della meccatronica,

nuova frontiera

per l’innovazione

IL PIEMONTE CONTA OLTRE 3.600 IMPRESE PER PIÙ DI 87MILA DIPENDENTI, QUASI 2MILA LE AZIENDE NEL TORINESE E 28MILA ADDETTI CHE FORNISCONO UN QUARTO DEL VALORE AGGIUNTO INDUSTRIALE

di Alessandro Bruno

C’è un settore industriale che guarda al futuro e nel quale la nostra regione eccelle: la meccatronica. Una disciplina che ne integra altre (meccanica, elettronica, informatica e controllistica) per creare macchine sempre più raffinate e performanti, in grado di rispondere alle moderne esigenze tecniche, scientifiche e produttive. La meccatronica produce innovazione che si trasferisce agli altri settori industriali.

Secondo Gianfranco Carbonato, presidente di Confindustria Piemonte, “Torino è stata la culla di questa nuova tecnologia nel nostro paese. La vocazione meccanica, sviluppatasi prevalentemente intorno alla Fiat, e quelle elettronica e informatica, cresciute intorno all’Olivetti, si sono incontrate a fine Anni ’60 dando origine alle prime realizzazioni avanzate. Oggi il territorio conserva una particolare vocazione alla meccanica e all’informatica coniugate nella meccatronica”.

Carbonato elenca esempi significativi dell’eccellenza piemontese, “come Dea, oggi parte di Hexagon Metrology, nel settore delle macchine di misura, Fidia per le macchine di fresatura, Prima Industrie per le macchine laser, Comau per i robot industriali e le linee di produzione. Oggi la meccatronica costituisce per i giovani un importante sbocco professionale. Occorre insistere per una formazione sempre più mirata a far incontrare domanda e offerta di lavoro sia a livello di formazione tecnica e professionale sia a livello universitario”.

“Nell’ambito di Confindustria Piemonte, l’Unione industriale di Torino e, in particolare, l’Associazione delle aziende metalmeccaniche — spiega Carbonato — sono state tra le prime a riconoscere e a diffondere il valore di questa tecnologia, promuovendo il Mesap, uno dei poli d’innovazione di maggior successo della Regione Piemonte, al quale collaborano oltre 230 tra imprese e centri di ricerca”.

“Ho iniziato a lavorare sulla meccatronica in Dea nel 1969 — continua Carbonato — subito dopo la laurea. Poi, nel 1977, sono stato tra i fondatori di Prima Industrie, tra le aziende leader in questo settore. All’atto del mio insediamento quale presidente dell’Amma, nel 2006, ho modificato la denominazione dell’associazione in ‘Associazione aziende meccaniche meccatroniche associate’”.

Oltre ai costruttori di robot base, vi sono in Piemonte numerosissimi casi di aziende che integrano robot. Nella zona di Torino, poi, risulta poderoso l’insieme di aziende collegate alle tecnologie dell’automotive. La specializzazione meccatronica è un dato di assoluto livello mondiale: il Piemonte conta oltre 3.600 imprese meccatroniche per più di 87mila dipendenti, quasi 2mila le aziende nel Torinese e 28mila addetti che forniscono un quarto del valore aggiunto industriale. È la prima regione italiana e la nona d’Europa e nel 2014 ha esportato merci per circa 10 miliardi di euro con una crescita rispetto al 2013 del 2,6%. Il 56% dell’export si dirige verso i 28 paesi dell’Ue. I principali mercati sono la Germania con il 13,5% e la Francia con l’11,4%. Fuori dall’Europa i principali sbocchi sono gli Usa con il 6,8%, la Cina con una quota pari al 4,9% in costante crescita, la Turchia e il Nord Africa con il 3,3%.

Secondo l’International Federation of Robotics, l’Italia è seconda in Occidente come densità di robot per lavoratore (prima è la Germania) e prima relativamente all’industria automobilistica (seconda è la Germania).

