Un Polo per il “secolo breve”

CON UN INVESTIMENTO DI OLTRE 9 MILIONI LA COMPAGNIA DI SAN PAOLO, INSIEME A REGIONE E COMUNE DI TORINO, OFFRE UNA STRUTTURA PER NUMEROSE REALTÀ

di Renato Dutto

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Torino e il Piemonte sono storicamente fucina di idee, progetti e iniziative di successo nei più disparati settori: se si guarda soltanto all’ultimo secolo si va dal cinema alla moda, dalla radio alla tv, dalla telefonia all’industria dell’auto, sino ai più recenti Salone del Libro e Salone del Gusto, seguiti al Salone dell’Automobile, ormai “emigrato” altrove così come tante altre eccellenze del territorio piemontese.

La città della Mole e il Piemonte si stanno ora intestando un nuovo primato, non solo a livello italiano ma internazionale: la nascita del Polo del ‘900, il primo grande centro culturale dedicato esclusivamente al secolo scorso. Si tratta di un programma che la Compagnia di San Paolo, investendo 9,6 milioni di euro in un triennio, ha avviato con il Comune di Torino e la Regione Piemonte ai Quartieri militari juvarriani di Torino, presso i Palazzi dei Santi Celso e Daniele.

Sede condivisa per gli enti culturali

Gli obiettivi sono ambiziosi. Torino annovera numerose realtà culturali di qualità che si occupano di studi e ricerche sul nostro recente passato. Dodici di queste hanno deciso di entrare a far parte della Fondazione Polo del ‘900, trasferendovi le proprie sedi prima sparse in città: Museo diffuso della Resistenza, Istoreto, Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, Istituto per la memoria e la cultura del lavoro (Ismel), Fondazione Antonio Gramsci, Fondazione Vera Nocentini, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Centro studi Piero Gobetti, Fondazione Carlo Donat Cattin, Unione culturale Franco Antonicelli e Associazione Rete italiana cultura popolare. Il Polo del ‘900, che comincerà a svolgere le sue prime attività il 25 aprile, in occasione del 71° anniversario della Liberazione, vuole essere un centro culturale dinamico e aperto alla cittadinanza, rivolto soprattutto alle nuove generazioni e ai nuovi cittadini. I due palazzi, con una storia di ben tre secoli, sono stati rivitalizzati, diventando sede unitaria degli istituti culturali cittadini impegnati nella ricerca e nella sensibilizzazione intorno al Novecento sociale, economico e politico e che nel secondo dopoguerra hanno svolto una funzione cruciale di ricostruzione del tessuto culturale, di aggregazione di forze intellettuali, impegno e progettualità in una fase decisiva della Repubblica. Oggi, nel mutato contesto delle risorse, dei consumi e delle politiche, si è imposta una profonda riflessione su come operare e dialogare con la società civile, soprattutto con i giovani e i nuovi cittadini, sui temi della memoria, della democrazia e della cittadinanza. Lo scopo comune è superare il mero presidio della memoria e il dialogo esclusivo con ristretti gruppi di studiosi e appassionati.

Spazio alle associazioni partigiane

All’interno di Palazzo San Daniele potranno trovare spazio anche le nuove sedi di sei associazioni appartenenti al Comitato di coordinamento della Resistenza: Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia); Federazione italiana associazioni partigiane (Fiap), Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned), Associazione volontari libertà del Piemonte (Avl) e Associazione nazionale combattenti e reduci, con le quali, nel momento in cui scriviamo, sono in corso trattative.

