stand e padiglioni

Anche oggi — dalla antichissima Fiera Carolingia di Asti, la cui origine risale alla fine del XIV secolo quando, otto giorni prima e otto giorni dopo la Festa di San Secondo, il santo patrono della Città, si svolgeva una grande rassegna cui partecipavano mercanti provenienti da varie parti del paese, al Salone del Libro, diventato il più importante d’Italia nel giro di neppure trent’anni — a chi vive in Piemonte capita almeno una volta l’anno di passeggiare tra stand e padiglioni di una qualche manifestazione settoriale di suo interesse, ritrovando tradizioni e novità, personaggi e oggetti…

È un rito antico, che nemmeno l’avvento delle fiere virtuali ha avuto il potere di ridimensionare: le centinaia di migliaia di visitatori che fanno la fila per ore per varcare i cancelli di uno spazio espositivo dimostrano che siamo — oggi come cento anni fa — attratti e coinvolti da questo modo di esibire il sapere e le capacità dell’uomo risalente a tempi che paiono riallacciarsi addirittura a quasi 600 anni prima della nascita di Cristo. Sebbene non siano disponibili documentazioni precise — infatti — il Libro del profeta Ezechiele, scritto nel 588 a.C. e contenuto nell’Antico Testamento, presenta numerosi riferimenti ai mercanti che praticavano il commercio “di diversi tipi di beni in argento, ferro, stagno e piombo” e che si ritrovavano nella città di Tiro per farne mostra.

Il fenomeno fiere, esposizioni e mostre affonda le proprie radici anche nell’etimologia dei termini che lo definiscono: “fiera” deriva dal latino “feria”, ovvero “giorno di festa” o “fiera mercato”, che a propria volta corrisponde al latino “feriae”, ovvero “festa religiosa”.

Per avvicinare culture lontane

Le fiere, un tempo, si tenevano prevalentemente in prossimità delle chiese, al punto che nel linguaggio comune i concetti di “festa religiosa” e di “fiera mercato” erano pressoché sovrapponibili. Le manifestazioni fieristiche assunsero subito un ruolo fondamentale nel sistema degli scambi commerciali sia per il loro carattere di eccezionalità, dal momento che non compromettevano i sistemi normativi vigenti, sia per la provenienza delle merci e dei mercanti, che determinavano la rottura della cerchia abituale degli scambi fornendo nuove opportunità e spingendo gli uomini a viaggiare, a mescolare prodotti e conoscenze per diventare — in una parola — multiculturali. Non per nulla, più le città che le ospitavano erano aperte e disponibili più le fiere diventavano importanti, e viceversa, in un rapporto di reciproco scambio che perdura fino ai giorni nostri. Ed il ruolo politico che nel medioevo svolgevano le fiere (in particolari occasioni, per consentirne lo svolgimento, si sospendevano tutte le azioni belliche e la “pax mercatorum” garantita da sovrani e signori feudali, si estendeva anche all’itinerario del viaggio ed alla tutela dei diritti e dei contratti stipulati durante la fiera) non è troppo diverso da quello che oggi realizzano determinati centri fieristici come affermazione di pubblica affidabilità e vivacità economica di alcune città e regioni. Il diritto di creare una fiera o un mercato o incentivarne lo sviluppo attraverso particolari esenzioni doganali, era per questi motivi politici, esclusivamente pubblico e gestito, almeno in Italia, dalle massime autorità.

Campionarie e di settore

Nel XVIII e XIX secolo le fiere campionarie e di settore, eventi destinati non più alla vendita diretta ma all’esposizione di campioni di diversi assortimenti di prodotti, diventarono il mezzo per rispondere alle esigenze della crescente industrializzazione. E il miglioramento delle infrastrutture di comunicazione e la nascita di nuovi Stati nazionali che garantivano il rispetto della legge e la sicurezza dei trasporti ne favorirono lo sviluppo. In quel periodo oltre il 95% delle esposizioni industriali nazionali si svolgeva in Europa.

Nel XX secolo i diversi segmenti del mercato subirono ulteriori evoluzioni, derivanti dall’aumento della divisione del lavoro e dall’espansione parallela del commercio internazionale.

Il sistema fieristico italiano — e quello piemontese — hanno seguito tale evoluzione raggiungendo elementi d’eccellenza del tutto originali: molte fiere hanno puntato a offrire prodotti particolarmente pregiati, unici per creatività artigianale, eleganza e raffinatezza. Inserite in location urbane o rurali eccezionali e arricchite da manifestazioni collaterali di alta tradizione culturale, hanno raggiunto un elevato grado di appeal anche all’estero.