Le più importanti istituzioni internazionali pronosticano il raddoppio, a livello mondiale, del fatturato nel settore della robotica di servizio e medicale. Si prevede che nel 2015 il mercato richiederà circa 94mila robot solo a uso personale domestico. Prospettive positive evidenziate anche in uno studio del 2010, realizzato dal Sant’Anna di Pisa per conto dell’Amma e la Camera di commercio torinese. Tutti i dati emersi dall’ultima indagine congiunturale dell’Unione industriale di Torino riferita al secondo trimestre 2015 evidenziano che i comparti meccatronici sono decisamente migliori della media. I valori dei saldi su occupazione, ordini e produzione registrati dalla meccatronica piemontese sono molto simili a quelli registrati nel 2008, poco prima che iniziasse la crisi. Siamo in attesa di un nuovo ciclo virtuoso.

Conquistare la leadership europea è un obiettivo realistico se gli attori pubblici e privati — scuola, università, ricerca e industria — si impegneranno sinergicamente per promuovere le competenze e l’innovazione. Per l’istruzione tecnica e professionale è stato possibile realizzare una rete scolastica indirizzata alla meccatronica e alla robotica, grazie alla sottoscrizione, nel novembre 2010 — tra Regione, Provincia di Torino, Ufficio scolastico regionale, Camera di commercio, Unione industriale, Amma, Cna, Politecnico e Università di Torino e Istituto tecnico “Galileo-Ferrari” — del Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale nel campo della meccatronica e della robotica. I risultati raggiunti hanno superato le aspettative e per questo la Giunta regionale ha deliberato il rinnovo del Protocollo nel gennaio 2015. n

www.amma.it/

Robot come umani, Torino protagonista

L’Istituto italiano di Tecnologia, sede di Torino (Center for Space Human Robotica IIT@PoliTo — Politecnico di Torino) si occupa di “sviluppare materiali metallici e polimerici che possono essere stampati in 3D, supporti energetici miniaturizzati, sensoristica per la robotica miniaturizzata e elettronica integrata a basso consumo”. Così spiega il suo direttore, Fabrizio Pirri, professore associato del dipartimento Scienza applicata e tecnologia, esperto in nanotecnologie.

“Quest’estate la nostra stampante sperimentale in 3D, progettata con Thales Alenia Space e Altran, partirà per la Stazione spaziale orbitante internazionale — dichiara Pirri — e stiamo perfezionando una nuova generazione di sensori, più sensibili, stabili, leggeri e che consumano meno energia, direttamente integrati all’elettronica per robot esoscheletri e arti artificiali per consumare meno energia e aumentare l’autonomia di lavoro del robot. Stiamo studiando come pilotare gli arti robotici attraverso l’arto umano, prelevando il segnale del sistema nervoso quando si flette il muscolo, con degli elettrodi sulla pelle, che rappresenta una tecnologia non invasiva. Siamo poi anche coinvolti nel progetto dell’Inail per il pilotaggio degli arti robotici degli amputati attraverso un esoscheletro, molto complesso, perché i segnali elettrici dell’arto amputato sono diversi da quelli dell’arto sano. Finanziato dal Mesap, l’eccellenza sta nel fatto che per la prima volta un esoscheletro viene comandato dal segnale bioelettrico della persona che lo indossa. Quelli realizzati fino a oggi, poi, hanno pochi gradi di libertà, mentre il nostro si avvicina alla situazione degli arti umani reali e i movimenti sembrano naturali. Il segreto sta nel sistema di controllo particolarmente avanzato. La nostra eccellenza si configura nel prelievo del segnale bioelettrico in modo non invasivo e nella riproduzione di quasi il 50% dei movimenti e dei gradi di libertà, mentre i nostri concorrenti sono al 10%. Siamo pure capofila di un progetto, in attesa di finanziamento (programma Horizon), per il raggiungimento di una capacità di controllo prossima al 100%”.

Il Centro torinese — che conta trenta ricercatori e venti dottorandi, con molti italiani rientrati dall’estero (50%) — lavora in sinergia con il Laboratorio di Nanotecnologie del Politecnico a Chivasso, nato con fondi regionali nel 2002, che ha una ventina di ricercatori di ruolo. L’eccellenza di Chivasso è il lab-on-a-chip, cioè un sensore miniaturizzato che è un laboratorio biochimico microscopico.

“Si potranno così fare analisi a basso costo e in grande quantità, di aria e fluidi vari, anche corporei — conclude Pirri -. Siamo concentrati sul monitoraggio oncologico preventivo, sul controllo delle acque e il monitoraggio agroalimentare. Una eccellenza piemontese con pochi concorrenti al mondo di pari livello”.

