In Piemonte 40 porte aperte alla misericordia

IL GIUBILEO STRAORDINARIO INDETTO DA PAPA FRANCESCO COINVOLGE LE SEDICI DIOCESI DELLA NOSTRA REGIONE

di Carlo Tagliani

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Un Anno Santo aperto a tutti. Un Giubileo straordinario che si propone di raggiungere, sulle ali della misericordia, i confini del mondo planando anche sul Piemonte. Un tempo di grazia — inaugurato da Papa Francesco lo scorso 29 novembre con l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Notre-Dame di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, e destinato a concludersi il 20 novembre, solennità di Cristo Re — per rendere più forte ed efficace la testimonianza dei cattolici. Un’occasione, come ha scritto il Pontefice nella bolla d’indizione Misericordiae Vultus, per “sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza”.

Le iniziative della Chiesa locale

Dopo l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione e cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio ecumenico Vaticano II, domenica 13 dicembre ogni singola diocesi ha spalancato una o più Porte Sante per far sì che ogni Chiesa particolare “sia direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale e quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa”.

I vescovi delle sedici diocesi presenti sul territorio piemontese hanno aperto complessivamente una quarantina di Porte Sante (v. box), attraversando le quali — sottolinea la Misericordiae Vultus — “ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo a essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi”. E ne spalancheranno altre — come quelle del Santuario della Vergine delle Rocce di Mompantero (To) e del Santuario di Sant’Anna di Vinadio (Cn) — nei prossimi mesi.

Vivere in silenzio e mettersi in cammino

Tra le raccomandazioni contenute nella Misericordiae Vultus spiccano la necessità di recuperare i valori del silenzio per “contemplare la misericordia di Dio e assumerla come proprio stile di vita” e del pellegrinaggio, “icona del cammino che ogni persona compie nella propria esistenza”, segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e richiede impegno e sacrificio. E, a tal proposito, tutte le diocesi piemontesi hanno previsto un ricco ventaglio di proposte e d’iniziative.

Durante il tempo di Quaresima ogni diocesi ha proposto momenti privilegiati riservati all’ascolto, allo studio e all’approfondimento del Vangelo con un’attenzione particolare ai temi della misericordia nella vita familiare e sociale. E un gran numero di esse ha aderito — il 5 e il 6 marzo — alla “Ventiquattro ore per il Signore” per consentire a chiunque, per un giorno e una notte, di poter entrare in chiesa, partecipare a momenti di preghiera e vivere il sacramento della Riconciliazione.

Diverse diocesi, inoltre, hanno ospitato e ospitano i “Missionari della Misericordia”, sacerdoti cui Papa Francesco ha conferito l’autorità di perdonare anche i cinque peccati riservati alla Santa Sede: la profanazione dell’Eucaristia, l’assoluzione del complice, l’ordinazione di un vescovo senza il mandato del Papa, la violazione del segreto confessionale e la violenza fisica contro il Pontefice. Il loro compito — sottolinea la Misericordiae Vultus — è “essere segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in ricerca del suo perdono e artefici presso tutti di un incontro carico di umanità, sorgente di liberazione, ricco di responsabilità per superare gli ostacoli” per cominciare una vita nuova.

Per quanto riguarda il pellegrinaggio, le diocesi ne hanno previsti sia alle chiese giubilari, non di rado organizzati per unità pastorali o per categoria (religiosi, anziani, malati, lavoratori, giovani…) e scaglionati lungo l’intero corso dell’anno, sia a Roma, tra la primavera e l’autunno.

Preghiere e solidarietà

L’Anno Santo rappresenta senza dubbio un’occasione privilegiata per aprire gli occhi e il cuore a quanti - come scrive Papa Francesco - “vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica”. Lì la Chiesa è chiamata “a curarne le ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta”. “È mio vivo desiderio — afferma nella Misericordiae Vultus - che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina… Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti”.