I temi del contemporaneo

Il centro si occuperà di temi legati all’attualità, a partire dalle esperienze e dalle competenze dei diversi istituti che stanno lavorando al progetto, depositari di fonti documentarie significative, impegnati nella ricerca e nell’animazione intorno al Novecento e alla contemporaneità (si pensi ai diritti, al lavoro, alla democrazia, alla pace e all’immigrazione). Verranno organizzate mostre, conferenze, itinerari culturali, ricerche, attività didattiche e divulgative, incontri per il coinvolgimento della cittadinanza, del sistema scolastico e universitario e delle istituzioni culturali e di ricerca italiane e straniere. Per questo sono state allestite un’area espositiva, una zona dedicata agli eventi, un’ampia biblioteca, una sala lettura, un’area dedicata ai bambini, aule per la didattica, una sala conferenze e una sala per le proiezioni cinematografiche. “Con l’apertura del Polo del ‘900 Torino e il Piemonte si arricchiscono di un luogo che è forse riduttivo definire semplicemente un nuovo centro culturale, poiché quello che andrà prendendo forma, anche grazie alla diretta partecipazione dei cittadini che lo animeranno giorno dopo giorno, è qualcosa di più — afferma l’assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi -. Si tratta, infatti, di uno spazio di pensiero, dialogo e confronto, aperto a tutta la comunità, rivolto soprattutto alle nuove generazioni e ai nuovi cittadini, dedicato all’analisi dell’attualità, dei suoi temi, delle sue contraddizioni, a partire dall’esperienza e dalle competenze degli istituti storici coinvolti, che qui avranno la propria sede. Soggetti preziosi per l’eredità che rappresentano, depositari di fonti documentarie significative, impegnati nella ricerca e nell’animazione intorno al Novecento e alla contemporaneità”. In perfetta sintonia l’assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della Città di Torino, Maurizio Braccialarghe: “Il 900 rappresenta, tra i suoi chiari e scuri, un secolo di grande trasformazione non privo di contraddizioni. Va dunque considerato con grande favore e importanza questo progetto che tende a una cooperazione di sistema tra le tantissime realtà di cui è fortunatamente dotata la nostra città per proporre una stimolante lettura e approfondire valori e problematicità che continuano a caratterizzare la nostra esistenza. Le associazioni e le istituzioni che troveranno casa comune al Polo del ‘900 potranno così continuare nella meritoria custodia delle memorie e aiutare ad approfondire questa analisi”.

Gestione affidata a una fondazione

Il Polo del ‘900 verrà gestito attraverso una Fondazione di partecipazione (secondo la disciplina del codice civile e delle leggi collegate), non perseguirà fini di lucro e non potrà distribuire utili. Circa l’80% degli spazi del Polo sarà dedicato ad attività pubbliche o congiunte e la Fondazione è incaricata di occuparsi della gestione dell’immobile, degli spazi comuni e delle attività culturali integrate. “Il Polo del ‘900 è un’operazione di sistema: abbiamo lavorato e continueremo a lavorare con le istituzioni (Comune di Torino e Regione Piemonte) e gli enti culturali fianco a fianco nella co-progettazione per creare un modello culturale e gestionale innovativo e sostenibile — spiega Luca Remmert, presidente della Compagnia di San Paolo -. Gli enti, coinvolti in una sede condivisa, manterranno la piena autonomia e identità ma, nello stesso tempo, saranno integrati in un centro culturale, un laboratorio di cittadinanza attiva, partecipato e vissuto da tutti, specialmente dai più giovani, impegnato nel promuovere la crescita civica e formativa della cittadinanza in relazione ai temi presenti e futuri della società, a partire dalla riflessione sulla storia del ‘900”. La Compagnia San Paolo ritiene che l’integrazione di tutti gli enti rappresenti un’opportunità per gli attori coinvolti in termini di massa critica, rinnovamento, promozione, razionalizzazione e sostenibilità. “I tremila metri quadrati del Polo, nell’accogliere i dodici enti, si configurano come fulcro di un vero e proprio sistema per la diffusione dei temi della democrazia e della cittadinanza e per la tutela, la conservazione e la digitalizzazione degli archivi e delle biblioteche che vi confluiscono — aggiunge l’assessore Parigi -. Un unico ed esclusivo grande luogo di consultazione e fruizione che si candida a divenire punto di riferimento non solo per i piemontesi. Si tratta, peraltro, anche di un’operazione di riqualificazione urbana, che restituisce ai torinesi un pezzo della propria storia e della propria identità, i Quartieri Militari juvarriani, che tornano a vivere dopo un lungo oblio grazie alla collaborazione fra Compagnia di San Paolo, Comune di Torino e noi della Regione Piemonte, fieri di lavorare l’uno a fianco all’altro per un progetto di tale valenza culturale e sociale”.