A Chivasso, dove hanno lavorato a Eurobot di Esa, realizzato da Thales Alenia Space, hanno preparato un lab-on-a-chip che verrà portato nello spazio dalla Nasa quest’estate in collaborazione con il Methodist Hospital di Houston. Due esperimenti torinesi decolleranno nello spazio entro l’estate: la stampante 3D e il lab-on-a-chip.

http://shr.iit.it/

Dal laboratorio all’impresa il passo è breve

Al Laboratorio interdipartimentale di Meccatronica del Politecnico di Torino incontriamo Andrea Tonoli, professore associato del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale.

“Nel 2000 è nato il corso di laurea in Ingegneria meccatronica — spiega Tonoli — come laurea magistrale biennale dopo il triennio di base d’Ingegneria meccanica, aerospaziale, elettronica, elettrica e automotive e vi è anche il dottorato ora accorpato con Meccanica. Scopo dei corsi è saper progettare un sistema composto da sottosistemi di provenienza diversa dalla propria specializzazione originaria. S’insegna una metodologia comune, oltre alle basi delle discipline complementari, in modo che ciascun ingegnere sappia comprendere le problematiche degli altri componenti del gruppo di lavoro. I membri del team interagiscono a tal punto che distinguere i confini tra le differenti componenti del progetto meccatronico diventa difficile”.

Tonoli illustra il progetto Smart Tmp, “un esempio di attività realizzata nell’ambito del Mesap che ha fatto da catalizzatore tra le esigenze dell’impresa e l’offerta di competenze di ricerca da parte del Politecnico. L’azienda che partecipa a questo progetto è Agilent, multinazionale d’eccellenza che sviluppa sistemi per alto vuoto per l’industria dei semiconduttori e dei microscopi elettronici”.

“Stiamo sviluppando una soluzione innovativa di pompa per alto vuoto su cuscinetti magnetici — conclude Tonoli — che permettano la levitazione senza contatto di alberi rotanti. Si elimina l’attrito, si aumenta l’affidabilità della macchina e si migliora la qualità del vuoto”.

Nel Laboratorio operano una trentina di persone: sette stabilizzati, il resto dottorandi o assegnisti di ricerca. Molto forti e proficui i rapporti con il Politecnico di Losanna (Ch), l’Insa di Lione (F) e l’Università di Bath (Gb). Come evidenzia Marcello Chiaberge, professore aggregato del dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni, ricercatore responsabile della laurea magistrale in Meccatronica, “quest’anno si sono iscritti 120 studenti, dei quali il 40% stranieri, molti da India, Pakistan e Iran. Per favorire la possibilità di preparare le tesi presso realtà aziendali, quest’anno abbiamo unito la tesi con il tirocinio. Aumenteremo così le possibilità d’immediata sistemazione dopo il conseguimento della laurea. Già ora troviamo difficoltà a reclutare personale perché i ragazzi trovano facilmente lavoro. Al termine del dottorato, addirittura, moltissimi aprono spin off o si recano a lavorare all’estero”.

www.lim.polito.it/

Collaudi, primi al mondo!

Spea, azienda nata a Volpiano (To) nel 1976, ha oltre venti filiali sparse nei cinque continenti, è leader in Europa e seconda al mondo nel testing di schede elettroniche, prima al mondo nel collaudo dei microsensori Mems inerziali e vende i propri prodotti in ottantacinque paesi.

“Da sempre le macchine più difficili da concepire sono quelle per il collaudo e il controllo — spiega il patron e fondatore di Spea, Luciano Bonaria — e siamo tra i pochissimi al mondo a saperle fare”.