Con il tempo la peculiarità positiva della differenziazione e della specializzazione territoriale corrispondente alle nostre eccellenze si è rivelata anche la causa di una lenta ma inesorabile polverizzazione e perdita di preminenza a fronte di un processo di segno opposto: la concentrazione che caratterizza l’ Europa e in particolare Francia e Germania.

Un sistema regionale

La regionalizzazione definitiva del sistema fieristico, attuata con le modifiche costituzionali del 2001, ha portato le fiere a diventare specchio della capacità di ciascuna Regione di cogliere le istanze del territorio, di saperle incentivare e inserire armoniosamente tra gli strumenti di promozione.

Regolamentare le fiere in modo da renderle più forti rispetto alla concorrenza, costruire quartieri fieristici moderni e idonei alle esigenze del business, dotare le strutture di tutti i collegamenti e le correlazioni utili a mettere il visitatore nelle condizioni più favorevoli: a questo sono state chiamate le Regioni tenendo conto del fatto che l’apertura e la liberalizzazione totale dei mercati in Europa hanno reso molto più difficile conquistare spazi e mantenere il prestigio acquisito.

Con o senza il supporto regionale — di fatto — molte manifestazioni nate sotto i migliori auspici sono decadute in tempi brevissimi, altre hanno avuto successo rapidamente, altre ancora stanno ancora cercando la giusta dimensione, magari con lo stringere alleanze nuove con analoghe manifestazioni all’estero, delocalizzando o usando formule miste. Il “b2b” (business to business) e il “b2c” (business to consumer) — ad esempio — sono tipologie diverse ma non incompatibili: la loro commistione è stata, per esempio, la caratteristica del successo dei Saloni del Gusto e del Libro di Torino, nati esclusivamente per il grande pubblico, subito affiancati dall’International Book Forum (Ibf), che vede editori, produttori e agenti acquistare o vendere diritti legati alla traduzione dei testi, alla loro trasformazione cinematografica o teatrale e alla loro commercializzazione anche all’estero. La cultura, infatti, si può vendere e comprare con reciproca soddisfazione.

Collaborazione pubblico-privato

I Saloni del Gusto e del Libro sono realtà che hanno fatto scuola e che, insieme, superano il mezzo milione di visitatori. E le Amministrazioni locali restano attori fondamentali per lo sviluppo del sistema fieristico: loro è il compito di monitoraggio e di supporto affinché possa crescere e trasformarsi gradualmente da locale a regionale, a nazionale e — infine — internazionale. Tutte le fiere sono possibili incubatori di eventi internazionali, come dimostra la storia di quella piccola fiera abbinata alla vendemmia del 1926 che ha portato alla ribalta un tubero nascosto nella terra e sconosciuto ai più e si è trasformata nella Fiera del tartufo di Alba, con tutto il valore aggiunto apportato a tutte le città e delle Langhe.

Dalla sinergia con il sistema pubblico possono germogliare grandi opportunità per il territorio.

Per quanto riguarda le categorie merceologiche e per restare nel vasto panorama espositivo del Piemonte, tutte le tipologie sono degnamente rappresentate, dalle eccellenze provenienti dai distretti industriali alle antiche specializzazioni enogastronomiche della pianura fertile e delle vallate alpine: il calendario regionale delle manifestazioni fieristiche, giunto alla 36^ edizione, ne è specchio fedele con ben 400 eventi.

Sfogliandone le pagine relativamente ai dati degli ultimi cinque anni, emerge l’incremento delle fiere internazionali, dall’1% al 2,75%, e il leggero aumento delle regionali e delle nazionali rispetto alle locali. Aggiungendo a tali numeri i 640 appuntamenti con le sagre — tradizionali occasioni di svago e di turismo importanti per le realtà locali — si raggiunge la ragguardevole cifra di oltre mille appuntamenti, tre al giorno in media, con concentrazione massima nei periodi primaverili e autunnali.

Della ricchezza del patrimonio fieristico piemontese è ben consapevole l’assessore alle Attività produttive Giuseppina De Santis, che ha dichiarato “l’intento della Regione di continuare la propria azione di coordinamento per valorizzare le fiere come strumento di marketing e di attrattiva per il territorio dal punto di vista economico, culturale e turistico, giacché le fiere piemontesi offrono interessanti occasioni d’incontro a tutti i livelli, dando l’opportunità di presentare produzioni di eccellenza e innovazioni tecnologiche nei diversi settori. Quelle locali di antichissima tradizione confermano la ricchezza storica dei nostri territori e le specifiche peculiarità che li caratterizzano”.

