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King John firma la Magna Carta. Illustrazione di James William Edmund Doyle

La Magna Carta nel baule di un vercellese

La storia del cardinale Guala Bicchieri

di Andrea Raimondi

Il figlio di un crociato diventato delegato papale

Chi era dunque Guala Bicchieri e cosa ci faceva in Inghilterra nel lontanissimo 1216?

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Il cardinale Guala Bicchieri
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Nome del cardinale riportato come “Guala Bicherio”
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Affresco raffigurante Papa Innocenzo III

Un “divorzio” scongiurato e le crociate

La prima tra le missioni diplomatiche più importanti che gli furono affidate fu in Toscana. Nella lettera al comune fiorentino dell’11 luglio 1207, Innocenzo III preannunciava l’arrivo di un legato di “nota probità” e “sperimentata prudenza”, per mezzo del quale il papa sperava di ottenere una tregua tra senesi e fiorentini. La legazione riuscì solo in parte giacché la pace tra le parti fu soltanto temporanea.

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Filipppo Augusto di Francia

La missione inglese

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King John, conosciuto in Italia come Giovanni Senzaterra

Magna Carta — Atto I° : concessa e annullata

Anche i rapporti con la Chiesa si erano guastati: un’elezione contestata alla diocesi di Canterbury aveva procurato al sovrano inglese l’interdetto e successivamente la scomunica papale. Giovanni reagì con la confisca dei beni della Chiesa in Inghilterra per alleggerire le difficoltà finanziarie del paese. Però fu presto chiaro che un monarca scomunicato era più facilmente esposto a ribellioni e invasioni. Il re inglese decise quindi di far pace con Roma, si dichiarò vassallo papale e se ne assicurò l’appoggio contro i nemici. Per prendere tempo ed evitare un’aperta rivolta dei baroni, nel 1215 il sovrano incontrò i maggiori esponenti della nobiltà inglese a Runnymede, a sud-est di Londra, e concesse loro la Magna Carta Libertatum.

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Particolare del Magna Carta Memorial presente a Runnymede

In primo luogo abbiamo accordato a Dio e confermato con questa carta, per noi e i nostri eredi in perpetuo, che la Chiesa d’Inghilterra sia libera, abbia integri i suoi diritti e le sue libertà non lese; […] Abbiamo concesso a tutti gli uomini liberi del regno, per noi e i nostri eredi tutte le libertà sottoscritte, che essi e i loro eredi ricevano e conservino da noi e dai nostri eredi […] (Magna Carta — Art. 1)

A nove anni sul trono d’Inghilterra

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Ritratto dell’incoronazione di Henry III

Magna Carta — Atto II°: la versione Bicchieri

A Guala e ai reggenti, intanto, fu chiaro che non era possibile pacificare il paese senza un accordo con i maggiorenti inglesi. Ai primi di novembre 1216 fu così convocato un consiglio dei sostenitori del re e, pochi giorni dopo, Henry III concesse una nuova edizione della Magna Carta, in realtà fortemente voluta da Guala Bicchieri in quanto unico strumento in grado di porre fine alla guerra civile. Il documento, seppur con qualche piccola modifica, venne ratificato da Guala Bicchieri anche l’anno successivo. Prima di concludere la propria missione, il cardinale mediò le condizioni di pace tra Francia e Inghilterra sancite dal trattato di Lambeth.

Il rientro a Vercelli

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Abbazia di Sant’Andrea a Vercelli
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Bibliografia

Giovanni Lampugnani, Sulla vita di Guala Bicchieri patrizio vercellese, Vercelli, Ibertis, 1842.

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