Bonaria ha dedicato la vita al lavoro e all’innovazione: “L’asse tra Torino e Ivrea — spiega — era la Silicon Valley italiana e a Caluso c’era la General Electric (GE), poi Honeywell. La GE aveva un reparto interno di super specialisti che creavano macchinari per il collaudo dei calcolatori. A 21 anni ho avuto la fortuna d’iniziare in quel reparto come progettista, dove ho imparato a lavorare e una lezione che non dimenticherò mai: l’importanza di essere al posto giusto in un ambiente stimolante e qualificato. Dico sempre ai miei ragazzi che la laurea con 110 e lode e menzione al ‘Poli’ è ottima ma è solo l’inizio, poi si impara lavorando. I miei 500 dipendenti, età media 35 anni, più altrettanti nell’indotto e 120 nelle succursali all’estero, sono ‘bombardati’ tutti i giorni con questi concetti. Agli inizi si lavorava per l’Olivetti, poi abbiamo acquisito molti clienti in Germania. Poi il salto verso Stati Uniti e Asia, dove abbiamo clienti e filiali. Fatturiamo 80 milioni di euro annui di cui l’80% all’estero”.

“Quando ho creato Spea — continua Bonaria — ero dipendente di me stesso, una start-up ante litteram. Oggi siamo impegnati nella realizzazione di sofisticatissimi macchinari per il collaudo dei Mems, ovvero accelerometri, giroscopi, sensori di pressione, di gesti, ottici e componenti dei moderni cellulari. La nostra invenzione ha reso possibile il collaudo di produzione di miliardi di pezzi a bassissimo costo. Le aziende leader del mercato di smartphone e tablet sono nostre clienti”.

“Nel mercato globale per sopravvivere bisogna essere i migliori — conclude Bonaria — e noi italiani possiamo esserlo grazie al nostro ingegno e alla nostra flessibilità. Rischiamo di perdere tutto, però, quando ci manca la rapidità d’azione. Questo deve capire la dirigenza politica in Italia: se i processi decisionali di chi ci governa continueranno ad essere così lenti saremo destinati al fallimento”.

www.spea.com

Detriti nello spazio, ecco chi li raccoglie

“Aviospace è nata nel 2004 ad Asti, una microazienda di tre persone — spiega Emanuele Pensavalle, capo dell’Ufficio programmi e socio fondatore della società — che a gennaio 2010 è diventata sussidiaria di Airbus Defence & Space, parte di Airbus, il più grande gruppo aerospaziale europeo. L’Italia è la terza potenza aerospaziale d’Europa e per questo il gigante europeo aveva bisogno di un appoggio in Piemonte, la sua regione più evoluta. Ormai siamo arrivati a quasi 30 dipendenti e a 3,3 milioni di euro di fatturato. Aviospace per il gruppo Airbus è il riferimento per la progettazione meccatronica dei meccanismi di cattura dei detriti spaziali”.

I “netturbini” del cielo sono protagonisti nella piattaforma aerospaziale piemontese: saranno finanziati dal bando 2014–2020 della Regione Piemonte. Aviospace è stata capofila di Cadet — il progetto per il recupero dei detriti spaziali (finanziamento 2007–2013) — lavorando sia sulla cattura e il rientro dei rifiuti orbitanti nello spazio sia sulla prevenzione dei rischi da contaminazione chimica o radiologica provocata da un eventuale impatto. Si tratta della rimozione dei detriti in orbita bassa (tra 160 e 2.000 chilometri). Un compito impegnativo se si considera che dal lancio dello Sputnik, primo satellite realizzato nell’ex Urss nel 1957, sono stati effettuati altri 4.800 lanci per un totale di seimila satelliti in orbita dei quali solo 800 ancora funzionanti. Ogni giorno, in media, un oggetto di diametro superiore ai dieci centimetri ricade sulla Terra.

Oltre a essere parte in vari progetti Esa, Aviospace si occupa di Energy harvesting, per esempio con il progetto Verde Piezo (sempre fondi regionali 2007–2013), sistema di risparmio di energia da vibrazioni. Si tratta di reti di sensori-trasmettitori wireless miniaturizzati e energeticamente indipendenti, possibili applicazioni per i lanciatori spaziali che hanno esigenze di alleggerimento e di limitare il più possibile i cablaggi, e per i treni merci che ordinariamente non presentano cablaggi elettrici.