Un sistema integrato

Per migliorare la fruibilità dell’importante patrimonio bibliografico e documentale, a vantaggio di studenti e ricercatori, è stato inoltre siglato un protocollo d’intesa tra Regione Piemonte, Città di Torino, Università degli studi di Torino e Compagnia di San Paolo per la costituzione del Polo bibliografico della ricerca e del sistema archivistico e documentale, che coinvolge gli istituti culturali del Polo del ‘900 e al quale potranno aderire biblioteche ed enti culturali di Torino e del Piemonte, realizzando economie di scala e accrescendo la visibilità a livello nazionale. “Sarà dunque realizzato un sistema informativo integrato — spiega Eugenio Pintore, responsabile del settore Biblioteche, archivi e istituti culturali della Regione Piemonte — e creato un portale web dall’architettura e grafica innovative, con funzioni di ricerca e di esposizione integrata dei dati, delle informazioni e degli ‘oggetti digitali’ del nuovo sistema documentale, con l’utilizzo di softwareopen-source’ e multipiattaforma ‘collective access’”.

Modello innovativo e sostenibile

Concluso nel 2003 il restauro di Palazzo San Celso di via del Carmine 13, sono ora terminati i lavori di ristrutturazione dell’edificio San Daniele, grazie al finanziamento di 6,5 milioni di euro garantito dalla Compagnia di San Paolo (di cui 5 milioni per il restauro e il resto per ulteriori opere, cablaggi e allestimenti) mentre per il 2016 lo stanziamento ammonterà a un milione e 600 mila euro. La Compagnia San Paolo, conclude il presidente Remmert, “passerà gradualmente il testimone di quanto già avviato alla Fondazione Polo del ‘900; quest’anno sarà ancora propulsore di attività indispensabili per concludere il percorso di start up, assumendo nell’intero processo un ruolo da garante della pluralità e della sostenibilità dell’operazione. Il programma culturale del Polo terrà conto anche delle imprese come attori sociali del territorio. Sono stati avviati contatti con alcune primarie realtà piemontesi, che interagiranno attivamente con il progetto”. Sotto la Mole sta dunque nascendo un modello culturale e gestionale innovativo e sostenibile, di cui non si conosce uguale in Italia e tra i primi in Europa. n

www.polodelnovecento.it

La Regione entra nel Polo

L’Assemblea regionale ha approvato unanime l’8 marzo la proposta di deliberazione che prevede la partecipazione della Regione Piemonte alla costituzione della Fondazione Polo del ‘900.L’obiettivo del provvedimento è la valorizzazione delle radici storiche, culturali, artistiche e linguistiche del Piemonte attraverso la collaborazione di alcuni istituti culturali, di ricerca, studio e riflessione del secolo passato, che rappresentano un grande patrimonio per la storia piemontese.In particolare, la Fondazione riconosce tra i propri scopi sociali la tutela, la conservazione, la digitalizzazione e l’accesso integrato, secondo modalità innovative, degli archivi e delle biblioteche che ne costituiscono il patrimonio culturale; il coordinamento e la gestione di funzioni integrate come l’attività di comunicazione, promozione e fundraising del Polo e, infine, l’ideazione e la progettazione di iniziative integrate.