Il loro successo costante è il motivo per cui le fiere virtuali, nate alla fine degli anni Novanta del Novecento contestualmente all’ampia diffusione di Internet e con il vantaggio di eliminare le restrizioni temporali di durata tipiche delle fiere, i problemi di spazio e i lunghi ed estenuanti viaggi di percorrenza, non hanno in realtà modificato più di tanto il panorama del settore. E studi recenti confermano che, almeno per ora, non è possibile sostituire le fiere tradizionali con quelle virtuali. Il contatto personale, la gestione delle relazioni con i clienti e la loro fidelizzazione restano una prerogativa importante e per questo si accetta di spostarsi, di mandare merci e campionari in giro per il mondo, di affrontare folla e code pur di avere il riscontro immediato del successo di un prodotto o di una formula. Venghino, signori, venghino, anche quest’anno la fiera ricomincia!n

http://goo.gl/p4vopA

ALESSANDRIA

La più antica del Piemonte

Alessandria vanta un particolare guinness: quello di avere la manifestazione più antica del Piemonte. Arrivata alla 412° edizione, la Fiera di San Giorgio è — di fatto — un grande contenitore d’iniziative. Al suo interno l’ormai tradizionale “FloreAle”, mostra che vede la presenza di florovivaisti e di attività attinenti il mondo dei fiori e l’allestimento di molti espositori provenienti, in particolare, da Piemonte, Liguria e Toscana. L’edizione 2016 si svolge dal 22 al 25 aprile.

Numerosi sono poi gli eventi caratteristici che vengono realizzati un po’ in tutta la provincia, come “Artinfiera”, la mostra mercato dell’artigianato artistico, tradizionale e del gusto che si svolge a San Sebastiano Curone dal 16 al 18 settembre. Artigiani provenienti da tutta Italia e dall’Europa espongono le proprie creazioni nelle suggestive botteghe del centro storico, riportate ai loro antichi fasti per l’occasione. Oggetti in legno e ceramica, tessuti, gioielli e complementi d’arredo fanno bella mostra di sé tra le magiche ambientazioni legate al passato di questa suggestiva località.

www.artinborgo.it/

ASTI

Festival delle Sagre e Douja d’Or

Asti terra di cultura, di tradizioni e di sapori, capace di realizzare, durante tutto l’anno, eventi e manifestazioni che attirano migliaia di persone. Spicca — tra esse — il Festival delle Sagre, che si svolge nel mese di settembre e vede piazza del Palio “invasa” da stand che propongono piatti e prodotti tipici dell’Astigiano. Ma tutta la zona è ricca di tradizioni e di eventi che esaltano le qualità del territorio: basti pensare alla Fiera del Tartufo di Moncalvo, giunta alla 62° edizione. Quest’anno si svolgerà il 23 e il 30 ottobre e, ancora una volta, proporrà una serie d’iniziative e manifestazioni che mirano a valorizzare il territorio. Sempre nel mese di settembre Asti ospita il concorso enologico “Douja d’Or” (douja è il termine dialettale con cui si indica un antico e panciuto boccale piemontese). Il concorso, nato nel 1967, nel corso degli anni si è ampliato ed è cresciuto fino a diventare un appuntamento unico nel panorama enologico nazionale.

www.doujador.it/

www.fieradeltartufodimoncalvo.it/

BIELLA

Dalle tome alla polenta concia

Il centro industriale di Biella, che vanta una storica tradizione di servizi e di scambi, ospita un gran numero di eventi, fiere e manifestazioni. I mercati con il maggior numero di banchi si trovano in piazza Falcone, aperto il lunedì, il giovedì e il sabato, e in piazza Martiri della libertà, allestito il martedì e il venerdì.

A inizio settembre l’antico Borgo medioevale del Piazzo dovrebbe ospitare “Vin, tome e tomin”, importante rassegna enogastronomica che propone vini, tome e tomini di qualità e si svolge in contemporanea con la Festa della polenta concia.

Il complesso fieristico Biella Fiere, che sorge in posizione strategica nel comune di Gaglianico, è facilmente raggiungibile dalla rete autostradale e ospita diverse rassegne, che spaziano dalle esposizioni canine a “Motor vacanze”, da “Expo abitare in Piemonte” al Festival nazionale del risotto italiano.

