LA PREVENZIONE SANITARIA È SOPRATTUTTO UN FATTO CULTURALE: ALIMENTARSI MEGLIO, FARE ATTIVITÀ FISICA, CREARE AMBIENTI PIÙ SICURI

di Mara Anastasia

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Prevenire è meglio che curare. Non si tratta solo del celebre slogan che accompagna la pubblicità di un dentifricio, ma di un principio riconosciuto e perseguito universalmente dalla medicina ufficiale. Per questo presso le Aziende sanitarie sono istituiti i Dipartimenti di prevenzione, che insieme ad altre strutture del Sistema sanitario regionale lavorano per assicurare ai piemontesi migliori stili di vita, controlli periodici come gli screening oncologici, vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla qualità dei cibi, sorveglianza sulle malattie infettive, vaccinazioni e molte altre attività spesso poco conosciute ma fondamentali per il nostro benessere.
A guidare l’azione dei servizi in questo senso è il Piano regionale di prevenzione, di cui ogni Regione si deve dotare seguendo le indicazioni del Piano nazionale della prevenzione. In Piemonte l’ultimo Piano, in vigore fino al 2018, è stato approvato dalla Giunta nel giugno scorso. Nove i programmi in cui si suddivide, più uno dedicato alla governance del sistema: quattro rappresentano la traduzione piemontese del programma “Guadagnare salute” del Ministero, mentre con gli altri cinque il Piano prevede azioni specifiche in ambiti specialistici. La prevenzione non è, però, un tema che interessa solo la sanità. L’attenzione ai riflessi che si possono avere sulla salute dei cittadini deve essere mantenuta in tutte le politiche messe in atto dalle pubbliche amministrazioni, a cui il Piano si rivolge, così come ai cittadini stessi, alle imprese, alle loro associazioni e agli enti di ricerca.
Non a caso, per la stesura di questo Piano, l’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha voluto allargare la partecipazione alla sua predisposizione mediante tre forum per raccogliere le aspettative e le proposte dei diversi portatori d’interesse, come enti e associazioni che operano nel mondo della sanità, rappresentanze datoriali e sindacali del mondo del lavoro, organi di controllo e rappresentanti d’imprese del settore agroalimentare. Si può quindi affermare che il Piano sia uno strumento di programmazione strategica partecipato, con l’ambizione di agire sulla cultura dei cittadini per aiutarli a scegliere una vita più sana senza rinunciare ai piaceri che essa offre. Alimentarsi meglio o fare attività fisica, ad esempio, sono comportamenti che non implicano grandi sforzi ma possono contribuire ad allungare la vita e a migliorarne la qualità.
“Per promuovere la salute in tutte le politiche — dichiara l’assessore Saitta — la Giunta regionale ha concordato sull’opportunità di favorire forme di collaborazione tra i vari Assessorati, soprattutto nelle relazioni tra prevenzione sanitaria, agricoltura e tutela dell’ambiente. È la prima volta che il Piano regionale della prevenzione non resta confinato alle materie della sanità e assume le caratteristiche di un Piano riconosciuto da tutti gli Assessorati regionali per le possibili relazioni tra le politiche di sviluppo economico sostenibile, le politiche ambientali e le politiche della salute”. Sono già in atto — infatti — esperienze positive con la scuola (accordo sanità/scuola), con l’ambiente (amianto e microinquinanti ambientali), con l’agricoltura (fitofarmaci) e con l’industria (rischio chimico e regolamenti Reach e Clp). Si tratta ora di proseguire su questa strada e di rafforzare le relazioni esistenti costruendo nuove intese con altri Assessorati.
“L’intento della sanità regionale — puntualizza Saitta — non è ‘invadere’ il campo d’azione di altri Assessorati regionali o determinare maggiori costi nelle loro politiche, ma mettere a disposizione spunti di lavoro, conoscenze e opportunità di scelta per far sì che le politiche che possono incidere anche sulla salute possano avvalersi del sostegno della sanità”.

Un’alleanza con la scuola

Obesità, consumo di sostanze alcoliche e di droghe, gioco d’azzardo, abitudine al fumo, scarsa attività fisica sono le problematiche più diffuse tra i giovani in Piemonte, come nel resto d’Italia. Per progettare e sperimentare programmi e interventi che mirino a ridurre la diffusione di tali comportamenti il Piano prevede il consolidamento delle alleanze tra il settore sanitario e quello scolastico, rafforzando i tavoli di lavoro già attivi. Tra le azioni che si intendono sviluppare vi sono la nascita di gruppi multidisciplinari che si occupino di questo tema in tutte le Asl, lo sviluppo delle competenze degli operatori, una forte offerta educativa e formativa sui corretti stili di vita per insegnanti e allievi, l’utilizzo di contesti come feste ed eventi per diffondere le informazioni. Ciascuna Asl inoltre dovrà dotarsi di un catalogo delle offerte formative per le scuole, nell’ottica dei Livelli essenziali di assistenza e della valorizzazione di pratiche di provata efficacia.