Nei quartieri militari disegnati da Juvarra

Il Polo del ‘900 viene ospitato da due palazzi che grondano di storia, affondando le loro radici agli inizi del Settecento. Gli ex quartieri militari, che chiusero in modo simmetrico l’attuale via del Carmine, all’angolo con corso Valdocco, furono infatti realizzati su decisione di Vittorio Amedeo II, tra il 1717 ed il 1728, per ospitare le truppe di Fanteria dello stesso duca. La necessità di mantenere elevato il numero di effettivi della guarnigione in Torino rendeva infatti insufficienti le sole caserme presenti all’interno della Cittadella. Essi occupavano i due isolati di San Celso e San Daniele ed erano inseriti nel piano del terzo ampliamento urbanistico di Torino, verso ovest. Un ampliamento impostato all’inizio del Settecento da Michelangelo Garove e Antonio Bertola e subito dopo progettato ed eseguito da Filippo Juvarra, che vedeva nell’asse costituito da via del Carmine, piazza Savoia e Porta Susina (tra le vie Garibaldi e della Consolata), il punto di saldatura tra l’antico abitato e la nuova capitale del regno sabaudo, comprensivo di un nuovo ingresso occidentale alla città e di collegamento con lo “Stradone Reale” (corso Francia) che univa Torino al castello di Rivoli. I Quartieri militari, infatti, erano destinati a creare il nuovo ingresso di Porta Susina, sul ridisegnato confine occidentale della città. Nel 1728 i due edifici erano ultimati solo nella parte rivolta su via del Carmine e nel 1767 iniziarono i lavori di completamento e di sopraelevazione di un piano, su progetto di Ignazio Birago da Borgaro. Il completamento degli isolati fu portato avanti fino al 1772–1773, seguendo indicazioni juvarriane. Si tratta delle cosiddette “Istruzioni” di cantiere, conservate nell’Archivio di Stato. I palazzi di San Celso e San Daniele continuarono ad essere occupati dalle forze militari fino ai primi anni del Novecento; in particolare nell’Ottocento, San Daniele ospitava la caserma Fuassone di Germagnano e dal 1831 fu anche sede dell’ospedale militare divisionario. L’edificio iuvarriano, di proprietà della Città, insiste su circa metà dell’isolato di San Daniele ed ha un’estensione di circa 1.290 metri quadrati. Il passaggio di proprietà dal Demanio dello Stato alla Città di Torino avvenne in virtù di una convenzione del 1885, ma l’edificio fu realmente dismesso dal Comune soltanto nel 1923. Sin dal 1894 l’Amministrazione comunale di Torino fece eseguire lavori di ristrutturazione, che riguardarono soprattutto il rifacimento di numerosi solai. Il fabbricato ha uno sviluppo planimetrico a corte, con cortile centrale della superficie di 374 metri quadrati, e si sviluppa in altezza per quattro piani fuori terra (compreso il piano sottotetto) oltre ad un piano interrato. Nel 1923 furono eseguiti alcuni interventi minori, a carattere manutentivo, per ospitare provvisoriamente il maggior numero di famiglie sfrattate e far fronte alla crisi degli alloggi che si manifestò conseguentemente alla Prima guerra mondiale.

Sede unica del contemporaneo

Il Polo del ‘900 è il nuovo centro culturale che avrà sede presso I Quartieri Militari juvarriani di Torino, composti dai Palazzi San Celso e San Daniele, in corso Valdocco, angolo via del Carmine, a Torino.

Aperto alla cittadinanza e rivolto soprattutto alle nuove generazioni ed ai nuovi cittadini, il Polo si occuperà di temi legati all’attualità, a partire dalle esperienze e della competenze dei diversi istituti storici e culturali, depositari di fonti documentative significative, impegnati nella ricerca e nell’animazione intorno al Novecento ed alla contemporaneità. Il Polo del ‘900 è stato coprogettato e sostenuto da Compagnia di San Paolo, Comune di Torino e Regione Piemonte.

Ulteriori spazi del Polo sono alla Casa Gobetti di via Fabro 6 ed in via Paolo Borsellino 17/c, dove con il sostegno della Fondazione Crt ha trovato sede il Fondo Tullio De Mauro.

SALA DIDATTICA/ PICCOLI EVENTI

Ospiterà conferenze sino a 50 persone o attività didattiche, anche contemporanee, grazie alla possibilità di creare due ambienti separati.

AREA KIDS

Si presta ottimamente a una possibile “brandizzazione”, utilizzando innovative soluzioni di arredo per i più piccoli.

