Ostensione in onore di Don Bosco

A SOLI CINQUE ANNI DALL’ULTIMA ESPOSIZIONE PUBBLICA, IL SACRO LINO TORNA VISIBILE PER LA RICORRENZA DEL BICENTENARIO SALESIANO

di Carlo Tagliani

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Dopo mesi d’attesa e di preparativi febbrili tutto è ormai quasi pronto. Domenica 19 aprile il Duomo di Torino aprirà i battenti per accogliere gli uomini e le donne che da ogni parte del mondo, fino a mercoledì 24 giugno, si recheranno in visita alla Santa Sindone, il lenzuolo che — secondo la tradizione — servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro.

Si tratta di unostensione per molti versi straordinaria, ravvicinata nel tempo rispetto all’ultima, avvenuta nel 2010. Come sottolinea l’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, custode pontificio della Sindone, “si collega infatti a una circostanza particolare come il Giubileo salesiano: una ricorrenza che per Torino e il suo territorio significano moltissimo, poiché sono qui le radici della santità e dell’esperienza dei figli di Don Bosco; e perché qui i Salesiani e le Salesiane, in tutte le loro componenti, offrono anche oggi un servizio prezioso nei settori più vari, dall’educazione allo sport all’animazione delle comunità parrocchiali, al mondo dei mass media”.

E anche la scelta di concluderla il 24 giugno, festa di san Giovanni Battista, patrono della città, e onomastico di Don Bosco, è un chiaro omaggio al fondatore dei Salesiani.

Il motto scelto per accompagnare l’ostensione è “L’Amore più grande”, che si richiama alle parole di Gesù: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”, riportate nel Vangelo di Giovanni.

“Sono parole — continua monsignor Nosiglia — che sottolineano come l’amore di Dio per gli uomini sia lo stesso amore di Gesù Cristo e suggeriscono che ‘donare la vita’ sia scoprire la propria vera vocazione di uomini e di donne, in qualunque condizione, anche nelle difficili situazioni di sofferenza e di malattia che possono colpire chiunque”.

E proprio ai malati, ai disabili e a chi vive nella sofferenza è dedicata un’attenzione particolare. Per accoglierli in modo adeguato e confortevole è stato predisposto un percorso prioritario di visita che prevede anche la possibilità di usufruire di sedie a rotelle e di accompagnatori. E, in caso di impedimenti notevoli, tutti i mercoledì dalle 14 alle 17.30 è possibile raggiungere la Sindone attraverso un mini tragitto di circa 300 metri usufruendo dell’accesso auto riservato in piazzetta Reale (per accedervi è indispensabile prenotarsi al numero 011/5295550 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 14). Quattro strutture offrono inoltre ospitalità diurna ai pellegrini malati o disabili che necessitano di luoghi ove consumare i pasti, riposare o utilizzare i servizi igienici: il Cottolengo, i santuari di Maria Ausiliatrice e della Consolata e il Sermig. Sul modello degli accueil di Lourdes — infine — gli ospedali Maria Adelaide e Cottolengo mettono a disposizione una settantina di posti letto per offrire servizi di pernottamento, colazione, pranzo, cena, assistenza sanitaria e medica per consentire ai disabili e ai loro ac-compagnatori di poter dormire almeno una notte in città e organizzare la visita alla Sindone senza le fatiche di un viaggio in giornata.

Per usufruirne è necessaria la prenotazione online all’indirizzo malati.disabili@sindone.org

Trattandosi di un evento legato al bicentenario della nascita di Don Bosco, l’ostensione della Sindone non può non prevedere un ruolo di primo piano per i giovani, a cominciare da quelli dell’arcidiocesi di Torino.

“‘L’Amore più grande’, infatti — aggiunge monsignor Nosiglia — è anche quello che spinge a pensare e ad agire in grande, alla ricerca di una vita più autentica e ricca non tanto di cose o di denaro ma di persone e di amici con cui condividere la vita. Il pellegrinaggio alla Sindone, per i giovani e non solo, si propone allora come un cammino alla riscoperta di se stessi e delle motivazioni profonde del vivere”.