L’ultimo sabato e domenica di luglio le vie e le piazze del centro storico di Donato sono animate dalla “Vejà an Piasa”, manifestazione tipica animata da musicisti e cantastorie in costume, bancarelle di artigiani e punti di ristoro in una magica e antica atmosfera. Verso la metà di agosto, infine, a Roppolo si svolge la festa dell’uva e a ottobre a Salussola si segnala la Festa del nuovo raccolto.

www.festivaldelrisottoitaliano.it/

CUNEO

Castagne, meccanica e vino

Grazie alle peculiarità e alle eccellenze del territorio, la provincia di Cuneo è senz’altro quella che vanta il maggior numero d’iniziative. Non c’è paese che non abbia la propria fiera o sagra. Una delle manifestazioni più rappresentative è la Fiera nazionale del marrone, giunta alla diciottesima edizione, che si terrà dal 14 al 16 ottobre. Centinaia di espositori, attentamente selezionati da un pool di esperti del Comune di Cuneo. Invadendo di profumi, sapori e colori le principali piazze della parte antica della città, permettendo di gustare i migliori prodotti dell’Italia e dell’Europa. Altra iniziativa ormai storica, giunta alla 35° edizione, è la Fiera nazionale della meccanizzazione agricola di Savigliano, una vetrina, dal 18 al 20 marzo, dedicata alle tecnologie in agricoltura, che conferma la vocazione agricola della provincia “Granda”. In una zona vocata alla produzione enologica di qualità non mancano le fiere dedicate al vino. Fra queste, la Sagra del Dogliani, nel comune omonimo. Una manifestazione nata nel 1930 che si rinnova all’inizio di ogni settembre per le vie del borgo con convegni enologici, mercati di prodotti tipici, mostre, spettacoli per le strade, manifestazioni culturali e folkloristiche.

www.marrone.net/

www.fierameccanizzazioneagricola.it/

http://goo.gl/HTLxp3

NOVARA

Casa e giardinaggio

La città di Novara è da sempre crocevia d’importanti scambi commerciali tra le città di Torino e Milano e tra Genova e la Svizzera Tra le manifestazioni ricorrenti si segnala la Fiera per la festa del patrono, san Gaudenzio, che si svolge il 22 gennaio di ogni anno e si protrae anche il giorno seguente, con bancarelle che espongono le più svariate merci e dove è possibile acquistare le castagne affumicate bucate e legate insieme.

Il primo sabato di ogni mese — ad eccezione di marzo e di agosto — in via IV Novembre ha luogo il Mercatino dell’antiquariato minore.

A marzo si svolge la rievocazione della battaglia risorgimentale della “Bicocca”, con armi e costumi d’epoca e la Fiera di marzo, che offre prodotti tipici, articoli per la casa, giardinaggio e abbigliamento. Il 6 e 7 agosto e il 12 e 13 novembre il centro storico della città ospita — rispettiamente — la Fiera di agosto e la Fiera di novembre.

www.comune.novara.it/citta/fiere/fiere.php

TORINO

Boschi e gestione del territorio

Il territorio del capoluogo piemontese, come quello della sua provincia, ha avuto nell’ultimo decennio grande sviluppo in ambito fieristico. Oltre alle manifestazioni di grande richiamo come il Salone del Libro e il Salone del Gusto, il territorio subalpino ha saputo valorizzare le proprie peculiarità, rivelatesi complementari alla sua storica vocazione industriale.

Delle centinaia di fiere presenti sul territorio si segnala, per originalità, “Boster di Nord Ovest”, la cui ottava edizione si svolgerà dal 16 al 18 settembre in Alta Valsusa, a Beaulard di Oulx. Forse poco nota, si propone come evento outdoor dedicato alla valorizzazione delle risorse boschive e alla gestione sostenibile del territorio montano, mettendo al centro dell’interesse le prove dinamiche della meccanizzazione agroforestale, i lavori in bosco, la gestione e la manutenzione sostenibile del territorio montano attraverso la formula espositiva “tutto l’anno”, ovvero nel reale contesto operativo di macchine, attrezzature e cantieristica per le filiere produttive del legno. Particolare attenzione è rivolta alla filiera legno-energia con un’ampia gamma di macchine e di attrezzature per la prima lavorazione del legno, con l’esposizione a fiamma accesa di caldaie, stufe e camini e con la possibilità di visite tecniche a impianti realizzati sul territorio.

www.fieraboster.it/

VERBANIA

La camelia e altri fiori

Grazie alla posizione geografica e alla bellezza dei luoghi, Verbania è meta turistica nazionale e internazionale. Tra le tante manifestazioni ed eventi che si svolgono nell’arco dell’anno occupano un posto d’onore quelle relative alla flora che, grazie al clima mite dovuto alla vicinanza del lago Maggiore, consente alla natura di esprimersi al meglio.