SPAZIO POLIVALENTE

In questo ambiente, gli spazi destinati alle singole funzioni si estendono e si contraggono a seconda dell’attività svolta. Verrà arredato con tavoli, divanetti, scaffalature, una tribuna e un palco attrezzato per eventi, oltre a un grande schermo luminoso per proiezioni e attività varie. In cortile ci sono poi 540 metri quadrati a disposizione per performance ed eventi.

SAN CELSO

ISTORETO

Istituto per la Storia della Resistenza

Fondato nel 1947 dal Comitato di liberazione nazionale piemontese, su impulso di Franco Antonicelli e Alessandro Galante Garrone, l’istituto possiede un ingente patrimonio bibliotecario e archivistico ed opera nell’ambito della sua conservazione e valorizzazione.

www.istoreto.it

MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA

Voluto nel 2003 da Regione Piemonte, l’allora Provincia di Torino, Comune di Torino, Ancr e Istoreto, il Museo rievoca, con l’allestimento “Torino 1938–1948, dalle leggi razziali alla Costituzione”, la vita durante guerra, Resistenza e ritorno alla democrazia.

http://goo.gl/pzW9B3

ANCR

Archivio cinematografico della Resistenza

Fondato nel 1970 da Paolo Gobetti e Franco Antonicelli, l’Ancr ha raccolto un patrimonio prezioso di film documentari sulla Resistenza, la guerra, la deportazione e su altre vicende cruciali del ‘900, arricchito da una vasta biblioteca specialistica.

www.ancr.to.it

CENTRO INTERNAZIONALE PRIMO LEVI

Fondato nel 2008 da un gruppo di enti soci e dai figli di Primo Levi, il Centro rivolge le sue attività di ricerca a tutti i lettori e studiosi dello scrittore torinese e raccoglie le edizioni delle sue opere ed ogni forma di documentazione sulla sua figura.

www.primolevi.it

UNIONE CULTURALE ANTONICELLI

Fondata nel 1945 da un gruppo di intellettuali antifascisti, tra cui Norberto Bobbio, Guido Hess, Francesco Menzio, Massimo Mila e Cesare Pavese, contribuisce alla conoscenza dei movimento artistici culturali italiani e stranieri.

CENTRO STUDI GOBETTI

www.unioneculturale.org

Fondato nel 1961 da Ada Prospero, Paolo e Carla Gobetti, con alcuni amici di Piero, il Centro opera per far conoscere la storia dell’antifascismo e la cultura italiana del ‘900. Parole chiave: ricerca, formazione, promozione, autonomia e iniziativa.

www.centrogobetti.it

FONDAZIONE DONNAT-CATTIN

Costituita nel 1992 su impulso degli eredi di Carlo Donat-Cattin con, tra gli altri, Franco Marini, Siro Lombardini, don Antonio Mazzi, Giovanni Porcellana e Giovanni Spadolini, per favorire studi e ricerche sulla storia del pensiero sociale, politico ed economico tra ‘800 e ‘900.

http://goo.gl/9N5URw

SAN DANIELE

SALA LETTURA E BIBLIOTECA

Al primo piano di Palazzo San Daniele, su una superficie di 350 metri quadrati, metterà a disposizione 300mila monografie, con circa 900 metri lineari di volumi a scaffalatura aperta, inframmezzati da circa 80 postazioni per la lettura.

BAR / BOOKSHOP

La caffetteria del Polo del ‘900, su una superficie di oltre 80 metri quadrati, è collegata all’area di accoglienza, attraverso due passaggi interni, ma dispone anche di un accesso esclusivo sotto il porticato di corso Valdocco, che la rende autonoma.

SALA LETTURA E BIBLIOTECA

Posta sopra il salone polivalente, è la sala in cui gli istituti storici e culturali del Polo del ‘900 si interfacceranno maggiormente con il pubblico. La scaffalatura aperta stimola la scoperta di nuovi contenuti e l’ambiente progettato è quello di una nuova sala lettura per sfogliare testi cartacei e multimediali.