Comunità e ambienti di vita

La tutela della salute negli ambienti in cui si vive quotidianamente passa attraverso una serie di azioni diversificate a seconda dell’età, a partire dai neonati. Sono infatti previsti interventi di sostegno alla genitorialità che mirino a sviluppare comportamenti favorevoli al benessere dei bambini. Si passa alla popolazione generale con accordi come quelli già stipulati con i panificatori per la riduzione del sale nei loro prodotti o con altre intese da stringere con gli artigiani che lavorano nelle case perché contribuiscano a diffondere informazioni sul corretto funzionamento delle attrezzature. In programma anche la creazione di strumenti per la lettura consapevole delle etichette dei prodotti confezionati. Per gli anziani, si va dall’organizzazione di gruppi di cammino a momenti d’informazione sui rischi domestici, che sono la causa maggiore degli incidenti che li coinvolgono. C’è poi il problema della guida in stato di ebbrezza, che si combatte, ad esempio, con lo sviluppo d’iniziative per contrastare il consumo di alcol nei luoghi d’aggregazione. Non mancano i riferimenti al benessere degli animali da compagnia, con la prevenzione del randagismo, attraverso attività d’informazione presso i proprietari, incentivazione dell’iscrizione presso l’anagrafe canina regionale e maggior vigilanza sulle strutture di ricovero dei cani senza proprietario.

L’informazione sul lavoro

L’ambiente di lavoro è un luogo strategico per promuovere la salute in età adulta. Qui le persone trascorrono la maggior parte della giornata e possono essere più facilmente raggiunte e coinvolte, ad esempio, nella diffusione d’informazioni e conoscenze sull’importanza di uno stile di vita all’insegna dell’attività fisica, di un’alimentazione equilibrata, lontana dai rischi del fumo e dell’alcol. Lo si può fare attraverso la distribuzione di materiale informativo o momenti di counselling individuale o di gruppo, o — ancora — offrendo “sul campo” scelte alimentari salutari nelle mense, nei distributori automatici e nei punti di ristoro e promuovendo la pratica dell’attività fisica.

Prevenzione nei luoghi di cura

Anche i servizi sanitari sono un luogo fondamentale di progettazione e realizzazione di azioni individualizzate di prevenzione e promozione della salute. Occorre costruire competenze negli operatori, in modo che siano in grado di promuovere e accompagnare i cambiamenti degli stili di vita nelle persone a rischio. Le azioni previste riguardano la promozione dell’allattamento al seno, la diffusione delle visite domiciliari per il sostegno alla genitorialità, interventi di prevenzione, riduzione e cessazione del tabagismo, percorsi formativi aziendali sull’identificazione precoce del consumo di alcol, inserimento della tematica dell’esercizio fisico a scopo terapeutico nei percorsi educativi delle persone con patologie croniche, definizione delle caratteristiche minime necessarie per percorsi efficaci nell’ambito dell’alimentazione e del corretto utilizzo dell’attività fisica a scopo terapeutico e preventivo nelle persone diabetiche, verifica della trasferibilità nei Dipartimenti di salute mentale del metodo”Dialogo aperto” per il trattamento dei sintomi d’esordio in pazienti con crisi psichiatrica, corsi info-educativi per la riduzione dell’incidentalità stradale correlata all’uso di sostanze psicoattive e monitoraggio dell’andamento del fenomeno degli incidenti domestici attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati di ricorso al Pronto soccorso.

Screening della popolazione

Il programma intende consolidare l’attività di screening oncologico con il raggiungimento di una maggiore partecipazione ai test proposti dalla Regione. Inoltre, s’intende potenziare gli interventi rivolti alle donne straniere, assicurare qualità in tutto il percorso di screening, sviluppare programmi di screening per il cancro alla cervice uterina e interventi rivolti alle donne con rischio ereditario di tumore alla mammella. Il programma per i prossimi anni punta anche a consolidare la copertura degli screening neonatali e a valutare l’avvio di uno studio di fattibilità di un programma di popolazione per l’identificazione precoce dei soggetti in condizione di rischio aumentato per malattie croniche non trasmissibili.

Contro infortuni e stress

Il sistema sanitario offre un importante contributo alla lotta agli infortuni sui luoghi di lavoro. Per i prossimi quattro anni il Piano stabilisce numerose azioni per migliorare il sistema esistente, che si basa su una forte sinergia con gli altri enti che si occupano di questa tematica, come l’Inail. Il programma prevede azioni diverse: consolidare l’utilizzo dei sistemi informativi già in uso, predisporre un sistema informatizzato dei registri d’esposizione ad agenti cancerogeni, avviare iniziative atte al miglioramento qualitativo e quantitativo delle segnalazioni di malattia professionale, consolidare e implementare i sistemi di registrazione dei tumori professionali, fornire indicazioni operative per la formazione in materia d’igiene e sicurezza sul lavoro, promuovere iniziative di formazione e assistenza alle imprese e ai soggetti della prevenzione, dar vita a iniziative in materia di stress correlato al lavoro, realizzare interventi formativi rivolti al mondo della scuola, promuovere il coordinamento delle attività di vigilanza tra enti e applicare piani mirati di sicurezza in edilizia e in agricoltura.

