Quando la fabbrica diventa intelligente

IL PIEMONTE INVESTE QUASI IL 2% DEL PIL IN RICERCA E SVILUPPO RISPETTO ALL’1,5% DELLA MEDIA NAZIONALE. NUOVE OPPORTUNITÀ POTREBBERO ARRIVARE CON I FONDI EUROPEI

di Alessandro Bruno

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Torino potrebbe diventare Capitale europea dell’innovazione, dopo esserlo stata dello sport nel 2015, essendo tra le nove città finaliste scelte dalla Commissione europea. Torino è stata selezionata per la capacità di promuovere start-up attraverso modelli d’innovazione in un ambiente fecondo per la creazione di opportunità di mercato. In palio ci sono quasi un milione di euro di fondi europei per l’innovazione.

Già a dicembre 2014 Torino era stata nominata Città creativa Unesco per il design. Un riconoscimento al ruolo della Città in questo settore che, riferito ad ambiti chiave come l’automotive, ha visto e vede il nostro territorio porsi come riferimento a livello mondiale. Il design si conferma settore strategico per il rilancio del Piemonte: già nel 2008, infatti, il prestigioso International council of societies of industrial design (Icsid) designò Torino World Design Capital, prima città in assoluto a ricevere tale titolo.

Invece il progetto “Innova.To” della Città di Torino - che consiste in una competizione tra dipendenti per sviluppare progetti per migliorare le performance dell’amministrazione comunale — è stato premiato a livello internazionale con il prestigioso Place Marketing Award 2016 per l’innovazione organizzato dall’Università di Aix-Marsiglia.

Il Piemonte investe poco meno del 2% del Pil in ricerca, sviluppo e innovazione, rispetto alla media nazionale dell’1,25%, essendo ai primissimi posti tra le regioni italiane, primo se consideriamo solo il contributo dei privati. Certo l’Italia è in coda tra i paesi Ue e G 20, dove nazioni come la Finlandia o la Corea del Sud arrivano a investire il 3,8% del Pil. Tuttavia la vocazione del Piemonte e del suo capoluogo per l’innovazione è sempre stata evidente. Per esempio l’Mp3, il diffusissimo algoritmo di compressione audio, è stato creato da un gruppo di lavoro, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del Novecento, guidato da Leonardo Chiariglione, ingegnere di Almese (To) laureatosi al Politecnico di Torino, che all’epoca era vicepresidente dello Cselt, istituto di ricerca nel campo delle telecomunicazioni di Torino chiuso una decina di anni fa. Un altro laureato del Politecnico, il torinese Pier Giorgio Perotto, fu il progettista della Olivetti Programma 101, nota anche come “Perottina”, che fu probabilmente — erano gli anni ’60 — il primo personal computer della storia. Un filo conduttore che porta alle eccellenze dei nostri giorni, come nel settore industriale della Meccatronica, disciplina che integra la meccanica della grande tradizione dell’automotive cresciuto attorno a Fiat, con l’elettronica e l’informatica, sviluppatesi con l’Olivetti. Per non dire dell’eccellenza dell’industria aerospaziale e dello spazio in particolare, che rende le industrie che sorgono a Torino nell’area tra corso Francia e corso Marche un punto di riferimento a livello mondiale. E non si può nemmeno ignorare il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), nel quale la nostra è la prima regione italiana per addetti con oltre 7mila aziende nella sola provincia di Torino e il 20% dei brevetti nazionali.

L’Ente Regione ha così promosso i Poli d’innovazione, nati nel 2009 per migliorare il basso livello di spesa in ricerca e sviluppo da parte delle piccole e medie imprese ed evitare la cosiddetta “asimmetria informativa”, ovvero la scarsa propensione alla collaborazione nella condivisione della conoscenza tra imprese e organismi di ricerca. Una soluzione per concentrare le risorse ed evitare duplicazioni e sovrapposizioni.

Revisione e rilancio dei Poli d’innovazione

I dodici Poli d’innovazione, selezionati in base alle tematiche e alla vocazione dei territori, sono in fase di revisione e rilancio in connessione con il periodo di programmazione Por-Fesr 2014–2020 con lo scopo di favorire azioni a maggiore impatto sull’economia regionale e più in linea con gli standard qualitativi a livello europeo.

La Giunta regionale ha individuato lo scorso dicembre i sette ambiti tecnologici e applicativi: Smart production and manufacturing, Green chemistry, Energy and clean technologies, Ict, Agrifood, Textile e Life sciences. Il relativo bando ha una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro per la realizzazione di programmi triennali di sviluppo di cluster d’innovazione nelle relative aree tematiche. Tra i Poli di innovazione, Mesap (Meccatronica e sistemi avanzati di produzione) diventa l’ente di riferimento per la “fabbrica intelligente” del Piemonte. Mesap è coinvolto anche a livello nazionale attraverso la partecipazione al cluster “fabbrica intelligente” (Cfi) insieme a Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Marche e Puglia. I progetti seguono due filoni: manifattura additiva (Additive manufacturing) e manifattura adattativa (Adaptive manufacturing).