Oltre a compiere il loro personale pellegrinaggio, infatti, i giovani dell’arcidiocesi sono invitati a impegnarsi nell’accoglienza dei coetanei che giungeranno in città da tutto il mondo, cui è rivolto il progetto “Turin for Young 2015”, promosso dalla Pastorale giovanile diocesana e salesiana per regalare loro la possibilità di riscoprire e approfondire i due grandi “segni” de “l’Amore più grande” che Torino è in grado di offrire — il mistero della Sindone e la viva memoria della passione educativa di Don Bosco — attraverso visite, proposte di preghiera e cammini artistici e culturali sulle orme dei santi sociali torinesi.

L’arrivo di Papa Francesco dal 19 al 21 giugno — inoltre — scandirà una speciale “tre giorni”, sullo stile delle Gior-nate mondiali della Gioventù e, per l’occasione, gli oratori diocesani e le famiglie si prenderanno cura dell’ospitalità dei giovani che vi prenderanno parte. Tutte le offerte sono consultabili sul sito Internet www.turinforyoung.it

Per tutto il tempo dell’ostensione il Museo diocesano, che ha sede nella cripta del Duomo, ospiterà per la prima volta il “Compianto su Cristo morto”, prezioso dipinto del Beato Angelico conservato nel Museo nazionale di San Marco a Firenze. L’opera, esposta fino al 30 giugno, è realizzata a tempera su tavola, risale al 1436 e raffigura Cristo deposto tra le braccia di Maria e figure che lo accompagnano, sullo sfondo di Firenze. Il Museo della Sindone, in via San Domenico 28, continuerà invece a offrire informazioni, attraverso reperti unici al mondo, sulle ricerche sindonologiche dal punto di vista storico, scientifico, devozionale e artistico.

Tra le proposte culturali più significative collegate all’ostensione spiccano la tradizionale sacra rappresentazione della “Passione di Cristo” curata dall’Associazione Teatro popolare di Sordevolo (Bi) e la mostra d’arte “Sacri telai e sante reliquie” allestita nell’Abbazia Santa Maria di Caramagna Piemonte (Cn). Si segnalano, inoltre, la realizzazione del film-documentario “Le parole di Francesco” promosso dal Consiglio regionale e curato dal giornalista Davide Demichelis; le ventisei puntate di due minuti l’una del disegno animato “Mistery after Mistery”, che racconta ai più piccoli la storia della Sindone e andrà in onda per tutto il mese di aprile su Raitre nella fascia pomeridiana destinata ai ragazzi; le mostre fotografiche “Il sacro e l’immagine della sofferenza”, curata dall’Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio e “Imago, storia di un’immagine” del fotografo Marco Ansaloni.

Lo Stato della Città del Vaticano ha inoltre emesso un francobollo che riporta il motto dell’ostensione e i tratti del volto impresso sulla Sindone, del valore di 95 centesimi di euro e stampato in 250mila copie ed è uscito l’e-book “Sindone, le belle tracce” (Editris editore), scritto a quattro mani dall’umorista Raffaele Palma con don Giuseppe Terzuolo, che propone una rassegna degli affreschi sindonici presenti in Piemonte e Valle d’Aosta con l’esatta topomastica e l’indicazione satellitare gps.

Un evento sacro 2.0

“Comunicare la Sindone attraverso i mezzi di comunicazione di massa e i social media è una sfida difficile ma avvincente”, confessa il direttore della comunicazione Marco Bonatti, responsabile dell’Ufficio stampa dell’ostensione, che ancora una volta si avvale della collaborazione gratuita dei giornalisti degli uffici stampa de-gli enti promotori, a cominciare da Consiglio e Giunta regionale del Piemonte, Città metropolitana e Comune di Torino.

La parte del leone è riservata al sito Internet, che ha impresso sull’home page il logo dell’ostensione, elaborato dall’Agenzia Testa su bozzetto proposto dagli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e dai giovani impe-gnati nella Pastorale giovanile della diocesi.

In italiano, inglese e francese, il sito Internet riporta informazioni importanti — come l’accesso al sistema delle prenotazioni — anche in spagnolo e in russo.

“Si tratta di una ‘macchina’ complessa che viene continuamente aggiornata — sottolinea Bonatti — disponibile an-che in versione ‘responsive’ per rendere possibili le prenotazioni per visitare la Sindone, gratuite ma obbligatorie, anche attraverso tablet e smartphone”.

Insieme al portale, la comunicazione e l’informazione sono assicurate anche attraverso i principali canali social come Facebook, e Twitter — per il quale è stato coniato l’hashtag #sindone2015 — e un canale video dedicato su You Tube.

www.sindone.org

www.facebook.com/sindone2015

www.youtube.com/user/sindone2015

Un pellegrino speciale davanti al Sacro Volto

“Il Volto della Sindone lascia trasparire un’energia contenuta, ma potente, come se dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza, la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto”, ha dichiarato papa Francesco, che compirà il proprio pellegrinaggio alla Sindone domenica 21 giugno.

