di Mario Bocchio

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“La Domenica del Corriere”, 14 aprile 1903. Aristide Borelli, giovanissimo figurinaio, viene malmenato da alcuni passanti che distruggono anche il suo cesto di statuette

La storia dell’emigrazione italiana è costellata da tragici episodi di xenofobia, verificatisi sia in Europa che in America specialmente nell’ultimo decennio dell’Ottocento. Le cifre si commentano da sole.

“La Tribuna”, 8 settembre 1893. L’eccidio di Aigues Mortes

Negli Stati Uniti: nel 1891, 11 linciaggi a New Orleans; nel 1893, un linciaggio a Denver; nel 1895, 6 assassinii a Walsenburg; nel 1896, 5 linciaggi a Tallulah. In Europa: nel 1893 numerose vittime negli incidenti di Aigues Mortes, in Francia; nel 1896, 3 assassinii a Zurigo.

Inoltre una serie di incidenti — sempre cruenti ma con esiti non letali — hanno segnato tutto il periodo della grande emigrazione.

Elementi comuni a tutti gli episodi erano: i pregiudizi razziali e culturali; i timori di ripercussioni economiche per il massiccio afflusso di immigrati; l’influenza della situazione politica generale dei paesi interessati al fenomeno migratorio.

Volantino in difesa di Sacco e Vanzetti, diffuso pochi giorni prima dell’esecuzione della sentenza di morte

Quanto sia stata forte l’avversione a sfondo razziale specialmente verso gli italiani, considerati poco più dei negri, abituati ai lavori più duri e a vivere molto parcamente, risulta chiaramente da innumerevoli vignette denigratorie pubblicate in giornali e riviste di molti paesi.

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USA, Louisiana, New Orleans, 1891. Eccidio di italiani. I morti appartenevano alla comunità siciliana e vennero considerati semplicemente mafiosi. I concittadini inferociti li trassero dalla prigione, dove erano rinchiusi con l’accusa di aver ucciso il comandante della polizia cittadina, e li trucidarono

(Fonte: Fondazione Paolo Cresci)

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