La Commissione europea ha recentemente individuato tra i fattori di debolezza dell’economia il divario tra i progetti di ricerca e la successiva commercializzazione in beni e servizi.

Una misura innovativa, per la prima volta applicata in Piemonte e costruita insieme al Ministero dello Sviluppo economico dovrebbe consentire di diminuire tale divario. Si tratta di 68 milioni stanziati dalla Giunta regionale con il nuovo Por Fesr 2014–2020 per sostenere l’industrializzazione dei risultati della ricerca. Primo esempio concreto sarà il finanziamento a Ge Avio per la realizzazione del nuovo motore aeronautico ecologico “Ge9x” nei siti piemontesi di Rivalta, Borgaretto e Cameri. Un accordo tra azienda, Ministero, Piemonte, Campania e Puglia. Il progetto richiederà 4,7 milioni di euro alla Regione Piemonte e quasi tre volte di più dal Ministero, per un investimento complessivo di Ge Avio di 40 milioni.

Galileo, il sistema di navigazione alternativo al Gps e al Glonass di cui si sta dotando l’Unione europea, ha un’estensione con il progetto Demetra (fondo europeo Horizon 2020). E sarà anche uno strumento di disseminazione del segnale di tempo dell’ora esatta, quello che gli addetti ai lavori chiamano “tempo universale coordinato” (Utc). Guidato da Patrizia Tavella dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim) di Torino, consentirà con un unico apparato di migliorare il segnale di tempo proveniente dalla costellazione di satelliti Galileo, correggendo errori di funzionamento in tempo reale e integrando e verificando i dati con trasmissioni via radio, tv, Internet, fibra ottica e satellite geostazionario. A Demetra, dal gennaio 2015, lavorano 15 partner di 7 paesi, compreso il Politecnico di Torino. n

www.polito.it

Sinergia tra Politecnico e aziende

Luca Iuliano, professore ordinario di Tecnologie e sistemi di produzione, coordinatore del Collegio in Ingegneria gestionale e dei Master di II livello in Industrial automation e in Additive manufacturing del Dipartimento d’Ingegneria gestionale e della produzione del Politecnico di Torino.

Il Piemonte è un territorio innovativo?

È sicuramente un terreno fertile per favorire l’innovazione, come testimonia la presenza di eccellenze nei settori manifatturieri avanzati. Un esempio è rappresentato dallo stabilimento Avio Aero di Cameri (No), nato per la produzione di palette per motori aerospaziali e basato sull’Additive manufacturing (stampa 3D). È ampiamente dimostrato che il manifatturiero, supportato dalle moderne tecniche Ict, è in grado di generare occupazione di livello elevato, e questo è stato recepito da tutti i portatori d’interessi piemontesi: aziende, Università, enti di ricerca pubblici e privati e Regione Piemonte. Il Piemonte è, inoltre, territorio innovativo ed esempio nazionale per l’alto apprendistato: i Master universitari di I e II livello che hanno ottenuto il finanziamento regionale sono ormai oltre 50 e presentano tassi di occupazione del 100%. Ricordo il Master in Industrial automation organizzato da Comau e Politecnico di Torino che, giunto alla quinta edizione, ha formato oltre 80 specialisti nella robotica e nell’automazione industriale.

Quali sono gli esempi e i settori d’elezione che possono dimostrare che nella nostra regione è possibile avere successo con idee e imprese innovative?

L’esempio più significativo che dimostra come in Piemonte si possa avere successo con un’idea innovativa è ancora legato all’Additive manufacturing declinato in due varianti di pari importanza. La prima è rappresentata dall’idea sviluppata da Protocast, un’impresa della provincia di Novara, che ha portato alla nascita del già citato stabilimento di Cameri imponendo un nuovo paradigma produttivo nel settore aerospaziale. La seconda è la decisione di Prima Industrie di proporsi come produttore di sistemi di Additive manufacturing per miscele metalliche, con una soluzione specifica per assicurare elevati volumi produttivi e superare i limiti dei sistemi attuali. Un settore d’elezione altrettanto importante è rappresentato dalla robotica collaborativa che vede in Comau l’attore protagonista, per cambiare la fabbrica del futuro e renderla più smart ed efficiente. Sottolineo, infine, i numerosi successi delle start up operanti soprattutto nel settore Ict e incubate presso il Politecnico di Torino.

Qual è il contributo del mondo accademico, in particolare del Politecnico?