Ogni diocesi è impegnata a realizzare, in molti casi in collaborazione con la Caritas, iniziative di solidarietà. Quella di Cuneo, per esempio, si è fatta promotrice del progetto “Non fiori, ma opere di misericordia” a favore delle missioni; quelle di Biella e di Mondovì stanno potenziando rispettivamente i servizi offerti dalla Mensa di condivisione “Il pane quotidiano” e dalla Cittadella della Carità, che dispone di una mensa e di un centro d’ascolto e d’accoglienza notturna; quella di Pinerolo intende trasformare Casa Pralafera di Luserna (To) in una casa di accoglienza, quella di Fossano sta per aprire un emporio sociale di alimenti ed abiti; quella di Asti sostiene una missione nel Congo occidentale… Occasioni concrete, osserva la Misericordiae Vultus, “per portare una parola e un gesto di consolazione ai poveri, annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavitù della società moderna, restituire la vista a chi non riesce più a vedere perché curvo su sé stesso, a restituire dignità a quanti ne sono stati privati”. E rendere il mondo più a misura d’uomo. n

http://goo.gl/JHVkvS

Città metropolitana di Torino

L’arcidiocesi di Torino ha aperto tre Porte Sante presso la cattedrale di San Giovanni Battista, la chiesa San Giuseppe Benedetto Cottolengo all’interno della Piccola casa della Divina Provvidenza e l’Istituto minorile Ferrante Aporti a Torino. La diocesi di Ivrea ne ha aperte sei: presso la cattedrale di Santa Maria Assunta e il santuario di Santa Maria del Monte Stella a Ivrea, la collegiata di Santa Maria e San Pietro a Chivasso, la chiesa parrocchiale di San Giacomo a Rivarolo Canavese, il santuario del Sacro Cuore a Vische Canavese e il santuario di Santa Maria in Doblazio a Pont Canavese. La diocesi di Pinerolo ne ha aperta una presso la cattedrale di San Donato e quella di Susa due, rispettivamente presso la cattedrale di San Giusto e il santuario Madonna del Rocciamelone di Mompantero.

http://goo.gl/q27xw1http://goo.gl/UVPhsb

http://goo.gl/hLFgxjhttp://goo.gl/Mb12gw

Alessandria

La diocesi di Alessandria ha aperto una Porta Santa presso la cattedrale dei Santi Pietro e Marco. La diocesi di Acqui ne ha aperte tre sul territorio piemontese presso la cattedrale di Santa Maria Assunta ad Acqui Terme, il santuario Nostra Signora delle Rocche a Molare e il santuario Santa Maria Domenica Mazzarello a Mornese. La diocesi di Casale Monferrato ne ha aperte due presso la cattedrale di sant’Evasio a Casale e il santuario diocesano della Madonna di Crea.

www.diocesialessandria.it/http://goo.gl/RG9Cpk

www.diocesicasale.it/

Asti

La diocesi di Asti ha aperto due Porte Sante, rispettivamente presso la cattedrale di Santa Maria Assunta ad Asti e la chiesa di San Giuseppe a San Damiano d’Asti.

www.asti.chiesacattolica.it/

Biella

La diocesi di Biella ha aperto due Porte Sante, rispettivamente presso la cattedrale di Santo Stefano a Biella e la basilica antica di Oropa.

www.diocesi.biella.it/

Una tradizione che deriva dai tempi di Mosè

Un’occasione per far riposare la terra, restituire l’uguaglianza a tutti i figli d’Israele e offrire nuove possibilità a chi aveva perso beni e libertà. Era questo, per gli antichi ebrei, il significato e lo scopo del Giubileo, che veniva celebrato ogni cinquant’anni. Il termine, che deriva dall’ebraico “jobel” e significa “caprone”, si riferisce al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre.

Per la Chiesa cattolica il Giubileo, che fu promulgato per la prima volta nel 1300 da Papa Bonifacio VIII, ha un significato più spirituale rispetto ai tempi di Mosè e consiste in un perdono spirituale, in un’indulgenza aperta a tutti.