La sua visita in Piemonte, che toccherà anche i luoghi di Don Bosco, avrà inizio venerdì 19 giugno.

Il momento clou della sua presenza sarà — sempre il 21 giugno — la celebrazione eucaristica in piazza Vittorio. Una scelta, quella di piazza Vittorio, che risponde all’orientamento di Francesco di “visitare la città”. Gli organizzatori hanno pensato, così di proporre ai cittadini un’area che offra, nel centro storico, la capienza più ampia insieme alla possibilità di “incontrare” papa Francesco anche lungo il percorso di avvicinamento alla piazza.

Giovanni Paolo II fu due volte in piazza Vittorio durante le sue visite a Torino. Nel 1980, dal sagrato della Gran Madre, rivolse l’ultimo saluto alla città al termine dell’intensissima giornata del 13 aprile e nel 1998 celebrò in piazza Vittorio la messa per la beatificazione di Teresa Bracco, Giovanni Maria Boccardo e Teresa Grillo Michel. Benedetto XVI, invece, nel 2010 celebrò la messa in piazza San Carlo e visitò la Sindone nel pomeriggio del 2 maggio.

Per preparare e consentire la visita di papa Francesco alla Sindone, il 20 e il 21 giugno il Duomo sarà chiuso al pubblico.

Oltre quattro secoli di ostensioni

Quella che sta per avere inizio è la terza ostensione pubblica del millennio, dopo quelle del 2000, in occasione del Giubileo, e del 2010.

La prima ostensione a Torino avviene nel 1578, quando la Sindone viene trasferita da Chambéry a Torino per abbreviare il viaggio dell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo che ha fatto voto di andare a venerarla. Nei secoli seguenti è esposta in varie occasioni, in Duomo e in piazza Castello, per le feste liturgiche o per le ricorrenze dinastiche di casa Savoia.

Durante quella del 1898 Secondo Pia fotografa la Sindone mettendo in luce, attraverso l’immagine del negativo fotografico, particolari mai percepiti prima di allora. E nel 1931, nel corso dell’ostensione in occasione delle nozze tra Umberto II di Savoia e la principessa Maria Josè, la Sindone viene fotografata da Giuseppe Enrie, che la riprende fuori dalla cornice posta ai piedi dell’altare.

Nel 1969 la Sindone viene esposta nella Cappella del Crocefisso di Palazzo Reale per consentire alla commissione di studio nominata dal cardinale Michele Pellegrino di effettuare una ricognizione sul telo e scattare le prime foto a colori. Il 23 novembre 1973, dal Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale, ha luogo la prima ostensione televisiva in diretta e nel 1978, in occasione del IV centenario del trasferimento della Sindone da Chambéry a Torino, il Duomo — dopo quarantacinque anni — ospita un’ostensione solenne, la prima del dopoguerra e la prima a non essere legata a ricorrenze dinastiche di casa Savoia. Nel 1998 ha luogo la prima ostensione dell’era di Internet: se oltre 2,4 milioni di persone varcano le porte del Duomo, sono oltre 100mila i contatti registrati dal sito ufficiale che propone centinaia d’immagini e testi tradotti in quattro lingue.

Dal 1978 in poi i pontefici romani non hanno mai mancato di sottolineare la propria partecipazione alle ostensioni con un messaggio o con la presenza personale: segnali tutti dell’importanza che la Sindone, “icona della Passione”, assume per l’intera Chiesa universale.

Nella sala Mostre della Regione

Una mostra sulla cattedra papale, un desk per le prenotazioni, un bookshop e un angolo di Poste italiane per l’annullo filatelico: la Sala mostre della Regione Piemonte a Torino partecipa così alle iniziative per l’ostensione della Sindone.

Al piano terra un desk accoglierà i visitatori per le prenotazioni delle visite al Sacro Lino, il bookshop sarà a disposizione per gli acqui-sti di libri e oggettistica e l’angolo di Poste italiane consentirà ai collezionisti di ritirare l’annullo filatelico speciale per l’evento. Al primo piano anche una mostra sulla cattedra papale e diverse altre iniziative legate alle celebrazioni religiose. (Pdv)

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