Il Cras di Benezzo e la cerva Minerva (foto Lifegate)

L’uomo che sta dalla parte degli animali selvatici e li salva

A Bernezzo, nel Cuneese, è operativo il Centro di recupero

di Mario Bocchio

C’era una cerbiatta che venne salvata da piccola per poi vivere dodici anni nel Centro recupero animali selvatici (Cras) di Bernezzo, nel Cuneese. Remigio Luciano è il gestore, lo hanno definito un eroe contemporaneo: lui sta dalla parte degli animali, lui salva e accudisce esemplari selvatici di ogni taglia e specie: dalle volpi ai cervi, passando per rapaci di ogni specie e dimensione. So più di mille i salvataggi portati a termine ogni anno.

Un cucciolo di martora salvato dal Cras (foto Lifegate)

Nato nel 1985, il centro sorge fra le montagne di Bernezzo, un piccolo centro sulle montagne che circondano Cuneo. Luciano allora curava lo zoo, poi smantellato perché il Comune non rinnovò la convenzione. C’era la paura che gli animali potessero essere abbattuti o finire in cattive mani. “La mia famiglia però — racconta Luciano — possedeva una casa a Bernezzo ed è lì che trasferimmo gli esemplari dello zoo, dando loro riparo e assistenza”. Con la legge regionale 70 del 1996 (ora abrogata dal comma 1 dell’articolo 40 della legge regionale 5 del 2012) vennero stabilite nuove disposizione per la gestione della fauna selvatica: nacque quindi la volontà di istituire un Cras. L’autorizzazione arrivò agli inizi del 2001 con le direttive di individuare un responsabile affiancato ad un’associazione ambientalista o venatoria. Il rapporto nasce con la Sezione di Cuneo della L.I.DA., Lega Italiana dei Diritti dell’Animale. Definita la questione burocratica, iniziarono i lavori di rinnovamento e adeguamento delle strutture: vennero perciò costruiti recinti, box e gabbie, adibendo alcuni locali preesistenti ad infermeria e sala degenze. Inizialmente furono solo tre le persone ad occuparsi di portare avanti questa realtà, tra cui un veterinario.

Luciano Remigio con un gheppio (foto

“Ad oggi il Centro conta un passaggio di una quarantina volontari — spiega Luciano — Il territorio della provincia di Cuneo prevedeva due Centri: a Bernezzo per i mammiferi e a Racconigi per gli uccelli. La quantità di arrivi di uccelli era, però, molto alta anche a Bernezzo, perciò si concordò con la Provincia di accogliere entrambe le classi. La Provincia stabilì, infine, un contributo finanziario, che si rivelò ben presto insufficiente per ricoprire tutti i costi necessari al mantenimento delle strutture e degli animali. A questo punto, le donazioni da parte dei privati diventarono di fondamentale importanza”.

Rapaci ospitati nel centro

Con la Direttiva Uccelli l’Unione Europea istituì una rete di Centri che si occupassero di animali a rischio, e vennero riconosciuti altri Cras. Nel corso degli anni, però, alcuni di questi Centri hanno chiuso e la copertura a livello regionale è tornata ad essere di scarsa funzionalità. Col passare del tempo il rapporto con la L.I.D.A. s’interruppe ed alcune persone volontarie decisero di prendere a cuore la causa, formando un’associazione propria. L’associazione privata senza scopo di lucro Centro Recupero Animali Selvatici nasce quindi nel 2004 in maniera autonoma, quale organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), e successivamente organizzazione di volontariato, Il Cras di Bernezzo è uno dei quattro centri di recupero riconosciuti dalla Regione Piemonte e da più di quindici anni è autorizzato ad operare sul territorio del Cuneese: dà reperibilità 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, collaborando con le A.S.L. e gli Enti di salvaguardia della fauna selvatica, quali il Servizio di Tutela Flora e Fauna della Provincia di Cuneo, i Carabinieri Forestali, i Comprensori Alpini di Caccia e molte associazioni di volontariato. La sua missione è quella di recuperare, curare, riabilitare e dove possibile liberare esemplari di ogni specie di fauna selvatica autoctona ritrovati in difficoltà. Ospita inoltre alcuni individui di specie alloctone considerate invasive e detiene in custodia temporanea animali vittime di sequestri giudiziari.

Una voliera nel Cras

Il lavoro dell’Associazione, senza fini di lucro, è reso possibile non solo dal sostegno economico dei Comuni e gli altri enti convenzionati col centro di recupero, dai finanziamenti della Regione Piemonte e da quelli della Provincia di Cuneo, ma soprattutto dal contributo dei privati cittadini, che con i tesseramenti annuali, il 5 per mille, le adozioni a distanza e le donazioni costituiscono la vera colonna portante dell’attività.

Fonte: “Centro recupero animali selvatici”

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