Il mondo accademico nel suo complesso è da sempre attento all’innovazione nello sviluppo e al supporto alla sua introduzione presso le imprese. Il Politecnico di Torino è sicuramente l’attore di riferimento per i settori industriali come partner sia di progetti regionali, nazionali ed europei, sia di progetti di formazione specifici come Master e corsi di dottorato di ricerca, sia di iniziative di trasferimento tecnologico. Due esempi per evidenziare il ruolo: il primo è rappresentato dall’attività di coordinamento interno e verso gli altri enti di ricerca, svolto per la predisposizione dei progetti in risposta al bando “fabbrica intelligente” lanciato recentemente dalla Regione Piemonte. Il secondo è l’avvio del Master in Additive manufacturing, primo in Europa, che vede la collaborazione tra il Politecnico di Torino e sei primarie imprese del territorio.

Con 40 milioni nasce la manifattura del futuro

IL BANDO REGIONALE EMANATO NEL 2015 È FINALIZZATO ALLA REALIZZAZIONE DI PROGETTI CHE UTILIZZINO TECNOLOGIE NUOVE SUL MERCATO

di Alessandra Quaglia

Fabbrica intelligente 4.0 è la piattaforma tecnologica che il Piemonte ha voluto lanciare, prima regione in Italia, per sostenere progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale nel settore manifatturiero. Stiamo parlando della crea-zione di nuovi prodotti industriali, di nuovi processi produttivi e del miglioramento di servizi che contribuiscano allo sviluppo delle imprese.

Grazie all’accordo stipulato tra Regione Piemonte e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), nel 2015 è stato emanato un bando regionale di 40 milioni di euro, tra fondi comunitari e fondi nazionali, finalizzato alla realizzazione di progetti fortemente innovativi, ovvero che utilizzino tecnologie nuove sul mercato, sistemi meccatronici, soluzioni Ict e nuovi materiali.

Come ha sottolineato il ministro della Ricerca Stefania Giannini, “con tempestività il Piemonte ha applicato le azioni che il Governo vuole portare avanti in tutto il paese a sostegno della ricerca industriale, anticipando così le strategie del Piano nazionale della ricerca 2015–2020”.

Imprese, istituzioni e università

Smart, clean e resource efficiency sono le linee guida della piattaforma tecnologica insieme al fattore di coinvolgimento e al raccordo tra diversi attori: imprese, istituzioni e università.

La risposta alla fabbrica del futuro da parte del territorio è stata molto positiva. Alla chiusura del bando, lo scorso gennaio, sono state 13 le manifestazioni d’interesse, che verranno esaminate per essere ammesse in graduatoria entro l’estate e per poter ottenere i finanziamenti. Ogni intervento può ricevere un contributo massimo di 10 milioni di euro.

Si stima che i programmi presentati muoveranno un investimento complessivo di circa 121 milioni di euro. Ogni progetto è espressione del lavoro di partenariato tra imprese manifatturiere piemontesi, centri di ricerca e Università e Politecnico di Torino e Università del Piemonte Orientale. Tra i soggetti capofila ci sono nomi importanti come Prima Industrie, Comau, Centro ricerche Fiat, Sigit, Aizoon Consulting, Spea, Consulmann, Gfm-Net, European Mechanical, Elbi, Star, Santer Reply ed Esseco. In tutto partecipano 150 partner tra aziende, poli d’innovazione e atenei.

“La peculiarità di questi progetti di ricerca è arrivare il più possibile vicino alla produzione effettiva, fino al prototipo dimostratore”, specifica l’assessore regionale alle Attività produttive Giuseppina De Santis. I progetti della fabbrica 4.0 riguardano robot intelligenti, interazione avanzata uomo-macchina, green factory ed efficientamento energetico, sicurezza e tracciabilità alimentare e anche studio di nuovi materiali, ergonomia per ambienti più sicuri e confortevoli e gestione della catena dei fornitori.

Altro aspetto interessante che scaturisce dalla piattaforma tecnologica è la ricaduta potenziale in termini di nuove risorse umane da destinare in ricerca e sviluppo industriale. Si calcola che potranno essere coinvolti circa 200 giovani da inserire attraverso la formula dell’alto apprendistato e ricerca. Anche in questo caso la Regione ha previsto un finanziamento pubblico per attivare percorsi formativi progettati in modo congiunto tra impresa e ateneo in cui impiegare ragazzi che hanno competenze specifiche.

Start Cup, progetti in gara

La Start Cup Piemonte Valle d’Aosta è la competizione che premia i progetti imprenditoriali ad alto contenuto innovativo nei settori industriale, elettronica e automazione, Ict, cleantech, materiali e chimica, biomedico, agroalimentare, social innovation, smart home e assicurazione.