Ambiente più pulito

Nel periodo di vigenza del Piano saranno intraprese azioni per migliorare la collaborazione tra attività ambientali e sanitarie e consolidare, o riattivare, la rete interdisciplinare di operatori della sanità e dell’ambiente già creata negli anni precedenti. Gli obiettivi che si intendono perseguire sono molteplici: approfondire la conoscenza del rapporto tra inquinanti ambientali e salute attraverso la pianificazione concordata delle attività di monitoraggio e la definizione di un piano di potenziamento della sorveglianza epidemiologica in campo ambientale, migliorare la valutazione dell’impatto ambiente-salute a livello locale, formare gli operatori della sanità e dell’ambiente sui temi dell’impatto ambiente-salute, adeguare il modello di comunicazione del rischio alle linee d’indirizzo nazionale, sviluppare adeguate conoscenze tra tutti gli operatori dei servizi pubblici interessati all’uso e alla gestione delle sostanze chimiche, realizzare un registro di lavoratori ex esposti all’amianto e definire un protocollo e programmi di sorveglianza sanitaria, definire un quadro sinergico in grado di minimizzare l’impatto sulla salute della presenza sul territorio di amianto, promuovere buone pratiche in materia di sicurezza e qualità dell’ambiente outdoor, anche in relazione al rischio radon, sensibilizzare la popolazione pediatrica sul corretto uso della telefonia cellulare, prevenire i rischi legati all’eccessiva esposizione a radiazioni Uv di origine artificiale attraverso la vigilanza e la sensibilizzazione sulla popolazione.

Controllo delle malattie infettive

La lotta alle malattie infettive rappresenta oggi un importante capitolo nell’ambito della prevenzione e della promozione. In particolare, i dati dei sistemi di sorveglianza in Piemonte confermano che è necessario dotarsi di una programmazione regionale strutturata, che garantisca una risposta efficace tenendo conto del potenziale epidemiologico di alcune malattie infettive, del ruolo degli animali domestici e selvatici quale serbatoio di agenti infettivi in grado di passare dall’animale all’uomo, del rischio di emergenze o riemergenze di malattie infettive anche in riferimento alla diffusione delle resistenze antibiotiche, dell’importanza di un’identificazione precoce di alcuni agenti infettivi per mettere in atto misure di controllo e ridurre i rischi di complicazioni, e della disponibilità di vaccini efficaci per il controllo e l’eradicazione di malattie vaccino-prevenibili.
In questo quadro, nel prossimo quadriennio, si lavorerà per aumentare la frequenza d’identificazione e caratterizzazione dell’agente patogeno per le malattie prioritarie, per consolidare il sistema informativo regionale delle malattie infettive, per ridurre i rischi di trasmissione di malattie infettive come la tubercolosi e infezione da Hiv, per aumentare la copertura vaccinale, per aggiornare il piano regionale delle emergenze infettive, per monitorare il consumo di antibiotici in ambito ospedaliero e territoriale in medicina umana e veterinaria e per consolidare il programma regionale di sorveglianza e controllo delle infezioni correlate all’assistenza.

Sicurezza degli alimenti

Gran parte delle azioni previste dal programma perseguono obiettivi di miglioramento del sistema di tutela della sicurezza alimentare e della sanità pubblica veterinaria, aumentando le azioni di coordinamento, di sorveglianza, di formazione degli operatori e d’informazione e comunicazione. Alcune azioni sono indirizzate verso problematiche rilevanti e attuali come l’antibioticoresistenza e le malattie trasmesse da alimenti o agenti zoonotici. Altre azioni puntano a migliorare la gestione del controllo ufficiale, aggiornando e adeguando l’anagrafica delle imprese, la capacità dei laboratori e la risposta alle emergenze. Sono previsti, ad esempio, la costituzione di un gruppo regionale di lavoro per la valutazione del rischio nel campo della sicurezza alimentare a supporto del settore regionale prevenzione veterinaria, il completamento dei sistemi anagrafici delle imprese alimentari e del settore dei mangimi, la gestione delle emergenze in medicina veterinaria, la prevenzione delle malattie infettive della fauna selvatica, l’assicurazione di un’appropriata capacità di laboratorio per i controlli ufficiali e il miglioramento della qualità nutrizionale e la sicurezza dell’offerta alimentare.
http://goo.gl/eadtLx

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