A fine marzo Villa Giulia ospita la Mostra della camelia e propone visite guidate, a metà luglio la rassegna “Cactus Folies”, cui intervengono alcuni dei principali vivaisti europei, intorno alla metà di settembre la manifestazione “Orchidee sul lago” e — a fine novembre — la Mostra della camelia invernale. A fine aprile a Villa Taranto si svolge la Settimana del tulipano e, dalla prima decade di luglio a ottobre, la Mostra permanente delle dalie. Nel primo weekend di settembre, a Pallanza è prevista la sfilata di carri con la manifestazione “Corso fiorito”.

www.illagomaggiore.com

VERCELLI

Dalle risaie panissa e rane

Durante l’intero arco dell’anno il territorio di Vercelli è ricco d’eventi, d’iniziative e di proposte.

A marzo viale della Rimembranza ospita la Fiera dell’antico lupino, dove si possono acquistare frutta secca e altri prodotti; ad aprile viale Garibaldi e piazza Pajetta si riempiono di fiori per la Fiera di primavera dedicata alla flora. In viale della Rimembranza, la Fiera di maggio propone i prodotti di espositori provenienti da tutte le parti d’Italia, mentre a giugno, nel rione Canadà, la Sagra di San Pietro offre musica e piste da ballo. Ad agosto la Sagra della panissa propone il tipico risotto preparato con fagioli di Saluggia e “salam d’la duja”; tra fine agosto e inizio settembre lo storico rione Cappuccini ospita la Fiera della rana e a ottobre il centro storico, in viale Garibaldi e piazza Paletta, la fiera “Colori e profumi d’autunno”.

La Festa del riso italiano di Desana, giunta alla quindicesima edizione, è la più importante fiera dedicata al riso. Si svolge nel mese di giugno all’interno del parco secolare del Castello e rappresenta un’occasione privilegiata per sottolineare l’importanza di tale alimento per l’economia del territorio.

http://goo.gl/nz7iKp

Sempre più internazionali

EXPO FERROVIARIA Torino 5–7 aprile

INTERTUNNEL Torino 5–7 aprile

AFFIDABILITÀ E TECNOLOGIE Torino 20–21 aprile

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO Torino 12–16 maggio

BOSTER Oulx (To) 16–18 settembre

SMART MOBILITY WORLD/ITN Infrastrutture e tecnologie per la Smart City e la Smart Mobility Torino 21–23 settembre

EUROMINERALEXPO Torino 29 settembre-2 ottobre

FIERA INTERNAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA Alba (Cn) 9 ottobre-16 novembre

SALONE INTERNAZIONALE DEL GUSTO Torino 20–24 ottobre

ARTISSIMA Internazionale d’arte contemporanea a Torino 4–6 novembre

Da anni le Regioni, in collaborazione con AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) provvedono alla pubblicazione del Calendario fieristico nazionale, contenente informazioni relative alle oltre 500 manifestazioni che si svolgono nel nostro Paese, e diffondono i dati di sintesi delle rilevazioni statistiche, effettuate per le oltre 200 manifestazioni con qualifica internazionale, che contribuiscono ad arricchire l’annuale rapporto a livello europeo, pubblicato da UFI (Union des Foires Internationales).

Le fiere sono catalogate secondo 27 codici che abbracciano i diversi settori: 1) Agricoltura, silvicoltura, zootecnia; 2) Food, bevande, ospitalità; 3) Sport, hobby, intrattenimento, arte; 4) Servizi business, commercio; 5) Costruzioni, infrastrutture; 6) Viaggi, trasporti; 7) Sicurezza, antincendio, difesa; 8) Formazione, educazione; 9) Energia, combustibili, gas;10) Protezione dell’ambiente; 11) Stampa, packaging, imballaggi; 12) Arredamento, design d’interni; 13) Casalinghi, giochi, regalistica; 14) Bellezza, cosmetica; 15) Real estate, immobiliare; 16) Automobili, motocicli; 17) Chimica; 18) Elettronica, componenti; 19) Industria, tecnologia, meccanica; 20) Aviazione, aerospaziale; 21) IT e telecomunicazioni; 22) Salute, attrezzature ospedaliere; 23) Ottica; 24) Gioielli, orologi, accessori; 25) Tessile, Abbigliamento, moda; 26) Trasporti, logistica, navigazione; 27) Campionarie generali.

La vera sfida del futuro è aumentare la competitività globale e l’attrattività a livello internazionale, ricordando che, sul territorio, una fiera di successo rappresenta una ricaduta, (quindi alberghi e ristoranti pieni, aumento delle vendite di negozi e strutture di servizio, ampliamento del riconoscimento internazionale della città) dal 3 al 20% degli investimenti effettuati.

www.calendariofiereinternazionali.it/fiere.a

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store