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L’isola di San Giulio

Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te, per essere un giorno pescato come un antico luccio

Il lago d’Orta nei versi di Augusto Mazzetti

Marco Travaglini

Nel novembre del 1980, usciva “Sentimento di Orta”, un agile silloge poetica di Augusto Mazzetti, poeta ortese a quel tempo da poco scomparso, dove l’autore — profondamente legato al lago d’Orta e ai suoi “abitanti”, s’immedesimava al punto di scrivere, nella poesia “Per essere”: “”.

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Il libro di Gianni Rodari

Un lago amatissimo, dove l’attività della pesca veniva così descritta: “”. E l’isola di San Giulio, per Mazzetti, meritava un’ode poiché “”. Mazzetti con le sue poesie narrava le giornate passate in piazza Motta, dove attraccavano i natanti, dove s’incontrava la gente e s’intavolavano lunghe discussioni sul più e sul meno, intrecciando i fatti del piccolo borgo affacciato sul lago con le vicende del mondo.

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“… fiannelle”

Così, in “Scherzo”, guardando le abitazioni scriveva “”. Come, a quel punto, non confidare ad un amico, con una punta di malcelata nostalgia “ ”.

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Orta San Giulio, piazza Motta

Piero Chiara, forse il più grande interprete letterario della provincia italiana, uomo di lago ( anche se di un lago diverso, più grande e internazionale come il Verbano), rispondendo alle domande di un giornalista di “Panorama” che lo intervistava nel 1981, disse: “”.

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L’isola di San Giulio dal Sacromonte di Orta

Augusto Mazzetti (1901–1978), giornalista e sceneggiatore di cinema, aiuto regista con Alessandro Blasetti fu anche un grande amico di Curzio Malaparte. In un piccolo opuscolo del 1934 intitolato “” descriveva così — come riportano il blog ortese OrtaLife e il sito web Orta.Net — la nostalgia di una notte di quell’anno sulle rive del Cusio:“”.

La piazza di Orta non ha mai perduto quel fascino intrigante descritto da Mazzetti e le “anime” — in quel racconto — scendono dal camposanto, collocato a mezza costa sul promontorio di Orta, approssimativamente a metà percorso tra il centro storico e il Sacro Monte dedicato a San Francesco d’Assisi. Da lì, oltrepassata la cancellata barocca in ferro battuto dell’ingresso del cimitero,a fianco della chiesa di S. Quirico, una delle più antiche del lago, s’intravede lo specchio d’acqua che ispirò Mazzetti e tanti altri.

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Il libro di Mazzetti

E tra Orta e Pella c’è l’isola di San Giulio, nato sull’isola greca di Egina e promotore del cristianesimo sulle sponde del Cusio. L’isola che Gianni Rodari così descrisse nel suo “C’era due volte il barone Lamberto”: Insomma, uno spettacolo che fa salire un groppo in gola.

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