L’ultimo Giubileo straordinario prima di quello attuale venne indetto da Papa Giovanni Paolo II nel 1983 per celebrare i 1.950 anni della morte e risurrezione di Gesù. L’Anno Santo della Misericordia è stato definito “diffuso” perché Papa Francesco ha stabilito l’apertura di “Porte Sante” in tutte le diocesi del mondo.

www.im.va/content/gdm/it.html

Cuneo

La diocesi di Cuneo ha aperto due Porte Sante presso la cattedrale di Santa Maria del Bosco di Cuneo e il santuario Regina Pacis di Fontanelle a Boves, e il 5 giugno ne aprirà altre due presso il santuario di Sant’Anna a Vinadio e il santuario di San Magno a Castelmagno. La diocesi di Alba ne ha aperte quattro presso la cattedrale di San Lorenzo ad Alba, il santuario Beata Vergine del Buon Consiglio a Castiglione Tinella, il santuario del Todocco a Pezzolo Valle Uzzone e il santuario Nostra Signora del Popolo a Cherasco. La diocesi di Mondovì ne ha aperte quattro presso la cattedrale di San Donato a Mondovì, il santuario Regina Montis Regalis di Vicoforte, il santuario di Nostra Signora del Deserto a Millesimo e il santuario di Valsorda a Garessio. La diocesi di Fossano ne ha aperte due presso la cattedrale di Santa Maria e San Giovenale di Fossano e il Santuario Madonna della Divina Provvidenza di Cussanio. La diocesi di Saluzzo ne ha aperta una presso il Duomo.

http://new.diocesicuneo.it/www.diocesidialba.it/

www.diocesifossano.it/it/index.phphttp://goo.gl/M8a5Qs

www.diocesisaluzzo.it/

Novara e Verbano Cusio Ossola

La diocesi di Novara ha aperto sei Porte Sante presso la cattedrale di Novara, la chiesa San Nicolao del Sacro Monte a Orta, il santuario del Santissimo Crocifisso di Boca, il santuario Madonna del Sangue a Re, il Sacro Monte di Varallo a Varallo Sesia (che sorge, però, sul territorio di Vercelli) e il santuario della Santissima Pietà di Cannobio.

http://goo.gl/bWh0IG

Vercelli

L’arcidiocesi di Vercelli ha aperto quattro Porte Sante presso la cattedrale di Sant’Eusebio e la chiesa di San Bernardo a Vercelli, la chiesa di San Pietro a Gattinara e il santuario della Beata Vergine del Trompone a Moncrivello.

http://www.arcidiocesi.vc.it/

Il Buon Pastore nel logo del Giubileo

Opera del gesuita sloveno Marko Rupnik, il logo del Giubileo illustra l’invito di Gesù a essere “misericordes sicut Pater”, ovvero “misericordiosi come il Padre”. Come buon pastore, Gesù carica sulle proprie spalle l’uomo, simile a una pecorella smarrita nella notte buia, e offre l’immagine più autentica della misericordia del Padre.

“La misericordia — spiega Papa Francesco — non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli. Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa l’espressione più evidente dell’amore misericordioso e per noi cristiani è un imperativo da cui non possiamo prescindere”. E aggiunge: “Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per essere felici”.

www.youtube.com/watch?v=4wTSPkajFis

In cammino con la fede

LA VIA FRANCIGENA, CHE ATTRAVERSA IL PIEMONTE CON DIVERSI PERCORSI, OCCUPA UN POSTO PARTICOLARE

di Daniela Roselli

All’alba del Giubileo il turismo in Piemonte, e in Italia, si mette in marcia, riuscendo per la prima volta a riunire Stato, Regioni, Comuni, Santa Sede, pubblico e privato, sulle tracce di quei 6.600 chilometri di sentieri non solo religiosi ma anche culturali, naturalistici e spirituali.

Nel 2016, proclamato “Anno nazionale dei cammini”, la Via Francigena occupa un posto particolare. I cammini sono infatti il cuore di un progetto che punta a far diventare il Piemonte, e tutta l’Italia, meta di un turismo sostenibile, che valorizza soprattutto i luoghi meno conosciuti del nostro territorio.