SALOTTO DEL NOVECENTO

Ambiente introduttivo allo spazio polifunzionale al piano terra di Palazzo San Daniele, sarà composto da piccoli salottini tra una selezione dei volumi della biblioteca, per letture rilassanti e non impegnative ed incontri informali.

PIANO INTERRATO

Uno degli spazi più suggestivi, con le tre volte in mattoni a vista ed una serie di nicchie utilizzabili dal pubblico, con tavoli per la consultazione. Potrà ospitare proiezioni ed eventi di piccole dimensioni.

RETE ITALIANA DI CULTURA POPOLARE

Svolge dal 2004 attività di ricerca e progettazione di azioni mirate alla individuazione, tutela, valorizzazione e riproposizione, nel solco della modernità, delle tradizioni e delle diverse espressioni di cultura popolare dei territori.

http://goo.gl/sPFnK5

SPAZIO POLIVALENTE

Ambiente centrale del Polo, mutevole e polifunzionale, ospiterà, anche in contemporanea, eventi con un massimo di 99 posti a sedere, sala lettura informale, spazio espositivo, tribuna, palco attrezzato e schermo.

ISMEL

L’Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell’impresa e dei diritti sociali, fondato nel 2008 da Città di Torino, Istituto Gramsci, Fondazione Nocentini, Istituto Salvemini, conserva e valorizza il materiale documentario sul lavoro ed i diritti sociali.

www.ismel.it

ISTITUTO SALVEMINI

Fondato nel 1977 su iniziativa di alcuni storici come Giorgio Spini, Massimo Salvadori e Franco Venturi, dal 1981 presieduto da Valerio Castronovo, si occupa di storia contemporanea italiana e internazionale, richiamandosi idealmente a Gaetano Salvemini.

www.istitutosalvemini.it

FONDAZIONE GRAMSCI

Fondato nel 1974 da un comitato promotore di 80 intellettuali italiani per diventare luogo di incontro libero e aperto tra le varie culture della sinistra, si è specializzato nello studio e nella divulgazione della storia del movimento operaio e del mondo del lavoro.

www.gramscitorino.it

FONDAZIONE VERA NOCENTINI

Fondata nel 1978 da un gruppo di dirigenti sindacali, intellettuali e docenti universitari, tra cui Cesare Delpiano, Dora Marucco, Domenico Sereno Regis, Franco Gheddo, Fredo Olivero e Gianni Alasia, promuove ricerche su lavoro, migrazioni e pari opportunità.

Ragazzi protagonisti per disegnare l’arte

PER IL TERZO ANNO SI RIPROPONE L’INIZIATIVA RIVOLTA AI PIÙ GIOVANI FREQUENTATORI DEI MUSEI PIEMONTESI E ALLE FAMIGLIE

di Daniela Roselli

Terza edizione per “Disegniamo l’arte”, l’iniziativa organizzata da Abbonamento Musei Torino Piemonte in collaborazione con la Regione e i principali musei piemontesi.

I protagonisti sono i bambini dai sei ai quattordici anni e la loro abilità nel disegno, che potranno mettere su carta, in più di cinquanta siti culturali del territorio piemontese.

I giovani possessori della tessera Musei junior, accompagnati da amici e famiglie, hanno infatti la possibilità di visitare e scoprire, in particolare, i musei della Regione che hanno aderito, disegnando le opere, gli spazi e le architetture che più li caratterizzano e dando così forma e colori all’immenso patrimonio culturale e artistico del Piemonte.

Sabato 2 e domenica 3 aprile i partecipanti possono vivere un’esperienza insolita, che mette in campo l’arte e il divertimento attraverso il disegno. Si sentiranno, insomma, dei “piccoli grandi artisti”, riproducendo gli elementi che più li hanno colpiti nelle collezioni e raccontando attraverso la propria creatività il personale viaggio tra gioco, arte e cultura.

