La grande storia: il Vallo Alpino in Piemonte (seconda puntata)

Percorsi che si inoltrano tra i segni che la storia ha lasciato sul territorio, dalle fortezze centenarie ai bunker delle Guerre mondiali, per gite che al fascino paesaggistico uniscono quello del viaggio a ritroso nel tempo

di Mario Bocchio

Il condotto fotofonico all’interno di un bunker, con la staffa di sostegno del fotofono solidale con la coppia di tubi immorsati nel cemento.
La tabella dei simboli, con relativa legenda
Opera 11 — III Settore “Stura”
“GaF” (Guardia alla Frontiera)
Le feritoie per arma automatica dell’ Opera 244 (Alta Roja) scavata nella roccia
Ricovero in caverna
Castel Tournou, 15º caposaldo “Monte Corto-Monte Bertrand”, VI Gruppo “Colle di Tenda-Sabbione”, Sottosettore II/a “Alta Roja” del II Settore “Alta Roja-Gessi”

Escursioni storiche

Il piccolo altipiano detto dei Tredici Laghi sopra Ghigo di Prali nell’Alta Val Germanasca, è una bella prateria ondulata con macereti e torbiere, a quota 2.400 metri. Si può raggiungere in seggiovia da Ghigo camminando poi una mezz’ora; o più sportivamente salendo con una tortuosa strada militare che si stacca dalla provinciale prima di Perrero e porta alla Conca Cialancia. Lasciata l’auto si sale al Colle omonimo e si scende sui laghi con un percorso facile di un’ora circa. Ci si trova in un labirintico complesso di caserme in pietra costruite ai primi del ‘900 intorno ad un laghetto glaciale, e che si chiamavano “Ricoveri Perrucchietti”. Sulle rive del Lago Rametta a monte, dunque verso il Passo Cialancia, gli unici due pezzi d’artiglieria rimasti sul posto alla fine dell’ultima guerra. Bocche da fuoco da 149/35 costruite dall’Ansaldo di Genova nel 1917, come si legge sugli affusti, le canne segate con la fiamma ossidrica. Ormai inoffensivi e bruti pezzi d’acciaio su ruote che non si muoveranno mai più. D’estate sono una curiosità per i gitanti che passeggiano tra gli obici e mettono bottiglioni di vino al fresco nel lago dove s’intravvedono ferraglie e legni di guerra. Intorno alla grande caserma principale, sui roccioni circostanti, cognomi e nomi, la classe, tracciati col catrame ancora leggibili, di tanti soldati di leva che passarono quassù mesi, tra esercitazioni e corvèes.

Resti della batteria dello Chaberton dal piazzale anteriore
Pianta della Batteria dello Chaberton nel 1934, al termine dei lavori di costruzione

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store