Sin dall’antichità la Via Francigena è stata un’importante via di comunicazione e pellegrinaggio, lungo la quale si sono intersecati scambi culturali e commerciali, circolazioni d’influenze artistiche e letterarie, mettendo in relazione popoli diversi per valori e culture.

Il Piemonte, in particolare, ha avuto grande rilevanza come terra di passaggio dalle Alpi verso la Pianura padana, con un ruolo di cerniera tra la Via Francigena e quella che collegava Santiago di Compostela, in Spagna, con Francia e Italia attraverso i colli del Monginevro e del Moncenisio.

Percorsi adatti a tutti

Gli itinerari francigeni in Piemonte collegano i passi alpini di Gran San Bernardo, Moncenisio e Monginevro con il Canavese e la Val di Susa, fino a Torino e Vercelli, spingendosi poi verso il mare, tra il Monferrato, la provincia di Asti e i borghi dell’Alessandrino. Sono itinerari perfetti per gli escursionisti ma anche per le famiglie e i “turisti slow”: occasioni per scoprire territori ricchi di testimonianze storiche e artistiche, come la Sacra di San Michele o le bellezze architettoniche dell’Anfiteatro morenico d’Ivrea.

La Via Francigena, inoltre, è collegata al Cammino di Santiago de Compostela attraverso la Via Alta, uno dei grandi itinerari culturali europei che unisce Torino e Avignone attraverso il colle del Monginevro. È un percorso transfrontaliero a doppio senso, tra due destinazioni del turismo culturale, due città irrinunciabili per il turismo religioso, Roma e Santiago, che costituiscono il fil rouge della Via stessa.

I quattro itinerari

Il percorso della Via Francigena Morenico-Canavesana, compreso fra il tratto valdostano e quello biellese-vercellese, si sviluppa lungo una cinquantina di chilometri, attraversando i territori di dieci comuni piemontesi. Si passa anche, tra le curiosità, per lo spettacolare tratto dell’Anfiteatro morenico di Ivrea, creato dal ritiro del ghiacciaio balteo, una delle conformazioni geologiche di origine glaciale meglio conservate al mondo. Su questo territorio si può ammirare una scenografica finestra sulla pianura, subito dopo aver passato la Val d’Aosta. Il Cammino francigeno coincide, infatti, per alcuni chilometri, con la “Strada reale dei vini torinesi”: da non perdere, quindi, una deliziosa degustazione di Erbaluce e Passito di Caluso, in una delle tante cantine ed enoteche che si incrociano lungo il tragitto.

Una delle aree privilegiate per il collegamento dell’Italia con l’Oltralpe è quella permessa dai colli di Monginevro e Moncenisio, vie di transito, già dal Medioevo, di mercanti, eserciti, nobili e pellegrini che dovevano raggiungere la Città eterna, cuore della cristianità, o Santiago de Compostela, secolare meta religiosa.

www.basilicadisuperga.com/it/

Nel corso dei secoli l’andirivieni lungo la Via Francigena ha prodotto una circolazione di idee e un continuo scambio di saperi, lingue e religiosità che hanno contribuito allo sviluppo e al fermento, in valle, di una vivacità culturale di matrice europea, testimoniata, per esempio dalla costruzione di edifici religiosi come l’Abbazia di Novalesa, la Sacra di San Michele o la Cripta di Celle.

È in questo panorama così variegato che il percorso si snoda per oltre centosettanta chilometri, con due storiche varianti, a partire da Moncenisio e Monginevro verso il fondovalle, fino alle porte di Torino.

Intorno all’anno Mille i pellegrini diretti a Roma percorrevano le direttrici principali: dalla Val d’Aosta, attraverso il Canavese, e dalla Val Susa, ricongiungendosi fra Santhià e Vercelli. L’asse Rivoli-Torino-Chivasso ha avuto un grande valore strategico, soprattutto perché fondazioni religiose come Santa Maria di Lucedio, nella pianura vercellese, godevano di esenzioni dal pedaggio per salire verso i valichi valsusini.