“Disegniamo l’arte” diventa anche l’occasione per vivere, grazie a un’esperienza diversa, i musei: a Torino, per esempio, si potrà reinterpretare la cartellonistica cinematografica cubana al Museo del Cinema o accomodarsi nella veranda di Palazzo Madama per dare nuova vita all’intreccio di rami, tralci e steli affrescati da Domenico Guidobono, disegnare ispirandosi alle rappresentazioni dei mercati eseguite dalla famiglia dei Bassano nella Galleria Sabauda o, ancora, perdersi nel mosaico di Orfeo al Museo di Antichità. Al Museo dell’Arpa di Venasca, in provincia di Cuneo, “disegnare” vorrà dire interagire con la musica e così anche al Museo del Paesaggio sonoro di Riva Presso Chieri. Al Museo dell’Automobile i bambini potranno muoversi liberamente alla ricerca della propria ispirazione mentre il disegno delle costellazioni zodiacali li guiderà invece ad Infini.to, celebre museo torinese dell’astronomia e dello spazio.

Disegnare creature strampalate ispirandosi ai personaggi leggendari e mostruosi che popolano i musei di Vercelli o architetture straordinarie come quelle dell’Abbazia di Staffarda o del Castello di Serralunga sono poi alcune tra le numerose e ricche proposte che i musei aderenti offrono a chi vuole cimentarsi nel disegno, per divertirsi o semplicemente trascorrere un fine settimana insolito.

Il progetto è sviluppato in partnership con Faber-Castell, azienda leader nella produzione di articoli per il disegno e la pittura, che per l’occasione mette a disposizione la fornitura dei materiali necessari per la realizzazione delle attività ludico-artistiche. n

www.abbonamentomusei.it

Divisionisti per un giorno

Anche la pinacoteca Il Divisionismo con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona aderisce con entusiasmo al progetto di Abbonamento Musei. Le attività proposte nel pomeriggio del 3 aprile spaziano dalle visite guidate all’esperienza di disegno dal vero, fino alla scoperta di come nasce un’opera d’arte, favorendo attraverso il gioco un approccio diverso all’immagine. Le attività sono modulate in base all’età dei partecipanti insieme alle loro famiglie. Un’occasione in cui adulti e bambini possono sperimentare, apprendere e divertirsi, utilizzando l’arte come strumento per aprire la mente alla bellezza e diventare divisionisti per un giorno. Tutte le famiglie partecipanti al termine dell’attività possono gustare, all’interno del D Cafè, una gustosa merenda a un prezzo speciale.

http://goo.gl/fUqYy3

Ridisegnare i reperti antichi

L’attività proposta dal Museo Leone di Vercelli, il 3 aprile, si svolge a partire dalla sezione archeologica fino al primo piano di Palazzo Langosco e permette ai giovani partecipanti di scoprire reperti e opere d’arte cui il tempo ha cancellato il viso e non solo. L’attività rientra nel ricco calendario di appuntamenti domenicali riservati ai bambini e alle loro famiglie che la Sezione educativa del Museo propone ormai da quattro anni sotto l’egida del Progetto Jump, sostenuto dalla Regione Piemonte. L’iniziativa sarà in rete con gli altri musei vercellesi, Borgogna e del Tesoro del Duomo. Uno stesso supporto di base permetterà a chi partecipa a più di un appuntamento di realizzare un personaggio unico finale.

www.museoleone.it/collezioni/

Curiosando tra i giocattoli di Bra

Il Museo del giocattolo di Bra (Cn) ospita domenica 3 aprile i piccoli artisti che partecipano a “Disegniamo l’arte”. Al termine della visita nelle sei sale che espongono collezioni su prima infanzia, bambole, scuola, giochi maschili, aerei e mezzi a pedale, teatrini e burattini i bambini possono interpretare il Museo con carta e colori, guidati da suggestioni ed emozioni suscitate dai giocattoli e dalle storie della collezione dell’antiquario braidese Michele Chiesa, che ha affidato al Comune di Bra i preziosi oggetti, patrimonio di famiglia.

www.museodelgiocattolobra.it/

Il canale Medium ufficiale del Consiglio regionale del #Piemonte, dove raccogliamo notizie e approfondimenti. I video su http://www.crpiemonte.tv

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