Degna di menzione è l’attività svolta da Aviospace presso European Astronaut Centre (Eac) di Colonia per addestrare i nuovi istruttori anche nel ruolo di Eurocom, ovvero responsabile della comunicazione tra il team che controlla la missione da terra e gli astronauti europei in orbita.

www.aviospace.com

Mesap, un polo

con 230 imprese

di Renato Dutto

I settori di sbocco della ricerca sulla meccatronica sono molti e riguardano quasi tutti i settori industriali. Nell’estate 2014 sono stati finanziati dalla Giunta regionale del Piemonte i progetti del IV Programma annuale dei poli d’innovazione, iniziativa che dall’avvio ha coinvolto in Piemonte oltre 1.500 soggetti tra piccole, medie e grandi imprese e organismi di ricerca. Il IV Programma annuale ha visto un contributo regionale di oltre 10 milioni di euro, con cui sono stati sostenuti trentacinque progetti nei vari rami di specializzazione. Le iniziative più numerose di questa quarta tranche hanno riguardato la meccatronica, con sei proposte finanziate per oltre 2 milioni e mezzo di euro, seguite dal tessile e dall’Ict con cinque progetti ciascuno.

Alla fine del mese di giugno sono scaduti i termini per la presentazione alla Regione Piemonte delle domande per due bandi, di cui hanno beneficiato anche le aziende meccatroniche. Il primo era rivolto alle piccole e medie imprese per il sostegno di progetti e investimenti per l’innovazione, la sostenibilità ambientale e la sicurezza nei luoghi di lavoro per una dotazione di 90 milioni di euro. Il secondo bando riguardava le agevolazioni a micro e piccole imprese a sostegno di progetti e investimenti per l’innovazione dei processi produttivi per 30 milioni di euro.

In Piemonte 236 soggetti aderiscono al Polo d’innovazione della meccatronica e dei sistemi avanzati di produzione (Mesap), uno dei dodici Poli tematici d’innovazione istituiti dalla Regione Piemonte nel 2009 nell’ambito dei Fondi strutturali europei (Por-Fesr) 2007–2013. Costituito come associazione temporanea di scopo, è gestito dalla Società di servizi dell’Unione industriale di Torino.

In cinque anni d’attività, il Mesap ha catalizzato la nascita di decine di progetti di ricerca e innovazione, progetti cooperativi di ricerca, studi di fattibilità e servizi per l’innovazione destinati alle piccole e medie aziende. Di questi, quaranta sono stati cofinanziati dalla Regione Piemonte con 22 milioni di euro. Ciascuno di essi coinvolge in media cinque soggetti tra piccole, medie e grandi imprese e centri di ricerca.

Il Mesap si configura attualmente come una rete organizzata di start up, grandi, medie e piccole imprese, atenei e centri di ricerca: in tutto 236 soggetti che presentano un elevato grado di specializzazione nell’integrazione fra meccanica, elettronica, controllistica e nella meccanica avanzata. Le loro competenze attraversano tre grandi aree, chiamate “traiettorie tecnologiche”. I settori nei quali operano gli aderenti al Mesap sono: macchine utensili, impiantistica produttiva, robotica, automotive e macchine operatrici mobili, aerospaziale, ferroviario, bianco, elettrodomestici, tessile, stampa, biomedicale e sanitario, energetico ambientale, chimico, agroalimentare, edilizia e costruzioni, settore abitativo e nautica, più i settori abilitanti dell’Ict e delle nanotecnologie.

“I poli d’innovazione hanno funzionato bene in questi anni e realizzato iniziative molto interessanti — sottolinea Giuseppina De Santis, assessore regionale alle Attività produttive -. Occorre fare tesoro di queste esperienze per sfruttarne gli effetti nel tempo. Quando si parla di progetti di ricerca innovativi è fondamentale proiettarli in una logica internazionale. Per far questo bisogna concentrare le risorse disponibili sulle idee che possono avere un effetto moltiplicatore. Con poche migliaia di euro su un progetto di ricerca si può fare ben poco. Molto più efficace, invece, è fare massa sulle proposte che riteniamo strategiche e in questo i poli hanno un ruolo chiave nel fare da catalizzatori e nell’organizzare al meglio le idee che recepiscono”.

Alto apprendistato, assunti giovani laureati

La meccatronica è uno dei settori che continuano a creare opportunità di lavoro per i giovani laureati nella nostra regione. Accade grazie alla sinergia tra Università di Torino, Regione Piemonte e aziende subalpine. L’impegno dell’Ateneo, il sostegno dell’ente regionale, con finanziamenti di oltre 2,5 milioni di euro, e la disponibilità delle aziende hanno portato negli ultimi quattro anni all’attivazione di 21 master d’apprendistato in alta formazione in differenti discipline, con l’assunzione di 242 giovani laureati. E circa il 70% dei contratti d’apprendistato è stato successivamente trasformato in contratti a tempo indeterminato.