Citata già nel 333 d.C. fra le tappe fondamentali per raggiungere Gerusalemme, sin dal Medioevo la storia ha sancito il ruolo di primo piano di Torino. Il nucleo cittadino legato alla Via Francigena è ricostruibile all’interno del Quadrilatero romano, cuore di Augusta Taurinorum, le cui porte erano funzionali alle principali direttrici stradali: la Porta Secusina, con la Strata pellerina proveniente dai valichi valsusini, e la sopravvissuta Porta Palatina che si apriva alla pianura.

Oltrepassata Torino, si proseguiva lungo il Po, percorrendo la strada diretta a Piacenza per poi raggiungere Chivasso. Queste erano le terre del Marchesato monferrino, che per alcuni secoli ha conteso ai Savoia il controllo dell’itinerario: da qui si aprivano terre di acque e paludi, oggi divenute risaie affacciate sulla pianura vercellese.

Un altro percorso è proprio quello per la via consolare verso Vercelli, Piacenza e le vie romane come la Fulvia, che portava verso il mare, percorrendo le colline del Monferrato, l’Astigiano e l’Alessandrino, la cui importanza è oggi testimoniata dalle numerose chiese e abbazie che si incontrano lungo il cammino. Ad Alessandria e Asti, in particolare, si possono trovare tracce di un passaggio costante di devoti, mercanti e pellegrini che hanno portato i propri passi e le proprie fatiche lungo la Via. n

www.viefrancigene.org/it

www.turismotorino.org/

La bussola del pellegrino 2.0

Forte dei suoi trentamila camminatori del 2014 lo storico Cammino francigeno, che in Italia ha un percorso di mille chilometri con 44 tappe, veniva usato nei secoli passati per collegare il “Miglio zero” di Canterbury, in Inghilterra, con Roma, fulcro della religiosità cristiana, per poi proseguire fino a Gerusalemme.

Oggi il Cammino è diventato moderno, si può percorrere non solo a piedi ma anche in bicicletta, con una nota tech: copertura wi-fi e sistema gps. Grazie, infatti, a una app gratuita, SloWays, è possibile aggiornare continuamente l’intero percorso, dal Colle Gran San Bernardo fino alla tappa finale.

La app entra nei dettagli delle singole piste ciclabili francigene, regione per regione, indicando lunghezze e difficoltà di percorrenza. In Piemonte, per esempio, tra le tappe più spettacolari si segnala la “comoda” pedalata tra le bellezze di Ivrea, Santhià e Vercelli. Un modo originale per celebrare la natura e il territorio, i sentieri e le meraviglie che lo attraversano.

www.movimentolento.it

Cucina tradizionale e sonni ristoratori

Il pellegrino spende e spande: tra pasti, souvenir e visite guidate è stato calcolato che impiega circa sessanta euro al giorno. Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo nel mondo si contano circa 350 milioni di turisti religiosi, per un giro d’affari complessivo pari a 18 miliardi di euro. E chi vuole risparmiare che via deve prendere per coniugare le suggestive strade di fede con stuzzicanti degustazioni? La Via Francigena offre la possibilità ai pellegrini di assaporare i più svariati piatti della tradizione culinaria piemontese (nella foto il pane del pellegrino), nelle trattorie e nei ristoranti presenti lungo il percorso.

Per trasformare una semplice sosta gastronomica in un tuffo nel Medioevo è possibile, inoltre, consultare l’elenco degli operatori che propongono il “Menu del pellegrino”, pratico ed economico, capace di appagare anche i parlati più esigenti.

Per chi parte, inoltre, ogni momento deve essere ben organizzato. I pellegrini che si muovono lungo il percorso francigeno possono trovare la sistemazione più adatta alla sosta e al pernottamento consultando l’elenco delle strutture ricettive più vicine al proprio itinerario, identificabili attraverso il logo, raffigurante un pellegrino, simbolo della Via Francigena, che ne certifica l’affidabilità.

http://goo.gl/cE6xGR

http://goo.gl/L9VX2I

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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