Il concorso, nato nel 2005, è promosso da Politecnico e Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università della Valle d’Aosta ed è organizzato dagli incubatori d’impresa I3p, 2i3t, Enne3, e Valle d’Aosta Structure.

Nell’ultima edizione, nel 2015, ad aggiudicarsi il primo premio è stato il team dell’impresa Sintol Srl, che ha inventato un sistema innovativo per produrre attraverso il trattamento della plastica riciclata carburanti sintetici, i cosiddetti carburanti “di seconda generazione”, da destinare all’uso civile per riscaldamento e autotrazione. Il team ha anche individuato la sede per realizzare l’attività: una ex centrale termoelettrica localizzata a Front (To).

Al secondo posto è arrivato il team di ricercatori del Politecnico che ha sviluppato X-wine, piattaforma di sensori wireless in grado di rilevare qualsiasi parametro ambientale. La sua applicazione è stata pensata in campo agricolo. Si tratta di un sistema di antenne e di un protocollo di comunicazione in grado di trasmettere con costi contenuti grandi quantità di dati a elevate distanze con consumi energetici contenuti e poca occupazione di banda. La sua prima applicazione è stata nel campo vitivinicolo per rilevare soluzioni in grado di gestire modelli previsionali, basati su rilevazioni puntuali di parametri ambientali con lo scopo di consentire agli agronomi di prevedere l’insorgenza di malattie e l’arrivo di agenti dannosi nella vigna.

Si è aggiudicato il terzo posto il progetto di Larivoc applicabile nel settore biomedico: il team ha creato un dispositivo wearable per migliorare le performance vocali dei pazienti sottoposti a interventi alla laringe o alle vie respiratorie superiori e che hanno subito un danno permanente alle corde vocali. n

www.i3p.it/start-cup

Sostenibilità ed efficienza, le parole chiave

È di questi giorni la notizia per la quale sorprendentemente, nel 2015, le richieste all’European patent office di brevetti italiani sono aumentate del 9% contro una media europea del 4,8%. Il Piemonte si è preso una pausa lo scorso anno ma sta puntando all’innovazione, per esempio, con la Fabbrica intelligente: il nuovo paradigma sul quale è chiamato a misurarsi oggi il manifatturiero di ultima generazione. Le sfide che esso impone pongono il lavoratore al centro dell’attenzione per valorizzarne a pieno le conoscenze e le professionalità, sempre più in collaborazione con robot e stazioni automatizzate. Richiedono, inoltre, l’utilizzo di tecnologie produttive innovative e di soluzioni informatiche evolute per la flessibilità e l’adattabilità, che permettano di introdurre radicali innovazioni di prodotto non solo senza stravolgere i processi produttivi già attivi, ma anzi aumentando ulteriormente l’efficienza e la qualità e riducendo i tempi di produzione e i costi per unità di prodotto.

Le parole chiave sono: produzione personalizzata, sostenibilità ambientale, sociale ed economica, valorizzazione delle persone nelle fabbriche, produzione ad alta efficienza con zero difetti, manifattura additiva, microlavorazioni estremamente precise ad elevata flessibilità, sistemi evolutivi adattativi che sfruttino anche la collaborazione uomo- robot, nuove strategie di produzione e di gestione di reti industriali complesse e filiere.

Le aziende e i centri di ricerca piemontesi si sono messi in gioco fin da subito, partecipando a progetti collaborativi di ricerca e innovazione a livello europeo, nazionale e regionale. Essi sono particolarmente attivi su importanti filoni quali la manifattura additiva e adattativa, i processi produttivi sostenibili e i sistemi e i processi laser.

Con la recente ridefinizione delle aree tematiche dei Poli di innovazione operata dalla Regione, Mesap è diventato il polo di riferimento per la Fabbrica intelligente (Smart manufacturing) del Piemonte. Il Polo ha nel proprio carnet diversi progetti dedicati a questo tema. Uno di questi è Ecoweld, un nuovo processo per la saldatura robotizzata di componenti metallici, completamente automatizzato, a basso impatto ambientale e a maggiore tutela della salute del lavoratore rispetto al processo tradizionale. (ab)

Piemonte - Valle d’Aosta per la ricerca industriale

A gennaio le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta hanno siglato un accordo di collaborazione nei settori della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. L’obiettivo è creare maggiore sinergia tra le imprese dei due territori, in particolare nell’ambito dei poli d’innovazione e delle piattaforme tecnologiche. L’idea è nata anche a seguito dell’avvio da parte della Valle d’Aosta del bando regionale “Fabbrica intelligente”, in linea con quello approvato in precedenza dalla Regione Piemonte. L’accordo durerà 3 anni e offre la possibilità ai partenariati delle imprese piemontesi di accogliere all’interno dei propri progetti le imprese valdostane e viceversa.

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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