Le 153 imprese (in prevalenza di piccole e medie dimensioni) che hanno partecipato ai master operano nella meccatronica o in altri settori tecnologici: dall’Ict al mondo della chimica e della biologia, dai servizi marketing e finanziari alla progettazione e modellazione matematica e alle scienze dei materiali. I master in alto apprendistato sono percorsi di ventiquattro mesi che affiancano una formazione accademica post-universitaria all’attività lavorativa all’interno di aziende del territorio.

“La Regione — spiega l’assessore regionale al Lavoro e alla formazione professionale Gianna Pentenero — sta lavorando molto per rendere più semplice l’apprendistato e per facilitare l’alternanza scuola-lavoro. Il Piemonte si conferma regione pilota da questo punto di vista. Questo risultato non sarebbe possibile senza una continua sinergia tra enti pubblici e privati e credo che questo sia il nostro punto di forza”.

Il rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani sottolinea invece che “il lavoro svolto in questi anni rappresenta un segnale importante del positivo contributo dell’Università allo sviluppo del territorio piemontese e all’inserimento nel mercato del lavoro di giovani laureati. Il conseguimento di questi risultati ha sicuramente richiesto un lavoro molto intenso da parte dei docenti e del corpo amministrativo, tuttavia la soddisfazione dei nostri laureati e la risposta positiva delle aziende dimostrano che la strada intrapresa è corretta”. (rd)

www.regione.piemonte.it/formazione/ifts/premessa.htm

Scoperte e innovazione per luce e misure

Il 20 maggio, Giornata mondiale della metrologia, l’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim) di Torino ha celebrato la ricorrenza organizzando il convegno “La luce nella ricerca, la metrologia e l’industria”, dedicato alle applicazioni della luce nelle missioni spaziali, nelle misure di precisione, nell’industria e nelle scienze per la vita. La Giornata della metrologia, o World metrology day (Wmd), è l’anniversario della firma della Convenzione del metro, trattato internazionale, siglato nel 1875, con cui diciassette paesi, compresa l’Italia, posero le basi per creare un linguaggio delle misure comune e condiviso. Questo linguaggio si chiama Sistema internazionale delle unità di misura ed è riconosciuto oggi da cinquantacinque nazioni. Promossa dal Bipm, l’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure e dall’Oiml, l’Organizzazione internazionale di metrologia legale, la Giornata si svolge ogni anno all’insegna di un tema diverso. Quest’anno si è parlato di misure e luce perché il 2015 è stato proclamato dall’Unesco “Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce”. Su queste si è concentrato il convegno, organizzato dal presidente dell’Inrim, Massimo Inguscio, con la collaborazione del fisico Marco Pisani, che ha curato il programma scientifico.

“Le applicazioni che derivano dagli studi sulla luce promettono di rivoluzionare la tecnologia del nostro domani — commenta Inguscio -.

Ad esempio, la trasmissione di dati riservati potrà essere attuata con le tecniche di crittografia quantistica, che sfruttano le proprietà quantistiche dei fotoni, cioè delle particelle di luce. La sicurezza di tali comunicazioni è assoluta e inviolabile. Su questi temi è ai nastri di partenza un progetto europeo coordinato dall’Inrim, che ha l’obiettivo di agevolare il successo dell’industria europea nell’ambito delle tecnologie quantistiche, in particolare della crittografia quantistica, sviluppando sistemi di misura ad essa dedicati”. Ai lavori. moderati da Battista Gardoncini, direttore del Tg Rai Leonardo, ha preso parte anche l’economista Giorgio Barba Navaretti, dell’Università di Milano. Il convegno è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione delle aziende meccaniche e meccatroniche (Amma), con la partecipazione di Thales Alenia Space, del gruppo Prima industrie e di Selex Es. Recentemente il ministro per la Ricerca Stefania Giannini si è recata all’Inrim per complimentarsi per aver curato l’avanzatissimo sistema d’illuminazione della Sindone. (ab)

www.inrim.it

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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