Un Mistero che interroga atei e credenti

Intervista a Monsignor Giuseppe Ghiberti

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La Sindone è un “documento” la cui autenticità e significato interroga sia i credenti sia i non credenti. Ne abbiamo parlato con monsignor Giuseppe Ghiberti, presidente onorario della Commissione diocesana per la Sindone.

Che cosa comunica la Sindone a chi si reca in pellegrinaggio per osservarla?

Che un uomo ha sofferto quanto quasi non riusciamo a immaginare che sia possibile soffrire e che questa sofferenza gli ha estinto la vita ma non gli ha tolto la pace. Un’immagine che pone interrogativi sia al credente sia al non credente.

E un riferimento a quanto narrato nei Vangeli a proposito delle torture e della crocifissione di Gesù…

Per secoli generazioni di uomini e di donne hanno intuito che tra il racconto offerto da quell’immagine e quello dei Vangeli esiste una relazione di affinità che non è possibile ignorare e che ha fondato un rapporto religioso intensissimo tra il credente e la Sindone. E anche al non credente ha spesso ingenerato inquietudine e consolazione. Attraverso il Vangelo, di cui si fa eco e cassa di risonanza — infatti — la Sindone dice all’uomo che la sofferenza ha un senso di salvezza, ma guai all’uomo che se ne rende colpevole col suo peccato.

Lei crede alla Sindone?

Me lo hanno domandato molte volte. E ho sempre cercato di rispondere che non credo nella Sindone, ma che la Sindone mi aiuta a credere, che la Sindone non è necessaria per la salvezza, ma se Dio me la offre come aiuto al mio cammino, gli dovrò rendere conto del fatto che le ho dato attenzione o che l’ho trascurata.

Pensa si tratti del telo originale che ha avvolto il corpo di Gesù?

Vorrei tanto sapere se quel lenzuolo ha veramente avvolto il corpo di Cristo, e penso che con molta probabilità sia proprio avvenuto così. Ma non ne sono sicuro in modo totale, forse non lo potrò mai essere; e non è necessario saperlo con quella sicurezza per potere intrattenere un dialogo di vita con la Sindone. Basta che la prenda e la guardi per quello che è e che dice: un segno dell’amore del Signore, non la sua persona, ma dall’umiltà del segno mi giunge un richiamo che mi scuote. Perché tanti uomini e donne sentano questo richiamo è stata annunciata anche l’ostensione che sta per essere inaugurata ed è stato rivolto a uomini e donne di tutte le condizioni l’invito a sentire la voce che risuona dall’immagine della Sindone e a lasciarsi interpellare dall’amore che parla attraverso la sua sofferenza.

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